HOME, il nuovo centro internazionale per l’arte visiva contemporanea, film e teatro di Manchester, presenta la prima mostra personale degli artisti Joana Hadjithomas e Khalil Joreige nel Regno Unito, una coproduzione con Villa Arson, Nizza (Francia) e il MIT List Visual Arts Center, Cambridge (USA). Questa nuova grande mostra esplora la storia dello spam e delle truffe online attraverso film, sculture, fotografie e installazioni.

I must first apologise… dà un volto alle voci ambigue e nascoste che si trovano nella posta indesiderata, creando un mondo coinvolgente che cerca di contestare il modo in cui questa ideologia è stata costruita. Come sviluppiamo l’intimità e la vicinanza con individui che non abbiamo mai incontrato? Come si valutano i sistemi di fiducia?

Hadjithomas and Joreige hanno raccolto, archiviato, studiato e tracciato più di 4.000 truffe sotto forma di junk email sin dal 1999. Scritti in prima persona e strutturati come monologhi, questi messaggi spam usurpano spesso le identità di personaggi famosi, fingendo di essere i figli o le mogli di politici o dittatori famosi che affermano di dover trasferire urgentemente un’ingente somma di denaro. I truffatori strutturano le email fondandosi su una realtà plausibile, basata su notizie o su eventi reali, facendo spesso riferimento ai conflitti del momento allo scopo di manipolare l’ingenuità delle persone. Si promette di dare una consistente somma di denaro a chiunque aiuti – uno sconosciuto nominato come unica persona di fiducia.

Anche conosciuta come “truffa alla nigeriana”, dato che i messaggi provengono spesso da quel paese, queste frodi sono state sorprendentemente efficienti a tal punto che le persone raggirate sono migliaia e spesso hanno portato all’omicidio o al suicidio delle vittime.

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Curata da Omar Kholeif, il Senior Visiting Curator, e Sarah Perks, l’Artistic Director: Visual Art di HOME, l’ultima collaborazione di Hadjithomas e Joreige traccia una genealogia di truffe online, rivelando un mondo complesso dove avarizia e cupidigia mettono in dubbio l’etica tradizionale. Nel racconto viene mostrata una mappa coloniale, una dove la vittima e il truffatore hanno relazioni paradossali. Attraverso questi racconti emerge una nuova visione del mondo: una cronaca di conflitti, guerra, insurrezioni, cambiamenti geopolitici, sviluppi economici mondiali, estremismo religioso, sconvolgimenti politici e perfino disastri ecologici – una strana storia dell’età contemporanea, ma anche un luogo di incontri singolari e di esperienze poetiche.

Esposta per la prima volta alla Villa Arson nel 2014, I must first apologise… rappresenta un itinerario narrativo, un film che si sviluppa sotto forma di installazioni, suoni, video, sculture e disegni, smontando questi dati e trasformandoli in immagini. Lo spettatore incontrerà dei personaggi ricorrenti e altri secondari, i truffatori, le vittime, coloro che combattono le truffe impazienti di truffare i truffatori, modifiche parallele, scenari e racconti virtuali. Joana Hadjithomas e Khalil Joreige hanno dichiarato: “In principio, abbiamo cominciato a raccogliere queste truffe senza sapere veramente perché. Col tempo ci siamo chiesti quali rappresentazioni e quali metodi di produzione della conoscenza contenessero. Si può costruire una storia con queste email? Si può dare una forma a questi immaginari?” Sarah Perks ha affermato: “Sono fermamente e sinceramente convinta che Joana Hadjithomas e Khalil Joreige sono i migliori artisti nel loro campo. Hanno l’abilità unica di incrociare diverse forme d’arte, dalla scultura al lungometraggio e altro ancora, mentre si occupano di sofisticate problematiche mondiali politiche e teoriche. Continuano a stupiree a sfidare le convenzioni e questa mostra è il meraviglioso culmine dei loro talenti.” Omar Kholeif aggiunge: “Sono lieto di ospitare per la prima volta questo lavoro di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige nel Regno Unito. Lavoro con questi artisti da parecchi anni e non vedo l’ora di osservare come il pubblico si relazionerà con il più universale degli argomenti!”

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Accompagna la mostra The Rumours of the World: Re-thinking Trust in the Age of the Internet, una nuova pubblicazione curata da Omar Kholeif ed edita da Sternberg Press, con il contributo speciale di Nicolas Auray, Finn Brunton, Laura U Marks, Rasha Salti, Uzma Rizvi, Omar Kholeif, Norman M Klein, Henriette Huldisch, Sarah Perks, Jacques Ranciere, Eric Mangion e degli artisti. Inoltre, Joana Hadjithomas e Khalil Joreige hanno selezionato uno speciale programma di film che accompagnerà la mostra.

Coprodotta da Villa Arson, Nizza (Francia) e MIT List Visual Arts Center, Cambridge (USA). Si ringrazia Galerie In Situ/Fabienne Leclerc (Parigi), The Third Line (Dubai) e CRG Gallery (New York).


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