West Kowloon Cultural District - Hong Kong
Until 30 / 06 / 2014

La West Kowloon Cultural District Authority e la M+, il nuovo museo di Hong Kong per la cultura visiva, sono liete di presentare Mobile M+: NEONSIGNS.HK.

La settima di una serie di progetti itineranti firmati Mobile M+ e presentata in anteprima per il completamento della struttura di M+, che avverrà nel tardo 2017, NEONSIGNS.HK è una mostra online e offline interattiva che punta a esplorare, mappare e documentare i segnali al neon di Hong Kong, uno degli aspetti più salienti, eppure sottovalutati, degli scorci della città. Includendo un’ambiziosa “Neon Map” realizzata sfruttando il crowdsourcing, NEONSIGNS.HK è anche la prima iniziativa basata sul web del museo.

Fino al 30 giugno il sito di NEONSIGNS.HK verrà costantemente aggiornato con nuovi contenuti (compresi saggi, slide, video e cronologie) per investigare sui segnali al neon di Hong Kong dalle prospettive dell’artigianato e dell’industria, del design e della tipografia, per passare a quelle dell’urbanistica, del cinema, delle arte visuali e della cultura letteraria e popolare, all’interno di realtà sia locali sia globali.

I segnali al neon stanno scomparendo in fretta dal paesaggio urbano di Hong Kong. Ed essendo parte dell’ambito multidisciplinare della cultura visiva, che abbraccia l’arte visiva del XX e XXI secolo, il design e l’architettura, e l’immagine in movimento, la M+ ha cominciato ad acquisire per la sua collezione permanente degli esempi importanti di locali segnali al neon, che sarebbero stati altrimenti trattati in altri modi. Finora questi includono la mucca al neon di Sammy’s Kitchen (c.1977) e il gallo del Kai Kee Mahjong Parlour (c.1976) rispettivamente dai distretti di Sai Ying Pun e di Kwun Tong.

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A questo proposito, NEONSIGNS.HK è anche un richiamo pubblico all’azione. NEONSIGNS.HK presenta una Neon Map creata grazie al crowdsourcing che invita il pubblico a inviare immagini e storie sui segnali al neon provenienti da tutta Hong Kong, con lo scopo di identificare quelli rimasti. Ad accompagnare il pubblico ci sono diverse opere online (testi, fotografie o video) dedicate alla segnaletica al neon, commissionate di recente dalle figure culturali di spicco di Hong Kong, tra cui l’artista e designer Stanley Wong (alias anothermountainman), la scrittrice Lolita Hu e il fotografo Wing Shya, affiancati in una video intervista dal direttore della fotografia Christopher Doyle, noto soprattutto per la sua opera con il regista Wong Kai Wai.

Nella parte offline, Mobile M+: NEONSIGNS.HK offre alcuni programmi aperti al pubblico, fra i quali una serie di gallerie fotografiche, workshop per grandi e piccoli che propongono diversi modi per utilizzare i segnali al neon di Hong Kong; tour notturni in autobus per esaminare i segnali al neon dal punto di vista della pubblicità e della storia urbanistica e anche un tour speciale per i non vedenti; tracce audio scaricabili create dal musicista elettronico Choi Sai-ho, dal poeta Liu Wai-tong, dal narratore Yuen Che-hung a dall’artista del suono Cedric Maridet; infine un dibattito sui segnali al neon come punto di partenza per lo studio multidisciplinare della cultura visiva.

Mobile M+: NEONSIGNS.HK è organizzata da una squadra di curatori con a capo Aric Chen (Design and Architecture), Tobias Berger (Visual Art) e Stella Fong (Learning and Interpretation). Il web design e la sua realizzazione è di Pill & Pillow, con un’identità visiva tratta da Gardens & Co.

M+ è il nuovo museo per la cultura visiva a Hong Kong. Fa parte del West Kowloon Cultural District, costituito da arte del XX e XXI secolo, design, architettura e immagini in movimento provenienti da Hong Kong, China, Asia e oltre. Mobile M+ è il programma di mostre itinerante del museo, che punta a coinvolgere il pubblico prima dell’inaugurazione del museo, il cui completamento è previsto nel tardo 2017.

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Il West Kowloon Cultural District è una delle più grandi evoluzioni culturali al mondo. La sua idea è quella di creare per la città un quartiere culturale vivace, una piattaforma vitale per gli scenari artistici locali con cui interagire, collaborare, da sviluppare, che abbia delle strutture più grandi per ospitare le attività e produrre mostre, performance e eventi artistici e culturali di prima classe. Fornirà 23 ettari di open space aperto al pubblico, inclusi un’ampia area verde, un viale alberato e una passeggiata affacciata sul porto, e il complesso sarà strettamente connesso con il quartiere vicino.