INSTITUTE S'ART CONTEMPORAIN - VILLEURBANNE/RHONE-ALPES
04 JUNE - 29 AUGUST 2010

 

Lo IAC – Institut d’art contemporain presenta la più grande mostra individuale di Matt Mullican in cui l’artista, ha scelto di proporre la propria opera in prospettiva combinandone il carattere sperimentale con quello d’archivio.

L’abbondanza di materiale documentario che dunque ne risulta, insieme alla classificazione di oggetti secondo la propria natura interna, dà origine a una mostra intenzionalmente più evocativa di un workshop oltre che di una classica presentazione di opere d’arte.

Qui il centro dell’interesse è rivolto sul recente ciclo That Person’s Work, che verrà rischiarato con lavori fatti negli anni settanta e che, combinato con il suo uso dell’ipnosi, permette un’esplorazione di diversi lavori dell’artista che ricoprono innumerevoli generi tutti diversi tra loro.

Svolgendo la propria attività negli ambiti della rappresentazione, dell’installazione, della tecnologia digitale e della scultura, Matt Mullican, sta cercando di sviluppare un modello cosmologico basato su un lessico proprio che combina visuale e simbolico. L’ipnosi e la cartografia sono i metodi principali attraverso cui l’artista realizza le proprie performance.

Esplora sistemi di segni funzionali creati in modo del tutto personale attraverso azioni intraprese sotto ipnosi, in un movimento permanente che va avanti e indietro tra il reale e la sua schematizzazione e tra la fantasia e la sua realtà fisica.

L’intero sistema del mondo appartenente all’artista comprende cinque parti distinte e i loro rispettivi referenti colorati: il colore verde corrisponde agli elementi, ma anche alla morte e all’inferno; il blu (ovvero, “il mondo privato della cornice” –dalla coscienza) alla città e agli eventi che restano inosservati; il giallo (“il mondo con la sua cornice”) al mondo delimitato da coscienza e arte, il nero al linguaggio e ai segni; e infine il rosso alla soggettività assoluta e alle idee, ma anche al paradiso. Se il sistema viene usato considerandone gli elementi separati o nel loro insieme, la sua divisione in comparti rappresenta un vorticoso tentativo di contenere la totalità sia del mondo sia della sua rappresentazione.

Mullican da alcuni anni dà grande rilievo a un aspetto particolarmente peculiare della sua opera, che chiama That Person’s Work ; “that person”, che sta a indicare l’entità soggettiva multipla –maschile o femminile, giovane o più vecchia –viene utilizzata nelle performance sotto ipnosi. Usando la tecnica della scrittura automatica, gli esperimenti portati a termine durante le performance vengono messi per iscritto sottoforma di testi e calligrafie astratte e di conseguenza il fattore comune diventa un mondo all’interno del nostro mondo in cui Matt Mullican ricostruisce gli elementi di un’esistenza “romanzata”.

Nato in California nel 1951, Matt Mullican ha un ruolo di nicchia molto distintivo nell’ambito dell’Arte Contemporanea, sia per quanto riguarda la natura sia per la portata del suo progetto artistico. Portando avanti una carriera artistica che è stata contraddistinta dalla partecipazione all’esposizione d’arte contemporanea Documenta a Kassel nel 1982, 1993 e 1997, Matt Mullican ha presentato la mostra intitolata DC: Matt Mullican – Learning from that Person’s Work” presso il Ludwig Museum di Colonia nel 2005 e nel 2007 ha realizzato una performance sotto ipnosi presso il Tate Modern di Londra.

PERFORMANCE DI MATT MULLICAN
Laboratory Space Brain – Station 3
Venerdì 18 Giugno at 7 p.m.

http://www.i-ac.eu/