Se è vero che le infrastrutture di rete hanno formato il panorama tecnologico e scientifico del tardo XX e del primo XXI secolo, il termine “rete” – tanto abusato da diventare più un cliché che un concetto specifico – raramente riceve un’attenzione particolare dagli studiosi, analizzandolo da un punto di vista teoretico e culturale, al di là delle sue (innegabili) origini tecniche e informatiche.

In questo senso, il testo Network Aesthetic, rappresenta un contributo davvero valido nel campo della media theory e dei cultural studies, nello sforzo di comprendere il ruolo delle strutture interconnesse nella cultura contemporanea e mostrare come le reti potrebbero avere anche una forte connotazione estetica che comprenda, in particolare, produzioni artistiche contemporanee come serie televisive, film e videogiochi. Come dato di fatto, la categoria dell’estetica serve all’autore come una “rubrica espansiva per sentire e pensare attraverso la cultura”.

Patrick Jagoda, professore associato di inglese e cinema e studi mediatici all’Università di Chicago, in questa recente pubblicazione esplora non solo quanto la cultura pop sia fortemente modellata dai tropi e dalle metafore della rete, ma anche come la nozione di rete abbia un vivido significato e una rilevanza estetica nelle produzioni artistiche dagli anni ’90 agli anni 2000. Innanzitutto prende in esame i lavori letterari di narrativa lineare (il romanzo Underworld), i lavori cinematografici (il film Syriana) e televisivi (la serie The Wire), poi si approccia a forme non lineari e meno interattive come i giochi digitali e i giochi a realtà aumentata transmediale.

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Le analisi usano un approccio comparativo ai media che abbraccia la crescente interdipendenza tra forme culturali e il loro incontro estetico col concetto di rete, molto al di là della sua natura di interconnessione e informatica.

Questo libro rappresenta certamente un capitolo chiave nella storia accademica degli studi culturali, con un approccio senza dubbio originale e stimolante, mentre offre una completa ed esaustiva analisi della rete e della connessione come “base infrastrutturale” e nozioni euristiche per la comprensione della vita moderna, permeata di interdisciplinarità e transmedialità.

Se il punto focale è sulle produzioni artistiche, lo scopo dell’autore è tuttavia esplorare “quale estetica di rete può istruirci sul dispiegamento cultura del XX secolo”, attraverso la ricerca di uno dei risultati più prolifici e innovativi: la rete e la connessione.


http://press.uchicago.edu/ucp/books/book/chicago/N/bo22776716.html