FONDAZIONE ACCADEMIA DI BELLE ARTI PIETRO VANNUCCI - PERUGIA
10 OCTOBER 2008

10.00-13.00 / 16.00-19.00
All’interno del festival “Le Arti in Città”
http://test.leartiincitta.it/?q=node/77

Promosso da: Umane Energie e sezione “Flussi” del festival Le Arti in Città
A cura di: Moreno Barboni e Marco Mancuso (Digicult)
Moderato da: Marco Mancuso (Digicult)
Con: Graffiti Research Lab, Pier Luigi Capucci, Laura Colini, Umane Energie, Confinidigitali

 

Il 10 ottobre, presso la Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, il gruppo Umane Energie e la sezione Flussi del festival “Le Arti in Città”, promuovono un incontro denominato Open Source Meeting, curato da Moreno Barboni e da Marco Mancuso, critico, curatore e direttore del progetto Digicult, con la partecipazione di Graffiti Research Lab, Pier Luigi Capucci, Laura Colini, Umane Energie e Confinidigitali.

Dedicato alla sempre maggiore diffusione di risorse informatiche ‘aperte’, l’Open Source Meeting intende far incontrare soggetti residenti nel territorio, come Confinidigitali e Umane Energie, con la loro piattaforma open source Beduino derivante dall’internazionale Arduino project alla base del ‘parco multimediale’ allestito, con  ospiti nazionali e internazionali, per approfondire e divulgare le possibilità, sia artistiche che progettuali che politico/sociali, offerte dalle risorse informatiche open source nell’ambito delle arti digitali e della comunicazione multimediale.

Marco Mancuso e Moreno Barboni hanno quindi immaginato una giornata di lectures e dibattiti, organizzati attorno a un tavolo di lavoro che potesse riunire esperti, studiosi, curatori e artisti di settori ed estrazione diverse ma assolutamente complementari. Un momento di riflessione e analisi, in grado di evidenziare le enormi potenzialità (in gran parte ancora inespresse) delle tecnologie digitali “aperte”, nonché del loro impatto sul contesto sociale, operativo e politico nel quale viviamo, sulle dinamiche di condivisione nella nuova società dell’informazione, ma anche sulle modalità di interazione con le architetture e gli spazi sociali delle nostre città, e la comprensione dei percorsi emotivi che condizionano la nostra percezione di nuove forme d’arte e nuovi linguaggi di espressione creativa.

Evan Roth e James Powderly sono gli ospiti internazionali del Meeting, fondatori del progetto Graffiti Research Lab, per la seconda volta in Italia dopo la performance pubblica Laser Tag, curata da Marco Mancuso lo scorso Dicembre 2007 a Roma, sulle facciate del Colosseo e della Piramide Cestia. Graffiti Research Lab è un progetto dedicato interamente allo sviluppo di tecnologie e media sperimentali rivolti all’arricchimento diretto delle risorse pubbliche per la comunicazione urbana. I GRL sono quindi invitati a parlare del loro progetto artistico/attivista, delle loro performance nelle città di mezzo mondo, dei possibili rischi ma anche delle enormi possibilità comunicative offerte dalle tecnologie open source applicate alla graffiti art e alla media art in senso ampio.

Pier Luigi Capucci è critico, docente e si occupa di sistemi e linguaggi di comunicazione e, dai primi anni Ottanta, di relazioni tra tecnologie, cultura e società e tra forme artistiche, scienze e tecnologie. Suo il compito, all’interno del Meeting, di avviare una riflessione e una discussione, sugli aspetti di impatto collettivo e sociale delle tecnologie open source. Le opportunità di scelta e di accesso alle informazioni e a nuovi strumenti, ha infatti attivato nuove  possibilità di comunicazione e di condivisione del sapere, estendendo la consapevolezza dell’impiego cognitivo e operativo, sociale e politico, di questi strumenti.

Marco Mancuso, moderatore del Meeting, critico, curatore e fondatore del progetto Digicult, si occupa di Digital Creative Media e di relazioni tra immagini, suono e spazio nell’Arte Audiovisiva contemporanea. Focalizzandosi quindi sull’impatto delle tecnologie open source nell’Audiovisivo digitale, attraverso una panoramica sui progetti artistici e creativi più interessanti a livello internazionale, il suo intervento suggerirà una riflessione critica sull’utilizzo di questi strumenti, sulle dinamiche di creatività condivisa in Rete, sui codici liberi e sul livello di condivisione e commistione sempre più ampio tra arte, design e hyper architecture.

