Public Spaces - Maastricht & Heerlen
19 / 10 - 18 / 11 / 2012

Concept: Viewmaster Foundation, Bart van den Boom
Curatori: Bart van den Boom & Annet Dekker 

Dal 19 Ottobre al 18 Novembre 2012, Viewmaster Foundation presenta la mostra “Paraphrasing Babel“, in una serie di spazi pubblici a Maastricht e a Heerlen. Una mostra di 28 proiezioni video, video installazioni e 7 paesaggi sonori che oltrepassano i confini del linguaggio, della (mis) comunicazione , e della confusione nel discorso. È possibile partecipare alla mostra ogni sera dalle 18.00 alle 23.00.

Artisti presenti:

Marc Alberto (Paesi Bassi), Christopher Baker (Stati Uniti), Natalie Bookchin (Stati Uniti), Candice Breitz (Sud Africa), eddie d (Paesi bassi), Vera Frenkel (Canada), Mieke Gerritzen (Paesi Bassi), Gary Hill (Stati Uniti), Annja Krautgasser (Austria), Louise Lawler (Stati Uniti), Adam Leech (Stati Uniti), Christian Marclay (Stati Uniti), Marijn Moerbeek (Paesi Bassi), Benny Nemerofsky Ramsay (Canada), Jeroen Offerman (Paesi Bassi), Nika Radic (Croazia), Anna Raimondo (Italia), Imogen Stidworthy (Regno Unito), Zhou Tao (Cina), Thomson & Craighead (Regno Unito), YOUNG-HAE CHANG HEAVY INDUSTRIES (Corea del Sud/Stati Uniti), Katarina Zdjelar (Serbia).

Le opere scelte da artisti celebri e da giovani talenti offrono una rappresentazione diversa della potenza e della ricchezza del linguaggio. I punti di forza e quelli deboli del linguaggio parlato, visivo, o scritto, come forma di comunicazione, sono apparenti. Grazie all’unione dei vari approcci artistici, la mostra “Paraphrasing Babel” dona nuove idee alle competenze e al significato del linguaggio.

La mostra presenta una parte diversa di ogni città realizzata dai vari artisti e oltrepassa le cacofonie delle confessioni personali su internet (Natalie Bookchin) e i commoventi tentativi di apprendere foneticamente un linguaggio mondiale (Katarina Zdjelar), e molti altri. Le strade portano a opere video in cui la comunicazione avviene per mezzo di espressioni facciali (Nica Radic), suoni (Gary Hill), o linguaggio dei segni (Christian Marclay).

Il cittadino, inoltre, s’imbatte in canti di uccelli che scompongono brutalmente il mondo artistico (Louise Lawler), in sirene d’allarme di giovani coristi (Benny Nemerofsky Ramsay), e in un’installazione che include il dialetto di Liverpool (Imogen Stidworthy). Le opere sono presentate da e in edifici commerciali (vuoti) e palazzi d’ufficio, settori residenziali, e istituti culturali. Le proiezioni video, le video installazioni, le strutture grafiche in movimento, e i paesaggi sonori gettano nuova luce sui centri urbani di due estremi opposti: Maastricht e Heerlen.

Questa mostra rappresenta la più grande manifestazione artistica europea di video in un luogo pubblico. Le 35 opere artistiche sono raramente mostrate al di fuori dei musei o degli istituti d’arte. I loro contenuti specifici li rendono eccezionalmente di dominio (semi-) pubblico. È proprio sulle strade che i vari linguaggi s’incontrano e si mescolano, e i media e il commercio sono diretti al pubblico. In queste circostanze, le opere artistiche partecipano a una relazione diretta con lo spettatore o il passante, e arrivano al pubblico in una forma alternativa.

http://www.paraphrasing-babel.eu