Lighthouse - Brighton
04 - 26 / 05 / 2013

 

Per il Brighton Festival 2013, diretto da Michael Rosen, Lighthouse presenta due progetti che mostrano come la tecnologia militare contemporanea si renda fondamentalmente invisibile e ci nasconda le possibili macchinazioni della guerra.

Under the Shadow of the Drone di James Bridle è un’opera all’aperto site-specific. È una rappresentazione uno a uno di un drone militare, come quelli utilizzati dalle forze armate britanniche e statunitensi sui campi di battaglia di tutto il mondo. Il velivolo senza pilota, o drone, è diventato una delle armi più potenti dei conflitti contemporanei. Comandato a distanza da operatori che si trovano a migliaia di miglia, i droni compiono attacchi aerei che uccidono centinaia di persone. Sono una delle armi più controverse della guerra.

Under the Shadow of the Drone ce li fa vedere per le strade. È una rappresentazione a grandezza naturale di un drone Reaper, una delle numerose armi come questa al servizio delle forze armate statunitensi e britanniche. Il Reaper è utilizzato per missioni di sorveglianza e bombardamento, nelle zone di guerra dichiarata in Afghanistan e Iraq e nelle guerre illegali di sterminio che si svolgono in Pakistan, nello Yemen e in altre parti del mondo. Guerre di questo tipo sono rese possibili dall’invisibilità dei droni a molta gente.

Il segno, così inaspettato in un luogo pubblico, del profilo di un drone Reaper, porta la realtà di queste tecnologie nella vita di tutti i giorni. L’opera critica il modo in cui le tecnologie contemporanee di connessione, mentre da un lato autorizzano la cultura del digitale del XXI secolo, possono anche oscurare e distanziarci dalle nostre responsabilità politiche e morali.

 

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L’artista e autore londinese James Bridle, creative technologist in residenza a Lighthouse, ha sviluppato un’attività molto attenta che affronta la presenza di armi militari, come i droni, nella nostra vita. Scrive: “I droni sono solo gli ultimi di una lunga serie di tecnologie militari che incrementano il processo di morte, ma sono tra quelle più efficienti, più a distanza, le più invisibili. Queste qualità consentono loro di fare ciò che fanno senza essere visti. Viviamo tutti sotto l’ombra del drone, sebbene la maggior parte di noi sia fortunato abbastanza da non vivere sotto il loro fuoco diretto. Ma l’atteggiamento che rappresentano – della tecnologia utilizzata per l’oscuramento e la violenza; dell’offuscamento della moralità e della colpevolezza; dell’illusione dell’onniscienza e dell’onnipotenza; del valore minore che si dà alla vita degli altri; della guerra infinita – onestamente dovrebbe riguardare tutti noi.”

Sovrapponendo un disegno su larga scala dell’ombra di un drone in un luogo urbano a Brighton, Bridle porta queste macchine spaventose scomodamente vicino a noi, rendendole parte della nostra vita quotidiana e allo stesso tempo, la creazione della realtà con la presenza quotidiana di un drone mortale, colpisce in modo più tangibile.

Contesto

Under the Shadow of the Drone è incluso nel programma del festival di Brighton 2013. È accompagnato da The Air Itself is One Vast Library, una mostra di Mariele Neudecker, che esplora le tecnologie di guerra più inquietanti e spesso invisibili ai nostri occhi. Entrambi gli artisti fanno parte di quella lunga tradizione di autori che evidenziano quegli eventi che i governi preferirebbero che non vedessimo. Questi progetti incoraggiano le indagini curatoriali di Lighthouse nelle infrastrutture invisibili che costituiscono il nostro mondo.

 

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L’artista

James Bridle è un artista, scrittore ed editore di base a Londra La sua opera, che comprende A Ship Adrift commissionata da Artangel e The Iraq War Historiography, è stata esposta nelle gallerie e nei musei a livello internazionale, nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti, in Svizzera, Francia e Cina e vista da centinaia di migliaia di singoli visitatori online. La formulazione del progetto di ricerca New Aesthetic ha incitato il dibattito e il lavoro creativo, sia in rete che non, in tutto il mondo. La sua opera recente, Dronestagram, che documenta i luoghi di incursione dei droni, è stata presentata da The Guardian, The Daily Mail, New York Magazine, The New Statesman e molte altre testate editoriali. Bridle scrive anche per riviste come Wired, ICON e The Observer, dove pubblica abitualmente una rubrica ed è partner del Really Interesting Group, un’impresa collettiva di design situata nella parte Est di Londra. Prende parte regolarmente alle conferenze che si svolgono in tutto il mondo, tra le quali South by South West a Austin, dConstruct a Brighton e Lift a Ginevra. 

 


http://www.lighthouse.org.uk/programme/james-bridle-under-the-shadow-of-the-drone