TEATRO DELLA CAVALLERIZZA - REGGIO EMILIA
03 NOVEMBRE 2006

DGD/p
(Destruction Generating Deity project) – di Riccardo Nova

Prima assoluta – with Microwaves’ Nova excerpt

con:

Riccardo Nova
Basavanahalli Chandramouli Manjunath
Pino Basile
Gijs Levelt
Icarus Ensemble
Giovanni Mareggini flauto, Mirco Ghirardini clarinetto,
Nicola Zuccalà clarinetto, Andrea Mascetti e Filippo Gianninetti violini,
Luciano Cavalli e Paolo Fumagalli viole, Andrea Cavuoto e Giorgio Casati
violoncelli,
Antonio Mercurio contrabbasso, Kumi Uchimoto e Marco Pedrazzini tastiere,
Andrea Menafra chitarra elettrica,
Simone Beneventi e Tommaso Cotrufo percussioni
Otolab
Alter Ego
Manuel Zurria flauto, Paolo Ravaglia clarinetto, Aldo Campagnari violino,
Francesco Dillon violoncello, Oscar Pizzo pianoforte, Eugenio Vatta
sound engineer
Yoichi Sugiyama direttore

e con la partecipazione di PANSONIC – Mika Vainio e Ilpo Väisänen

Una delle icone più emblematiche della mitologia hinduista è quella della divinità femminile Kaalika (più comunemete nota in Occidente come Kaali), rappresentata con una collana di 48 teschi sanguinanti appesi al collo. Ognuno di essi rappresenta una delle 48 lettere dell’alfabeto sanscrito: Kaalika distrugge il linguaggio, liberando così dai limiti illusori e dalla comprensione limitata della realtà che ogni linguaggio comporta.

La violenza distruttiva di Kaalika è dunque una violenza metafisica… che si rispecchia nella realtà ogniqualvolta l’uomo prende le distanze dalle convenzioni, o i codici morali vengono messi in discussione, o bene e male si confondono. La via “sinistra” della conoscenza è quella che si addentra nei territori vergini dove la normalità è ribaltata, dove ogni affermazione può contenere il suo contrario, dove l’energia e la vita stessa, infine, si dissolveranno, bruciate dall’occhio senza tempo che vede al di fuori dello spazio… per questo Kaalika e la collana di teschi sanguinanti sono anche una promessa di libertà…

DGD Project è un work/war in progress: la musica colta occidentale e la sua integrazione del rumore, della dissonanza, la sua capacità di esprimere in segni un’universo putrescente; la musica colta dell’India meridionale e la purezza matematica delle sue frasi; la corrente techno/elettronica più sperimentale e la potenza devastante che la caratterizza; la cristallinità dei suoni sinusoidali, gli ultra suoni e i sub suoni inudibili… tutte forze unite in una lotta strenua, forse decisiva, tesa a far sì che dopo ogni performance la collana di teschi sanguinanti sia un più lunga… DGD Project si avvia senza pietà e senza timori sulla via della perdizione e della libertà…

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