NOME Gallery - Berlin
11 / 09 / 2015 - 31 / 10 / 2015

La NOME Gallery di Berlino presenta SAMIZDATA: Evidence of Conspiracy, la prima personale di Jacop Appelbaum in Germania, a cura di Tatiana Bazzichelli. Dopo aver collaborato con artisti come Ai Weiwei, Trevor Paglen e Laura Poitras, il giornalista indipendente Jacob Appelbaum presenta questa volta i suoi lavori da artista.

Il titolo della mostra si riferisce alla parola russa “samizdat”, un’importante forma di attività dissidente nata durante il blocco sovietico, nel quale la letteratura censurata era riprodotta e distribuita. Trasportata nel 21esimo secolo, quest’attività si collega a certi aspetti del Caso Snowden e di Wikileaks in riferimento alla distribuzione di informazioni in grado di mettere in pericolo le vite di delle persone coinvolte.

Con SAMIZDATA Jacop Appelbaum presenta una serie di opere come critica alla progressiva perdita di libertà, partendo da un contesto di giornalismo investigativo fino ad arrivare a documenti segreti con l’obiettivo dichiarato della trasparenza. Per la prima volta l’artista mostra una serie di sei fotografie a infrarossi stampate con la tecnica ilfochrome, ritratti della sua rete di colleghi e amici: Laura Poitras, Glenn Greenwald e David Miranda, Julian Assange, Sarah Harrison, William Binney e Ai Weiwei. I lavori sono stati ideati in segno d’ammirazione e rispetto per le persone ritratte e per il loro lavoro che ha portato alla scoperta del “Caso Snowden” e non solo.

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Altro lavoro in mostra è P2P (Panda to Panda), collaborazione con Ai Weiwei, commissionato da Rhizome e dal New Museum di New York nel 2015. I due artisti hanno fatto a pezzi dei documenti dell’NSA una volta in possesso di Laura Poitras e Gleen Greenwald e li hanno stipati dentro dei panda nella città natale di Ai WeiWei, Pechino. All’interno di ogni panda, Ai e Appelbaum hanno inseirto una scheda di memoria micro SD contenente una sorpresa. I panda sono stati fatti portati fuori da Pechino e hanno viaggiato in giro per il mondo, in modo da costruire un network umano composto da informazioni rubate: Samizdat/a. “Panda to Panda” fa riferimento sia a un termine colloquiale usato dai servizi segreti cinesi sia alla comunicazione peer-to-peer (P2P), un’architettura di comunicazioni distribuite che suddivide i compiti o carichi di lavoro tra nodi equivalenti.

Il terzo lavoro, Schuld, Scham und Angst, consiste in parti di gioielli riempiti da vari media, stralci di note giornalistiche e documenti classificati e mai pubblicati dall’Estate di Snowden e dagli anni successivi. Il titolo fa riferimento alle emozioni provate dai giornalisti mentre lavoravano su questi materiali: “paura”, il sentimento che porta alla distruzione dei documenti; “colpa” e “vergogna”, nella consapevolezza che anche i giornalisti erano diventati parte di una cultura del segreto. Questo lavoro è stato creato con la collaborazione di Manuela Benetton, Bert Gilma e Luzi Tornado.

Jacop Appelbaum è ricercatore indipendente in sicurezza informatica, giornalista e artista. Vive e lavora a Berlino ed è uno dei membri fondatori del Tor project, un free software network progettato per garantire l’anonimato online. SAMIZDATA: Evidence of Conspiracy, è presentato in collaborazione con la conferenza del Disruption Network Lab SAMIZDATA: Tactics and Strategies for Resistance a cura di Tatiana Bazzichelli presso il Kunstquartier Bethanien. La conferenza durerà due giorni (11-12 settembre 2015) e riunirà hacker, artisti e pensatori critici che, alla luce delle rivelazione di Snowden, applicano il concetto di resistenza e giustizia sociale sotto numerosi punti di vista diversi.

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Tra i partecipanti saranno presenti Jacop Appelbaum, Laura Poitras, Jaromil, Jørgen Johansen, Theresa Züger e Sophie Toupin.


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http://www.disruptionlab.org/