Laura Colini, ricercatrice presso il dipartimento di Architettura, Media e Sociologia Urbana presso la Bauhaus University di Weimar, concentrerà il suo intervento sul concetto di partecipazione nel progetto di city making e uso di technologie. L’intervento al Meeting mette a fuoco concetto di partecipazione nella teoria di pianificazione urbana e lo confronta con il concetto di partecipazione alla città che viene riproposto con le ICT. Si tratta di una specie di tassonomia di pratiche partecipative (o finte partecipative) al city making, che viene chiamata ICT spatial practices, che permettono di costruire un pensiero critico sul tema della città come progetto collettivo.

Infine, la Collaborazione tra Confini Digitali e Umane Energie, presenta al pubblico Beduino, un dispositivo elettronico open source ideato per lo sviluppo di installazioni artistiche interattive.Controller audio, per VJ, interfacciamento con sensori, controllo led e motori. Poco piu’ grande di un pacchetto di sigarette, Beduino, basato sulla più conosciuta piattaforma hardware/software Arduino, è pensato per poter essere utilizzato senza scrivere una riga di codice e senza conoscenze approfondite di elettronica:
uno strumento per tutti. Può essere usato per controller audio e video in tempo reale, strumenti midi, dance triggers, installazioni interattive, led, controlli motorizzati, controlli robotici e molto altro ancora.

PROGRAMMA

10:00 Moreno Barboni: introduzione e saluti
10:15 Marco Mancuso: apertura e intervento
10:45 Pier Luigi Capucci: intervento

—break

11:30 Umane Energie: intervento
12:00 discussione
13:00 chiusura

  —break

16:00 Marco Mancuso: introduzione
16:15 Laura Colini: intervento
16:45 Confini Digitali: intervento

—break

17:30 Graffiti Research Lab: intervento
18:00 discussione
19:00 chiusura

 

ABSTRACTS

:::Graffiti Research Lab:::
:::The L.A.S.E.R. Tag payload:::

I GRL, artisti e media attivisti di New York, presenteranno al Meeting il loro strumento per creare graffiti digitali urbani: il LASER Tag. La Unit Mobile Broadcast (MBU) insieme al L.A.S.E.R. Tag è un’Arma di Defecement di Massa (WMD) open-source, progettata per consentire a writers, artisti, attivisti e cittadini di comunicare all’interno dell’ambiente urbano sulla stessa scala dei pubblicitari, delle corporations e dei governi. L’unità MBU fornisce una capacità di 1200 watts di audio e 5000 lumens di proiezione video, montata su un triciclo industriale da lavoro. Il Tag payload consente quindi agli individui, tramite un raggio laser verde di 60milliwatt, di scrivere le proprie comunicazioni ed espressioni personali su strutture industriali, monumenti, ponti, skylines cittadini e altri obbiettivi di interesse, sia duri che morbidi. Il software customizzato per la MBU e il
L.A.S.E.R. Tag è stato realizzato in chiave open source, senza copyright o licenza, in dominio pubblico. Amatori, hackers e altri privati cittadini sono quindi incoraggiati a farne libero uso, nonché a modificarlo e a realizzare il proprio MBU/L.A.S.E.R. Tag design. Il progetto è stato per ora portato a NYC, Città del Messico, Barcellona, Austria e Taipei.

:::Marco Mancuso:::
:::Audiovideodrome: on the open source contemporary audiovisual art, design& hyper architecture:::

