Si dice che in Cina venga aperta una nuova galleria d’arte o un museo ogni tre giorni, che Ai Weiwei installi un’altra scultura monumentale da qualche parte nel mondo e che 70 milioni di visitatori si avventurino nel World Expo di Shanghai. Anche tre secoli dopo l’entrata della parola Chinoiserie nel vocabolario dell’arte occidentale e nonostante la recente deflazione economica, la Cina è senza alcun dubbio ancora tecnologica.

Proprio come l’arte contemporanea cinese, la media art prospera al di là del Great Firewall e appare sempre più spesso sulla scena internazionale dei Media Festival. C’è stata grande premura in Europa occidentale e in Australia per far conoscere l’arte di questi paesi alla Cina e per intrattenere con quest’ultima scambi culturali. Nonostante l’idea di scambi equi, che superino le costrizioni sociali, politiche e geografiche di un mondo cosiddetto globalizzato, sia problematica sotto molti aspetti, il numero di nuovi progetti in collaborazione con la Cina è in aumento.

Un esempio recente è il progetto 2010 – l’anno della cultura australiana in Cina, nell’ambito del quale è stata prodotta e ‘mediatizzata’ una serie di interessanti eventi quali l’opera, mostre, film e spettacoli teatrali e di danza. Allo stesso modo, il 2011 sarà l’anno della cultura cinese in Australia. Come parte di questo scambio culturale, il DreamWorlds: Australian Moving Image ha fatto conoscere al pubblico cinese diversi generi di media art australiana al di fuori di una galleria d’arte, esponendo le opere su grandissimi schermi urbani ubicati a Pechino e a Sian.

Il progetto DreamWorlds è stato ideato anche come catalizzatore di un’osservazione più specifica della media art in Cina: come le mostre, i simposi o le pubblicazioni si decodificano attraverso i confini sessuali e politici per arrivare al pubblico cinese? Quali sono le questioni, gli attriti e i dibattiti che nascono tra artisti e curatori nel contesto dell’arte digitale contemporanea cinese che viene distribuita?

Siete invitati a partecipare all’-empyre- a novembre. Verrete coinvolti in un’analisi critica che va oltre gli spettri del ventesimo secolo come la censura e il conservatorismo, la complessità di produzione, cura, mostra e reti di media art in Cina.

Moderatori:

Melinda Rackham
Curatore, artista e scrittrice, Adelaide, Australia
http://www.subtle.net

Edward Sanderson
Scrittrice, operatore culturale al CPU:PRO Beijing, China
http://blog.escdotdot.com

Ospiti:

Aaajiao (Xu Wenkai)
Artista e produttore, We need Money not Art, Dorkbot, CornerSound,  Pechino
http://www.eventstructure.com/#85868/aaajiao

Rececca  Catching
Direttore e curatore, OV Gallery, Shanghai
http://www.ovgallery.com

Alvis Choi
Project Coordinator, Videotage, Hong Kong
http://www.videotage.org.hk/


Stephanie Hemelryk Donald

Studente di Film, Media, and the Politics of Visual Culture in Cina, RMIT, Melbourne
http://www.stephaniedonald.info

Isaac Leung
Artista, curatore e ricercatore in arte, tecnologia e sessualità, Hong Kong
http://www.isaacleung.com/

Ellen Pau
Regista , artista mediale e curatrice, Founder of Videotage, Hong Kong

Robin Peckham
Scrittore e curatore, Society for Experimental Cultural Production, Kowloon
http://www.kunsthallekowloon.org

Li Zhenhua
Artista multi-mediale, curatore e produttore, Laboratory Art, Pechino/Zurigo
http://www.bjartlab.com/

Michael Yuen
Media Artist, DICA; DreamWorlds Producer Beijing/Melbourne
http://www.michaelyuen.com.au/