Kengo Kuma è uno dei più importanti architetti giapponesi viventi, grazie alle sue sofisticate integrazioni tra architettura tradizionale e tecnologie all’avanguardia. Straordinariamente sensibili all’aspetto materiale e tecnico, i progetti di Kuma sono irresistibilmente tattili, spesso somiglianti a stoffe intrecciate a mano o ad un alveare decorato.

In questo nuovo video della serie Time-Space-Existence, Kuma ci guida all’interno del suo mondo, meditando sul flusso e riflusso dell’essere architetto e su come un crash finanziario sia diventato un’opportunità di apprendimento. Prodotto da PLANE–SITE, il video è stato commissionato dalla GAA Foundation e finanziato dall’ECC nel periodo che precede la mostra Time-Space-Existence, che inaugurerà a Maggio 2018 durante la Biennale Architettura di Venezia .

Nato nel 1954 a Yokohama, in Giappone, Kengo Kuma ha studiato architettura all’Università di Tokyo e, successivamente, alla Columbia University. Nel 1987, ha fondato lo Spatial Design Studio prima di avviare il Kengo Kuma & Associates nel 1990. È considerato universalmente uno dei più stimati architetti del Giappone.

Kuma è conosciuto a livello internazionale per la combinazione di design e artigianato tradizionale giapponese e tecniche di fabbricazione all’avanguardia. I suoi edifici più significativi comprendono lo Stone Museum di Nasu, in cui ha riproposto la pietra dei vecchi magazzini di riso, il Nagasaki Prefectural Museum e l’armonioso ed ecocompatibile Commune by the Great Wall of China. I progetti attualmente in corso comprendono il primo museo del design V&A Dundee e il contestatissimo Stadio Olimpico di Tokyo 2020.

PLANE–SITE ha raggiunto gli uffici della Kengo Kuma & Associates di Tokyo per discutere di tempo, spazio ed esistenza in relazione alle opere di Kuma. Egli discute del ruolo  dell’umiltà nell’architettura e del suo desiderio di portare natura e architettura ad avvicinarsi.

Racconta anche del cosiddetto “decennio perduto” del Giappone, dopo la crisi finanziaria del 1991, che ha reso necessario lo spostamento del suo studio da Tokyo alla campagna giapponese. Nel corso di questi anni, Kuma ha lavorato su progetti di scala più piccola, imparando a conoscere i materiali dell’artigianato locale. Come ricorda nel video, questo è stato “un periodo molto produttivo”. Molte di queste tecniche e idee hanno poi influenzato progetti più grandi.

La video serie Time-Space-Exsistence ha già visto la presenza di architetti di primo piano ed emergenti, compresi Denise Scott-Brown, Peter Eisenman, Tatiana Bilbao, WOHA Architects, Curt Fentress, Dirk Hebel, Arata Isozaki e altri.

La serie sarà in mostra a Palazzo Bembo e Palazzo Mora e distribuita in versione digitale ai media e alla stampa. Nel periodo che precede la mostra verrà lanciato almeno un video ogni mese. Questa serie di interviste è stata realizzata grazie al supporto dell’European Cultural Centre.

L’ European Cultural Centre

L’European Cultural Centre (ECC) è un’organizzazione che promuove la ricerca, il design e gli incontri interdisciplinari. Sostiene le attività artistiche e creative e facilita i processi di scambio a tutti i livelli: arte figurativa, danza, teatro, musica, letteratura e architettura. L’ECC ha sede presso Palazzo Mora, nel centro storico di Venezia.

La GAA Foundation

La GAA Foundation è un’organizzazione no-profit olandese che ha l’obiettivo di incrementare la consapevolezza della teoria e delle filosofie che informano l’arte, l’architettura e la cultura contemporanea. Attraverso mostre, simposi, pubblicazioni ed altro, la fondazione GAA costruisce idee accessibili e fruibili ad un pubblico internazionale. In questo spirito, tutte le mostre e gli eventi sono gratuiti.

PLANE–SITE

PLANE–SITE è un’agenzia internazionale che lavora all’intersezione tra forma urbana, spazio culturale e vita sociale. Crediamo che condividere storie avvincenti sull’ambiente costruito possa ispirare le comunità ad innovare e a progredire. Distinguendoci attraverso contenuti multimediali originali e narrative significative, aiutiamo i nostri clienti a diventare i loro stessi agenti intellettuali.


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