LABORATORY SPACE OF ARTS SANTA MONICA - BARCELONA
14 / 10 / 2011 - 04 / 03 / 2012

Invisible Fields è la nuova mostra internazionale allestita al Arts Santa Mònica di Barcellona, co-prodotta da Lighthouse. La mostra raccoglie le opere di più di una decina di artisti, designer e scienziati di fama internazionale e mira a esplorare lo spettro radio, l’ambiente invisibile che sostiene tutte le tecnologie contemporanee.

José Luis de Vicente e Honor Harger (direttore di Lighthouse) sono i co-curatori della mostra che comprende opere significative di Rafael Lozano-Hemmer, Trevor Paglen, Timo Arnall, Joyce Hinterding e molti altri. L’esposizione è stata allestita nello Spazio Laboratorio dell’Arts Santa Monica diretto da Josep Perellò.

Invisible Fields illustra il modo in cui lo studio delle onde radio ha trasformato la nostra concezione del mondo e dell’universo. Alla fine del 19° secolo, grazie all’invenzione delle tecnologie di telecomunicazione, lo spettro radio è diventato uno strumento per ripensare il mondo in cui viviamo. La radio ha distrutto le distanze geografiche, unito i confini e le culture ed è diventata un potente catalizzatore per il commercio, permettendo agli scienziati di studiare l’universo con metodi completamente nuovi.

Tuttavia, mentre lo spettro radio è un’infrastruttura invisibile che rende possibile le tecnologie d’informazione e comunicazione, la maggior parte delle persone non sa come funziona e come viene gestito e non conosce il modo in cui esso ha formato la nostra concezione del mondo in cui viviamo.

Invisible Fields mira a far luce su questo scenario misterioso. La mostra si differenzia dalle scorse esposizioni sullo stesso argomento perché racchiude in sé diverse discipline come l’analisi socio-culturale, la comunicazione scientifica e la pratica artistica.

 

 

Artisti in mostra:

Timo Arnall (BERG), Thomas Ashcraft, Matthew Biederman, Anthony DeVincenzi (MIT Media Lab), Diego Diaz and Clara Boj, Joyce Hinterding, Rafael Lozano-Hemmer, Trevor Paglen, Job Ramos, Semiconductor, Luthiers Drapaires, and Rasa Smite & Raitis Smits (RIXC).

Lavori esposti:

20Hz (new commission) by Semiconductor
Drone Vision by Trevor Paglen
Frequency & Volume by Rafael Lozano-Hemmer
Harnessing Wild Electricities from Outer Space by Thomas Ashcraft
Immaterials by Timo Arnall
Invisible Forces by Anthony DeVincenzi
Loops and Fields: Induction Drawings Series 4 by Joyce Hinterding
Magnetic Movie by Semiconductor
Observatorio by Clara Boj and Diego Diaz
Office of Spectral Ecology by Matthew Biederman
Skrunda Signal by Rasa Smite & Raitis Smits (RIXC)
The Conet Project by Irdial Records
New commission by Job Ramos

Inoltre la mostra comprende un workshop sul Wifi pubblico e uno spazio informativo realizzato da Guifi.net, un workshop sull’osservazione satellitare e stazione di terra realizzato da Plataforma Cero LABoral, un workshop sulla costruzione di antenne e una collezione di antenne di Luthiers Drapaires e un workshop sulla costruzione di micro-FM realizzato da Arts Santa Monica. Il design della mostra realizzato da Run Design comprende anche una gabbia di Faraday funzionante, una spazializzazione visiva dello schema elettromagnetico e una cronologia visiva delle utopie dello spettro.

Ulteriori informazioni sulla mostra:

Invisible Fields non è una mostra che illustra la storia dell’evoluzione delle tecnologie dello spettro ma è concepita più come un “osservatorio” che permette ai visitatori di percepire lo spettro radio. Questo viene considerato come uno spazio fisico, invisibile ma presente, un terreno che può essere studiato, mappato, osservato ed esplorato. È un ambiente costituito da segnali e onde che provengono dalla natura e dagli esseri umani. La sua topografia è formato da onde di diverse dimensioni, dalle piccole emissioni degli oggetti domestici alle grandi emissioni prodotte da fenomeni astronomici. È costituito da segnali molto noti, come la televisione e la radio e da segnali esoterici ed enigmatici. È un’ecologia che offre spazi pubblici (postazioni internet wireless e una radio amatoriale) e spazi segreti(trasmissioni militari codificate e segnali clandestini).

Seguendo le orme dei precursori come John Cage, Alvin Lucier e Pauline Oliveros gli artisti contemporanei creano opere straordinarie che ci permettono di intendere lo spettro radio come un ampliamento del mondo naturale.

 

 

Oltre alla concezione quasi Emersoniana della radio come natura ci sono i recenti lavori nei settori dell’architettura, design e urbanistica che espandono il concetto di spazio urbano nel regno invisibile dello spettro. “Spazio Hertziano”, termine coniato dai designer Anthony Dunne & Fiona Raby, è definito dalle trasmissioni emesse dalle nostre radio, televisioni, postazioni Internet wireless, dati GPS e i segnali dei telefoni cellulari. È uno spazio esplorato da artisti e designer come Timo Arnall del gruppo BERG di Londra e Clara Boj e Diego Diaz che hanno creato ingegnose visualizzazioni della presenza delle onde nella vita di tutti i giorni.

In un altro luogo della mostra, l’omaggio monumentale alla scala parlante della radio realizzato dall’artista Rafael Lozano-Hemmer ci permette di muoverci fisicamente attraverso le trasmissioni radio, regalandoci un incontro viscerale con gli eterei dintorni culturali. Trevor Paglen, geografo sperimentale e artista e RIXC, attivista-artista, hanno fatto luce sulle zone oscure del panorama dello spettro.

Invisible Field non si occupa solo della topologia del paesaggio radio ma anche delle attività socio-politiche che si svolgono al suo interno. Oltre alle opere d’arte della mostra ci sono anche workshop funzionanti che ci ricordano che la nostra relazione con l’architettura dello spettro non è certo quella di un osservatore passivo. All’interno della mostra ci sono diverse attività intensive pensate per diversi tipi di pubblico, con workshop la domenica mattina e con un completo programma d’istruzione per le scuole.

Viste nel loro insieme le opere della mostra Invisible Fields trasformano la materialità intangibile dello spettro elettromagnetico in qualcosa di visibile e udibile. Aprono lo spazio hertziano che ci circonda e lo spazio sovrastante ai nostri sensi. Le creazioni degli artisti, le soluzioni dei designer e gli esperimenti degli scienziati ci forniscono gli strumenti necessari per la creazione delle nostre mappe.

 


http://www.lighthouse.org.uk