Con un passato tra storia dell’arte, archeologia e psicologia, Annette Doms è specializzata in storia e mercati dell’arte digitale. La sua attività da curatrice e storica ha poi preso diverse direzioni: la creazione di un’agenzia che fornisce soluzioni per il mercato dell’arte (ICAA), nonché la fiera UNPAINTED, la prima manifestazione del genere specializzata in Media Art, di cui Annette Doms è co-fondatrice e art director. UNPAINTED è essere una piattaforma per la promozione e supporto della Media Art attraverso la creazione di contesti in cui gli artisti, i curatori e i galleristi possono incontrarsi e, al contempo, la fiera espone contenuti di particolare rilievo al grande pubblico.

A confronto con altre grandi e generiche fiere d’arte, UNPAINTED ha ancora dimensioni ridotte ma, seppur con qualche difficoltà, sta continuando a perseguire i propri obiettivi, dimostrando come il settore della Media Art sia in continua evoluzione. L’intero lavoro di Annette Doms è essenziale per capire le dinamiche del mercato dell’arte in questo campo specifico. Lei ha fatto parte del Media Art and Art Market symposium di Linz nell’ottobre del 2016, con un intervento sulla promozione della Media Art, e ha portato l’esempio della fiera UNPAINTED per dimostrare come il suo sviluppo in quanto idea sia diventata un modello di business per la Media Art. Inoltre, Doms si occupa di come le nuove tecnologie hanno influenzato l’arte, creando nuove possibilità. Ad ogni modo, ritiene necessario rivedere alcuni dei criteri comuni con cui è sempre stata valutata e collezionata l’arte.

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Alessio Chierico: Pensa che il mercato dell’arte si sia adattato propriamente alle sfide della nuova economia?

Annette Doms: In effetti stanno accadendo molte cose in fatto di digitalizzazione. Il mercato dell’arte online sta ancora ricoprendo un ruolo di supporto se visto in paragonato a quello dell’arte in generale. Ci sono comunque studi che dimostrano come la digitalizzazione del mercato sia aumentata in maniera sostanziale. Molti collezionisti e gallerie confermano, ad esempio, di acquistare e vendere regolarmente unicamente sulla base di un’immagine digitale – ammesso che conoscano l’artista. I neofiti del mondo dell’arte spesso segnalano che il mercato artistico è elitario e trovano difficile entrarne a far parte. È questo il motivo per cui molti di loro accolgono la possibilità di scoprire l’arte in rete, e rendersi conto della fattibilità di tale approccio. Per loro e per gli acquirenti online sotto i 35 anni, le piattaforme digitali spesso agiscono da entry point che semplificano l’avvio di una collezione; la loro importanza non dovrebbe essere sottovaluta. La pittura è la forma d’arte che più viene acquistata sul web, seguita subito dopo dalle stampe e dalla fotografia. La vendita di motivi e di modelli per il mercato dell’arte continuerà a cambiare. L’influenza dei social networks (nel settore dell’arte, in particolare Facebook e Instagram) non dovrebbe essere sottovalutata. Ad ogni modo, la crescita significativa della vendita online genera sicuramente idee e piattaforme nuove. I prossimi anni diranno chi sarà in grado di stare al passo dei cambiamenti e chi rimarrà indietro.

Alessio Chierico: in che modo l’avvento delle tecnologie digitali ha cambiato il mondo dell’arte da un punto di vista del mercato? E in che misura queste hanno modificato le pratiche artistiche?

Annette Doms: Ho già parlato del cambiamento in prospettiva artistica. Come ho detto a Linz, io sono una storica d’arte e quindi per me la storia dell’arte è innovazione! È legata alle idee e ai prodotti più inediti. Dopo tutto, l’arte storicamente rilevante ha sempre reagito alle nuove tecniche e visioni del mondo. Ad oggi, la digitalizzazione è tra le più significative. Attualmente siamo circondati da informazioni, segnali e sensori che registrano, salvano e cambiano le nostre vite. Tutto ciò spinge l’arte verso nuove direzioni, che è il motivo per cui oggi siamo qui. Quindi, realizzare della Media Art è assolutamente normale. Le pratiche artistiche non sono cambiate, ma il contenuto dell’arte ha subito alterazioni e anche la natura delle opere d’arte è cambiata. (ad esempio la Internet art).

Alessio Chierico: Qual è, secondo lei, il problema maggiore che ad oggi limita la diffusione della Media Art nel mercato dell’arte?

Annette Doms: Il problema più grande è che deve essere ripensata la natura del collezionismo d’arte. Diritti e obblighi specifici sono associati al proprietario della nuova Media Art e ciò implica che il proprietario ha maggiori responsabilità. Tuttavia, ancora non esiste un’infrastruttura legale, finanziaria, produttiva e tecnologica che sia abbastanza solida e che possa permettere a quel tipo di arte di prendere il suo spazio nella storia dell’arte. Ma la procedura per l’acquisto di Media Art è la stessa prevista per forme d’arte tradizionali: Le porto un esempio: nel 2014 ho comprato un sito web di Rafael Rozendaal: http://www.everythingalwayseverywhere.com la cui galleria ha sede a Parigi (una procedura del tutto normale), e avevo un accordo di licenza con RR. Ero, di conseguenza, il proprietario di tutto il settore; la novità è che ho anche i diritti e i doveri che ne conseguono. Devo assicurarmi, ad esempio, che il lavoro sia sempre online, così se la tecnologia cambia (browser ecc.) devo impegnarmi ad apportare determinate modifiche.

