Škuc Gallery - Ljubljana, Museum of Modern and Contemporary Art - Rijeka
11 / 03 / 2015 – 03 / 04 / 2015

Networked Disruption è una mostra, ma anche una serie di eventi ideati da Aksioma e Drugo more in collaborazione con vari partner. La curatrice è Tatiana Bazzichelli, che ha scelto come spazi espositivi la Škuc Gallery di Lubiana e il Museum of Modern and Contemporary Art di Rijeka.

La mostra si concentra sul concetto di “Networked Disruption” (“disordine in rete”), ossia un’opportunità per presentare nuovi possibili percorsi di azione sociale e politica in linea con il disordine. Inoltre si focalizza sulle interferenze reciproche tra affari e interferenze, facendo contemporaneamente luce sulle differenti azioni degli hacker, degli artisti, dei networker, degli informatori, degli attivisti e imprenditori, impegnati profondamente l’attività di network.

Con: Anna Adamolo, Anonymous, Billboard Liberation Front, Burning Man Festival, Cacophony Society, Janez Janša, Janez Janša and Janez Janša, Julian Oliver, Laura Poitras, Les Liens Invisibles, Luther Blissett, Mail Art, Neoism, Peng! Collective, Suicide Club, Telekommunisten, Trevor Paglen.

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A partire dalla metà degli anni 2000, la crescente commercializzazione dell’attività di condivisione e di networking sta trasformando il significato di arte e di business. Quelle che una volta erano pratiche marginali di networking in contesti artistici e di pirateria informatica underground, negli ultimi anni è diventata il core business per molte aziende nel campo dell’Information Technology e dei social media.

Nell’analisi di Tatiana Bazzichelli l’arte si intreccia con le pratiche di disturbo che superano le semplici opposizioni dialettiche, portando alla scoperta di strategie subliminali e diffuse, che emergono dall’interno dei sistemi capitalistici o agiscono all’interno di essi.

Nella mostra e nel seminario partecipano attori che sono direttamente impegnati con l’hacktivismo, l’arte, le libertà civili e il social networking e mettono in luce le contraddizioni delle logiche capitalistiche e dei sistemi di potere. Questi interventi ribaltano la logica orientata agli affari per appropriarsene e stravolgerla con la pratica del disturbo. La sfida è di ripensare collettivamente l’hacktivismo di opposizione e le strategie artistiche nel quadro del (social) networking e dell’economia dell’informazione, ma anche delle società sempre più numerose e delle agenzie governative.

La mostra presenta una costellazione di progetti di networking che mirano ad attualizzare, e interrogare il concetto stesso di “networking”: Anna Adamolo, Anonymous, Billboard Liberation Front, Burning Man Festival, Cacophony Society, Janez Janša, Janez Janša and Janez Janša, Julian Oliver, Laura Poitras, Les Liens Invisibles, Luther Blissett, Mail Art, Neoism, Peng! Collective, Suicide Club, Telekommunisten e Trevor Paglen.

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La mostra Networked Disruption prende le mosse dal libro dell’autrice Tatiana Bazzichelli Networked Disruption: Rethinking Oppositions in Art, Hacktivism and the Business of Social Networking (DARC Press, The Digital Aesthetics Research Centre of Aarhus University, 2013).

L’ipotesi dell’autrice è che le interferenze reciproche tra arte, hacktivismo e giro di affari del social networking cambino il senso e l’ambito delle critiche politiche e tecnologiche. Gli hacker e gli artisti sono stati agenti attivi nell’innovazione di mercato, e allo stesso tempo lo hanno anche indebolito.

Gli artisti e gli hacker usano tecniche perturbative di networking nell’ambito dei social media, producendo feedback imprevedibili e reazioni inaspettate; le aziende adoperano il disordine come forma di innovazione per creare nuovi mercati e valori di rete che spesso sono semplicemente imprevedibili. Tatiana Bazzichelli propone il concetto di Art of Disrupting Business come forma di pratica artistica nel settore commerciale della tecnologia dell’informazione.

Networked Disruption

Le opere d’arte e i progetti collettivi sono concettualmente e visivamente interconnessi negli spazi della mostra, in forma di rete nelle reti. Applicando la strategia del “lavorare dall’interno”, alcune parti della mostra sono ideate con persone profondamente coinvolte nella rete sotto esame: Vittore Baroni (Mail Art), Florian Cramer (Neoism), Gabriella Coleman (Anonymous), John Law (Suicide Club e Cacophony Society), Andrea Natella (The Luther Blissett Project) e alcuni membri del network di Anna Adamolo.

La scelta rispecchia la convinzione secondo la quale un nuovo metodo di curatela e ricerca dovrebbe aprire uno spazio metaforico (e fisico) che incoraggi e stimoli un flusso di feedback tra teoria e pratica, tra soggetti e oggetti di analisi. Il risultato è una costellazione di progetti di networking che mirano ad attualizzare, e interrogare, il concetto di “partecipazione diretta”.


http://aksioma.org/networked.disruption/