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27 / 06 / 2014 - 27 / 09 / 2014

Con questa ri-lavorazione radicale del footage della finale della FIFA World Cup™ del 1966, l’artista americano Paul Pfeiffer conferisce un significato completamente nuovo alla famosa frase pronunciata dal commentatore televisivo Ken Wolstenholme alla fine della partita: «Pensano che sia tutto finito, lo è ora».

Uscito in concomitanza con la Coppa del Mondo 2014 in Brasile, Jerusalem rivisita l’evento più famoso nella storia dello sport inglese, trasmesso in diretta dalla BBC per il pubblico più vasto mai raggiunto prima: 400 milioni di persone, secondo le stime più accurate.

Come per il pubblico che guardava da casa nel 1966, il campo da gioco é uno schermo bianco e nero. Ma in questa nuova opera si è trasformato in un campo da gioco digitale, mediante un processo di morphing. Mentre la videocamera scansiona costantemente il campo da gioco, una serie di figure appaiono e scompaiono, si fondono l’una nell’altra e svaniscono come fantasmi provenienti da un altro tempo. Lavorando con il Dr Brian Fulkerson, esperto di machine vision, Pfeiffer ha realizzato uno vero e proprio studio pittorico sui concetti di vacuità e unione.

Il rumore della folla che applaude e canta in coro è infestato da voci del 1966: il Primo Ministro Harold Wilson; il Presidente della Royal Academy e il Presidente degli Stati Uniti; Alec Weeks, professionista della BBC responsabile della diretta e l‘artista John Cage. L’opera elegiaca di Pfeiffer è una riflessione sulla mitologia e sulla memoria, nonchè sulla distanza tra un presente dal vivo e un passato della memoria.

Qui potete vedere il lavoro completo: http://jerusalem.artangel.org.uk/

Browser consigliati

Quest’opera è un esperimento online e le sue varie componenti la rendono fruibile al meglio utilizzando computer con un processore relativamente veloce. Inoltre, alcune sequenze di quest’opera sono disponibili solo sui browser web con tecnologia più recente, perciò la visione completa è limitata alle ultime versioni di Chrome, Safari, Firefox e Internet Explorer.

Su versioni più vecchie o altri tipi di browser, alcuni specifici effetti audio impiegati nell’opera non saranno disponibili. Una preview limitata dell’opera è disponibile su dispositivi mobili quali telefoni o tablet. Commissionata e prodotta da Artangel (http://www.artangel.org.uk/) e The Space (http://www.thespace.org/), con il supporto dell’Arts Council England, The Company of Angels e The Heritage Lottery Fund.

L’artista

Paul Pfeiffer è un artista che opera nel campo del video, della fotografia, dell’arte installativa e della scultura sin dagli anni novanta. Pfeiffer studia le modalità con cui le tecnologie da un lato danno forma e dall’altro alterano la nostra esperienza visiva quotidiana. Manipolando digitalmente o calcelland elementi specifici da immagini iconiche, la maggior parte delle quali provengono da eventi sportivi o film di Holliwood, Pfeiifer adotta un linguaggio visivo frenetico tipico del contemporaneo allo scopo di esplorare la nostra relazione con la cultura dello spettacolo.

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Paul Pfeiffer è nato ad Honolulu, Hawaii. Ha tenuto personali al Whitney Museum of American Art (2001), all’MIT’s List Visual Arts Center and the Museum of Contemporary Art di Cicago (2003), alla National Gallery of Victoria, Melbourne (2005), al MUSAC León, Spagna (2008) e all’Hamburger Bahnhof, Berlino (2009) così come retrospettive alla sua carriera come al Sammlung Goetz di Monaco, Germania (2011). Sta attualmente lavorando ad un progetto per il Museum of Contemporary Art and Design di Manila (2014) e ad uno per il Museo Madre di Napoli (2015).


http://jerusalem.artangel.org.uk/