2013_portrait_copyright_-miguel-chevalier_01-001Alessio Chierico: Nella Media Art ci sono svariati approcci tecnici, scopi e aspettative. Ha individuato alcune “sottocategorie” specifiche che sono adatte in particolar modo al mercato dell’arte?

Annette Doms: A mio parere, la Medial Art è tutto ciò che è stato creato a partire dal momento in cui sono stati accesi i primi computer – l’arte che risponde alla tecnologia in sé in termini di hardware o software, o indirettamente, l’arte che affronta gli argomenti e tutto ciò che riguarda la nuova tecnologia: i disegni plotter algoritmici, l’animazione digitale, i collages, la fotografia, la net-art, la software art, la tablet-art, l’arte interattiva, la scultura ecc.

Gli artisti digitali stanno facendo esattamente ciò che gli artisti di una volta fecero a loro tempo: stanno lavorando con gli strumenti che hanno a disposizione. Oggi le tecnologie innovative si stanno aprendo a nuove possibilità nei confronti della creatività artistica e al momento la produzione artistica, influenzata da nuove tecnologie, mostra una reazione evidente al cambiamento dei tempi. Le opere d’arte sono create in reazione alla digitalizzazione, anche se non sono in formato digitale (per es. i lavori di Aram Bartholl).

Tuttavia sì, esistono molti lavori di ciò che viene chiamata Post-Internet- Art che sembrano essere “più idonei” al mercato dell’arte che alla maggior parte degli altri mercati.

Alessio Chierico: Lei è la co-fondatrice e il direttore artistico della fiera UNPAINTED. Da dove arriva l’idea? Come si è sviluppata negli anni?

Annette Doms: L’idea è nata nel 2008, quando io e Johannes Vogt fondammo un’associazione chiamata FUTURA ART (www.futura-art.com – si può ancora trovare la pagina online). Si può trovare il manifesto della sua missione all’indirizzo http://www.futura-art.com/index.php#en. Furono tempi meravigliosi; eravamo completamente persuase dall’idea, ma con il senno di poi abbiamo capito che era troppo presto per realizzare il progetto: allora non eravamo in grado di trovare né un investitore, né qualsiasi supporto ufficiale o istituzionale. Successivamente, Johannes si è trasferito a New York e non è più tornato.. Ero sola con mia figlia a Monaco, per cui avevamo altre cose da sistemare.

miguel_chevalier_hermes-001Allora, all’inizio del 2013 alcuni organizzatori di fiere vennero da me per chiedermi se potessi organizzare una Fiera di Arte Contemporanea a Monaco. Gli ho risposto che avrei potuto, ma non avrebbe avuto senso organizzare una normale fiera d’arte, perché ce ne sono già tante. Alla fine gli ho parlato della mia idea di fiera in collaborazione con opere dedicate alla digitazione e hanno accettato con entusiasmo. Era il momento giusto per farlo. Di certo, non era facile da organizzare, perché c’era solo una manciata di gallerie che riusciva a gestire questo tipo d’arte e non ci conoscevano. Ma ci sono andata personalmente e hanno trovato l’idea interessante. Dall’inizio ho sottolineato con forza gli aspetti educativi. Era importante per me cominciare dall’inizio con questa forma d’arte. Così ho chiesto a Wolf Lieser del DAM Berlino di curare una sezione con alcune opere storiche di Frider Nake, Manfred Mohr, Vera Molnar, ecc. Abbiamo anche invitato alcuni esperti che condividessero le loro conoscenze avviando colloqui (https://vimeo.com/82544572 https://vimeo.com/85662241 tra gli altri). Sono venuti tutti a Monaco ((Lindsay Howard, Megan Newcome, Dave Harper, Hampus Lindwall, Alain Servais, ecc.). Li Zhenhua ha curato la selezione degli artisti; è stata una cosa nuova anche avere una fiera sia con gallerie che con artisti auto-organizzati… Ci hanno dato l’opportunità di discutere della materia con i più grandi esperti e di mostrare opere davvero belle delle gallerie di tutto il mondo. Tuttavia, il futuro di UNPAINTED è ancora incerto.

Alessio Chierico: Ci sono dei requisiti pratici su cui i collezionisti d’arte insistono come precondizione per acquisire opere di Media Art?

Annette Doms: Alcuni collezionisti sostengono che il modo in cui il sistema attuale è tornato a produrre, distribuire e monetizzare questa forma d’arte è difettosa al punto di danneggiare lo sviluppo dell’arte mediatica. Come ho accennato prima, non c’è un’infrastruttura legale, finanziaria, produttiva e tecnologica solida da permettere di avere il posto che merita nella storia dell’arte. C’è un grande bisogno di maggior standardizzazione e suppongo che una serie di professionisti si adopereranno per renderla possibile nei prossimi anni.


http://www.annettedoms.net/

http://www.unpainted.net/

http://interface.ufg.ac.at/blog/media-art-and-the-art-market/