INPUT / OUTPUT GALLERY - HONG KONG
UNTIL 4 JUNE 2010

 

I/O (Input/Output) ha l’onore di presentare una personale dell’artista di origine cinese Lu Yang.

Quando si riescono a scovare delle creazioni di new media art in una nazione vasta e sconfinata, come lo è la Cina, queste tendono comunque a manifestare una visione conservativa: video games riprogettati, installazioni video interattive poco approfondite, e brani di sound art sono all’ordine del giorno. Malgrado ciò, sembrerebbe che in qualche cerchia ristretta una nuova ondata di artisti stia fremendo per infrangersi contro questa tendenza generale, forgiando nuove pratiche artistiche che fanno perno su due poli complementari del codice estetico e, cosa più intrigante, della materia biologica.  

Come la maggior parte degli artisti impegnati a livello internazionale nella realizzazione di opere di bio art, Lu Yang non è da meno, dimostrando che gli aspetti controversi fanno parte del suo operato; ciononostante i sui interventi straordinari sull’ordine politico dei corpi, per mezzo di apparati elettrici, visuali e uditivi è, in un senso puramente critico, audace, dal momento che decide di ricusare un’estetica umanista, al fine di ricercare una spiegazione rigorosa sul perché dell’insensibilità nei confronti della vita, andando oltre il concetto di sé di alcune dottrine filosofiche cinesi, ma cosa ancor più sorprendente, della teoria politica. I suoi lavori migliori traggono ispirazione in egual misura sia dal fulgore della fantascienza sia dalla storia di un immaginario anti-umanista all’interno della tradizione contemporanea di Hangzhou, interrogandosi sulle possibilità di uno sviluppo futuro, applicabile nel nostro collettivo immaginario sia di finzione letteraria che di realtà costruite.

Proprio in occasione della mostra I/O la giovane artista cinese esporrà: tre installazioni video, di cui quella più predominante, intitolata Dictator, è essenzialmente un video con una composizione musicale eseguita dall’artista di sound art Wang Changcun; e quattro dipinti su tela in grande scala raffiguranti dei diagrammi e dei calcoli teoricamente logici per dei progetti ‘futuri’.


Tali opere servono sia per celebrare sarcasticamente la combinazione sempre più ibridizzata tra materiale biologico e tecnologico, ma anche come critica disinteressata contro un atteggiamento dilagante di indifferenza nei riguardi del valore della vita nel contesto della Cina continentale. In queste creazioni l’artista non consente mai che un aspetto abbia la meglio sull’altro, ma piuttosto che prema imperterrito, affinché venga ripreso quel discorso ormai “calcificato”, che inizialmente aveva messo a tacere le sue indagini all’interno di questo canale comunicativo.


I suoi lavori sono stati esposti nei più prestigiosi spazi alternativi sparsi per tutta la Cina, guadagnandosi in tal modo l’appoggio di illustri esponenti nel mondo dell’arte, come per esempio Zhang Peili, (mentore e direttrice del suo corso MA) Yao Dajuin, e Wang Changcun e il curatore Zhang Ga.


Le ultime mostre includono la personale The Power of Reinforcement, curata da Zhang Peili, Zendai Moma, Shanghai 2009; e un insieme di esposizioni quali: Jungle, Platform China, Pechino 2010; Go, OCT Contemporary Art Terminal, Shenzhen 2010; Bourgeoisified Proletariat , Shanghai 2009; Quantity Bears Identity, Kultflux a Vilnius, Lituania 2009; Itchy, BizArt, Shanghai 2009; Spade, T-Space, Pechino 2008; New Directions from China, Plug.In, Basilea, Svizzera 2007; e eArts Festival, Shanghai 2008.

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