GALLERIA OVERFOTO - SECOND LIFE
7 MAY - 7 JULY 2008

Marco Manray Cadioli, che da alcuni anni indaga attraverso la fotografia l’evoluzione dei mondi virtuali, presenta la sua prima personale “REPLICA”, in occasione dell’apertura della sede in Second Life della Galleria Overfoto di Napoli.

Sono esposti i paesaggi in b/n della serie “Why is there something rather than nothing?”, scattati nelle aree di Second Life ancora incontaminate dall’uomo dove Manray si aggira vestendo i panni di Ansel Adams in un West metaforico, con risultati iperrealistici e stranianti al tempo stesso. E la serie “Replica”, che dà il titolo alla mostra, scattata in una fabbrica illegale di cloni di avatars, con i ritratti di una folla di cloni che sembra camminare verso di noi come in un “Quarto Stato di Second Life”.

Con “REPLICA” Marco Manray Cadioli apre un nuovo sguardo sul mondo di Second Life, dopo i reportage del 2007 pubblicati su diverse testate internazionali, tra le quali Liberation, Elle, Repubblica, e dopo l’uscita di “Io, Reporter in Second Life”, recentemente pubblicato da Shake Edizioni di Milano dove racconta le sue avventure come net-reporter.

“Marco Cadioli è un fotografo che dirige il proprio obiettivo verso i pixel che danno vita alle immagini che si materializzano sugli schermi dei computer. Fotografa paesaggi, volti, gesti, quella che si direbbe vita quotidiana; la particolarità e la novità di tale lavoro consistono nel fatto che i soggetti dei suoi scatti abitano il Web. Cadioli stesso abita – in qualche modo – in un metamondo. Sebbene risieda in un luogo fisico preciso, che è Milano, alcune sue estensioni hanno sviluppato una propria identità e hanno tessuto reti di relazioni sociali che saremmo tentati di definire autonome.

Testimoniare attraverso la fotografia i luoghi della Rete e le entità che la popolano è un’operazione che richiede un’autentica fusione tra il fotografo e l’oggetto della propria ricerca. Così è stato per Cadioli che non ha mai indugiato in un punto di osservazione lontano e distaccato, ma si è letteralmente immerso in profondità: si è interfacciato, per utilizzare un termine caro al linguaggio tecnologico.

L’artista non giudica i fenomeni che si presentano alla sua vista, piuttosto li interpreta e li rappresenta; ogni creazione artistica diventa dunque una finestra spalancata sulla realtà ed un invito ad affacciarvisi. Le fotografie di Cadioli sono un invito a superare quel labile confine rappresentato dal monitor del computer ed a scoprire che ciò che ci ostiniamo a chiamare virtuale è spesso più reale di ciò che ci circonda e di cui possiamo avvertire la materialità. Si tratta di un invito a strappare il velo della virtualità, per scoprire come dietro ciascuna delle forme che si disegnano sul nostro schermo è possibile intravedere nuove manifestazioni della personalità di uomini per i quali il mondo, così come lo conosciamo, è diventato un habitat insufficiente”.

Brano tratto da: Internet landscapes. Forme e luoghi della Rete nell’opera di Marco Cadioli , a cura di Vito Campanelli, Edizioni MAO – Media & Arts Office ONLUS (di prossima pubblicazione).

http://slurl.com/secondlife/ZweiteWelt%20Bucht/69/186/22

www.marcomanray.com

www.internetlandscape.it

www.overfoto.it