Lo scorso 26 Luglio 2015 ho avuto il piacere di incontrare Masahiro Kobayashi, professore e direttore della biblioteca dello IAMAS (Istituto di Advanced Media Arts and Sciences) all’Open Day dell’Università a Ogaki (Gifu) in Giappone. Kobayashi è stato coinvolto nella supervisione dell’evento e ha tenuto una serie di brevi interventi aperti al pubblico presso la biblioteca universitaria.

IAMAS è una università pubblica/statale che offre un solo Biennio specialistico (master in Media Creation) nell’unico dipartimento di Media Creation; con il motto: “un indirizzo di studi, un dipartimento”. Il rapporto tra i docenti, i quali sono 34 (contando solo il corpo docente e non lo staff amministrativo) è di 1.2, essendo 40 gli studenti iscritti nel numero di 20 per ogni anno del Master.

L’Istituto di Advanced Media Arts and Sciences è un ambiente unico, non solo rispetto ad altre istituzioni educative nel resto del mondo ma, forse, il suo stesso funzionamento, lo distingue da tutti gli altri atenei giapponesi. E’ stato aperto sotto la guida di Itsuo Sakane nel 1996 avendo come riferimento l’offerta formativa di una scuola professionale superiore europea, in seguito, si e’trasformato raggiungendo lo standard equivalente ad una laurea. Itsuo Sakane ha lavorato per 35 anni come giornalista per l’Asahi Shimbun. Ha scritto molti libri e recensioni avendo come tema la media-art, vedi l’ultimo suo testo “The Origins of Media Arts”edito nel 2010 e pubblicato da Kosakusha (testo disponibile solo in Giapponese). Sakane ha inoltre organizzato numerose mostre come curatore. Dal 2005, Sakane èstato visiting professor alla Tama Art University; professore alla SFC presso la Keio University dal 1990 al 1996 e Presidente dello IAMAS dal 1996 al 2003. A quel tempo (nel 1996), lo IAMAS era conosciuto come: l’Accademia Internazionale di Media Arts and Sciences ed era ospitato in un altro sito in parte progettato da SANAA (Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa). La scuola di specializzazione (biennio/Master)èstato lanciato nel 2001 e l’Accademia ha chiuso nel 2011. Dal 2014 IAMAS si e’trasferito a Softopia (importante IT hub della regione).

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Masahiro Kobayashi ha sviluppato un corpus teorico più unico che raro: ha ibridato, nel suo pensiero, varie discipline appartenenti a diversi ambiti. Kobayashi esamina il corpo e la sua rappresentazione cosìcome viene letto ed esposto dalla storia della medicina e dalla antropologia medica unendo ciòal teatro classico giapponese (kabuki, il bunraku, Noh, e rakugo) ed il teatro moderno. Precedentemente, Kobayashi e’stato profondamente coinvolto nell’“Estetica dei Nuovi Media”, come soggetto principale per gli studenti dello IAMAS, ma ora insegna Teoria dell’Arte con particolare attenzione verso il ruolo del corpo nella performance contemporanea (fra i suoi interessi piùrecenti, spiccano le “idol” J-Pop quali AKB48). Durante la mia visita ho avuto l’occasione di incontrare brevemente anche il professor Masayuki Akamatsu conosciuto nel mondo dagli sviluppatori ed artisti new-media per le sue capacitàdi programmazione nell’ambiente MAX / MSP e per le sue applicazioni iOS; alcune foto ritraggono la sua installazione interattiva realizzata con molteplici iPod-touch.

Mauro Arrighi: Potrebbe parlarci del ruolo dello IAMAS nel panorama della Media Art in Giappone e nel mondo?

Masahiro Kobayashi: IAMAS è, per cosìdire, un mediatore e gioca un ruolo importante, persuasivo. Potremmo vedere lo IAMAS come un soggetto (accademico/creativo) di collegamento tra il Giappone e il mondo, che connette l’arte ed il design, le “belle arti” con la “media-art”.

Mauro Arrighi: Qual èla differenza principale che distingue lo IAMAS dalle altre Universitàgiapponesi?

Masahiro Kobayashi: La nostra piccola popolazione (riferendosi all’esiguo numero di studenti e personale docente ed amministrativo), l’ubicazione regionale ed il fatto di offrire, nonostante ciò, un corso di laurea.

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Mauro Arrighi: Qual è il suo ruolo presso lo IAMAS?

Masahiro Kobayashi: La “critica”; introduco le opere e mi occupo di tutte le altre aree in cui gli altri docenti non sono specializzati

Mauro Arrighi: Quale sarà il prossimo passo per lo IAMAS?

Masahiro Kobayashi:Pubblicizzarci, trasmettere all’esterno il maggior numero di informazioni sulla nostra presenza come istituzione educativa.

Mauro Arrighi: Lei pensa che l’industria dello spettacolo (o dell’intrattenimento) e la media-art stiano plasmando dall’interno l’immaginario collettivo e l’identitàcollettiva del paese?

Masahiro Kobayashi: Credo di sì. Io credo che, tradizionalmente parlando, non ci sia mai stato un contrasto tra l’individuo ed il gruppo. Il concetto giapponese di familismo (la società nel suo insieme vista e vissuta come fosse una unica famiglia) si è sviluppato in modo graduale, organico e l’industria dello spettacolo, i media e la media-art si esprimono da quel punto di vista privilegiato. Ne sono una naturale estensione.

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Mauro Arrighi: E’ vero che molti giapponesi trascorrono più tempo nei “mondi virtuali” che nel “mondo reale”?

Masahiro Kobayashi: Al contrario, credo che passiamo il nostro tempo attraversando il divario che esiste tra questi due punti.

Mauro Arrighi: E gli artisti, o i designer, utilizzino la loro creatività per sfuggire alla “realtà”?

Masahiro Kobayashi: Beh, questoèlimitato solo ad una parte della società. Credo che molti artisti usino la loro creativitàe fantasia per rivalutare se stessi e la societàe guardare a tutto ciò in una nuova luce.

Mauro Arrighi: Lei pensa che la cultura occidentale possa imparare qualcosa dall’approccio creativo dei giapponesi?

Masahiro Kobayashi: Sicuramente c’èqualcosa da imparare da coloro i quali dedicano lungo tempo alla creazione di una‘forma’, nonchè alla creazione di nuove metodologie per il superamento stesso di tale ‘forma’. Penso che anche i giapponesi contemporanei possano di imparare da questo…

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Mauro Arrighi: Il concetto giapponese di torimono postula che gli dèi esistano e, contemporaneamente, non esistano. Possiamo azzardare un riferimento ai computer, ai giochi da console e ai telefoni cellulari come a dei contemporanei?

Masahiro Kobayashi: Possiamo fantasticare immaginando divinitàdi varia natura presenti in questa serie di gadget, ma nella maggior parte dei casi, questi dispositivi sono semplicemente le estensioni del nostro corpo. Tuttavia, in questo senso, sono importanti come omamori, amuleti, portafortuna per l’uomo moderno.


http://www.iamas.ac.jp

http://www.iamas.ac.jp/openhouse/

http://www.softopia.info

https://it.wikipedia.org/wiki/Kami

https://en.wikipedia.org/wiki/Omamori

http://en.wikipedia.org/wiki/Shinto (ricerca: torimono)

http://akamatsu.org

http://akamatsu.org/aka/2015/07/19/ogaki-exhibition-2/#respond

http://www.asahi.com/english/

https://it.wikipedia.org/wiki/AKB48