L’Arte Audiovisiva, la capacità cioè di creare opere artistiche, narrative o astratte, mediante l’utilizzo del suono e delle immagini, ha subito nel corso degli ultimi anni una considerevole spinta innovativa: nell’ambito più ampio della così detta new media art, essa si è ormai ritagliata un ruolo polivalente, sicuramente più complesso e sfaccettato di quello che apparentemente la limita al contesto puramente performativo, cinematico o installativo. Prendendo linfa vitale dai progressi tecnologici compiuti nell’ambito di hardware e software open source (e non solo) per la gestione di flussi audiovisivi in tempo reale, l’Arte Audiovisiva contemporanea appare oggi come un territorio sul confine tra pura espressione artistica e creativa, sperimentazione e design. Una riflessione critica sull’utilizzo di software open source in questi contesti, sulle dinamiche di creatività condivisa in Rete, sui codici liberi e sul livello di condivisione e commistione sempre più ampio tra arte, design e hyper architecture consente di osservare come il concetto di spazio rifletta l’esistenza di un luogo/non-luogo fluido da esplorare, un elemento di progettazione, un universo materiale e immateriale
con il quale confrontarsi per ridefinire i rapporto tra l’uomo moderno e i nuovi paesaggi multimediali che lo circondano

:::Pier Luigi Capucci:::
:::Open Cultures:::

La diffusione dell’Open Source ha aperto delle opportunità di scelta e di accesso alle informazioni e a nuovi strumenti, ha attivato nuove possibilità di comunicazione e di condivisione del sapere, ha esteso  la consapevolezza dell’impiego cognitivo e operativo, sociale e  politico, di questi strumenti. L’Open Source ha inoltre imposto una riflessione sul software in generale come strumento dotato, nella sua dimensione immateriale, di un valore reale, economico, che non può  essere ignorato, pena l’emarginazione dalla società dell’informazione. Anche nell’arte, in vari settori e discipline, numerosi artisti hanno abbracciato la filosofia e la pratica dell’Open Source, realizzando lavori che espandono le potenzialità delle opere sia dal punto di vista delle poetiche sia in direzione di una maggiore flessibilità, condivisione, e dunque di una
maggiore estensione, del discorso artistico.

:::Laura Colini:::
:::Reflecting on ICT participated spatial practices and city making:::

Considerato il crollo delle difese contro l’iperproduzione di informazione, diventa fondamentale oggi interrogarsi su come agiamo ed interagiamo mediante l’uso di tecnologie digitali. Le tendenze globali e  l’economia simbolica determinano la produzione e distribuzione di una grande varietà di strumenti che permettono di comunicare via testo, audio, video. Di conseguenza, la “sindrome creativa digitale” ci spinge a trascurare la questione del come e perché interagiamo, rappresentiamo e trasformiamo lo
spazio vissuto delle nostre città attraverso i media digitali. Al di là delle molteplici definizioni di città, voglio partire dal principio che queste sono il luogo privilegiato di pratiche spaziali collettive e di processi discorsivi, di procedure e protocolli codificati che conducono a trasformazioni di ordine sociale, economico, materiale e culturale. L’intento di questa presentazione è di riflettere sui processi di costruzione della città analizzando benefici, svantaggi e rischi insiti nelle pratiche spaziali basate sull’uso di Information Communication Technologies. In particolare, il parametro adottato per discernere e categorizzare tali pratiche è la loro capacità di rafforzare le comunità locali e di innescare la partecipazione del cittadino. Sostengo che la varietà di social media, mapping collaborativi, video partecipativi così come le nuove risorse del web, possono essere analizzate in relazione alla loro capacità di stimolare direttamente o indirettamente un approccio di cambiamento sociale e politico alla produzione urbana. Per sottolineare l’importanza della relazione tra tecnologie dell’informazione, interazione sociale e pianificazione urbana farò riferimento ad una serie di casi studio di natura molto differente, analizzando la loro capacità di generare processi partecipativi effettivi e cercando di svelarne i limiti, e gli interessi o le retoriche dei poteri visibili o invisibili che vi sottendono.

:::Umane Energie e Confinidigitali:::
:::Beduino presentation:::

Confini Digitali e Umane Energie, presentano al pubblico Beduino, un dispositivo elettronico open source ideato per lo sviluppo di installazioni artistiche interattive. Controller audio, per VJ, interfacciamento con sensori, controllo led e motori. Poco piu’ grande di un pacchetto di sigarette, Beduino, basato sulla più conosciuta piattaforma
hardware/software Arduino, è pensato per poter essere utilizzato senza scrivere una riga di codice e senza conoscenze approfondite di elettronica: uno strumento per tutti. Può essere usato per controller audio e video in tempo reale, strumenti midi, dance triggers, installazioni interattive, led, controlli motorizzati, controlli robotici e molto altro ancora.

 

 

http://test.leartiincitta.it/?q=node/77