In occasione dell’edizione 2007 del festival Netmage, Digicult in qualità di media partner presenta una serie di approfondimenti e riflessioni sui progetti speciali commissionati e prodotti dal festival con alcuni artisti italiani e internazionali. Gli approfondimenti sono curati e realizzati da Silvia Bianchi, coordinatrice e direttore del portale VjCentral.it.

Questo primo approfondimento è dedicato al gruppo italiano Invernomuto e alla loro collaborazione con la fotografa Moira Ricci.

Invernomuto/Moira Ricci (I)
Bissera
live-media
produzione Netmage 07

 

L’incontro tra Invernomuto e Moira Ricci, autori tra l’altro dell’immagine coordinata di quest’edizione di Netmage, da vita a Bissera, un racconto a cavallo fra fiction e linguaggi documentaristici in cui la dimensione gestuale della magia popolare, lo smarrimento paesaggistico e la scoperta di piccole storie attraverso cui si manifestano bizzarre rivelazioni, si mescolano alla storia di una famiglia, raccontata dagli occhi di una bambina, che scopre il proprio passato attraverso una serie di incontri.

Invernomuto nasce nel 2003 come gruppo di sperimentazione audiovisiva dall’unione di Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi, che si avvalgono della collaborazione di Davide Barbieri per gli aspetti musicali. Ponendo l’accento sulla commistione di linguaggi l’operato del gruppo si concretizza in produzioni come il progetto editoriale ffwd_mag , focalizzato sulla relazione tra immagini e suono, la produzione di video, la progettazione di live-media performances e la curatela di eventi e progetti speciali.

Moira Ricci ha studiato alla scuola di fotografia R.Bauer e all’Accademia di Brera a Milano. Si occupa di varie tecniche di linguaggio visivo, tra cui la fotografia, il video e l’installazione. Al centro del suo lavoro c’è la messa in figura della relazione fra sé e gli altri, forme di racconto tra biografia e stralunato reportage. Nelle sue composizioni piega l’immagine verso la tridimensionalità di autoironiche messe in scena e ambienti che includono il corpo dell’autrice, spesso spaesato nelle proporzioni col mondo esterno.

Silvia Bianchi: Bissera è una storia in cui audio e video si fondono per accompagnare la narrazione. Come avete lavorato per articolare insieme registro sonoro e visivo?

Invernomuto: Possiamo dire che abbiamo lavorato quasi separatamente sui due aspetti. Forse ciò è dovuto al fatto che uscivamo dall’esperienza di ffwd_mag#3, in cui il rapporto immagine-suono è stato costruito letteralemente in tempi separati e da artisti differenti, e i cui accostamenti ragionavano solamente a priori, e in termini di immaginari limitrofi e linee guida. Con Bissera è in parte avvenuta la stessa cosa; in maniera del tutto naturale abbiamo lavorato al suono, attraverso varie sessioni di registrazione, e alle immagini, in tempi diversificati, per poi assemblare e smussare gli elementi che apparivano in eccesso. Infine, nella fase conclusive, abbiamo proceduto ad un lavoro di sound-design, realizzato in maniera dettagliata, tenedo conto di tutti gli aspetti. Su quest’ultimo abbiamo lavorato seguendo regole cinematografiche.

Silvia Bianchi: Come è iniziata la vostra collaborazione con Moira Ricci?

Invernomuto: Innanzitutto, con Moira c’è un rapporto di amicizia fraterna, che dura ormai da anni. Bissera è una produzione di Netmage 07, quindi è nato su commissione del festival, che ci ha affidato la progettazione di un live media e la cura dell’immagine coordinata dell’edizione di quest’anno. Bissera coinvolge entrambi gli aspetti. Moira Ricci aveva già lavorato con noi per il nostro progetto ffwd_mag, con un contributo video all’interno della terza uscita.

Silvia Bianchi: Quanto c’è di autobiografico nella protagonista di Bissera e come avete unito le vostre esperienze personali e la vostra estetica nella costruzione della narrazione?

Invernomuto: Crediamo che Bissera sia davvero un punto di congiunzione tra due mondi, quello di Moira Ricci – con le sue tradizioni affettive e territoriali – e il nostro sguardo e punto di vista sul paesaggio. Bissera è una summa dei nostri modi di operare; le modalità con cui abbiamo iniziato la collaborazione, la ricerca dei soggetti, l’utilizzo testimoniale dell’immagine fotografica e la sua manipolazione, la costruzione della struttura narrativa secondo i linguaggi documentaristici, ma con assunti finzionali, sono tutti elementi presenti e mischiati nei nostri due approcci alle immagini in movimento e fotografiche. La protagonista, una bambina di 6 anni, è la cugina di Moira, così come molti dei personaggi incontrati sono suoi parenti. Il lavoro è inoltre girato in larga parte in Maremma, tranne una piccola parte introduttiva e poche altre immagini. Quindi, già in questo, c’è un legame indissolubilmente biografico – rispetto a Moira Ricci e al suo lavoro -, ma non necessariamente autobiografico.

Silvia Bianchi: Quanto conta per voi il fatto che la forma scelta sia il live media e quindi quanto c’è di improvvisazione nel live?

Invernomuto: Molto spesso ci siamo ritrovati a pensare a Bissera come ad un’installazione video che si accende all’ora prestabilita e viene fatta funzionare come macchina live. Le immagini sono interamente gestite da due lettori dvd, e l’uscita è su due proiezioni parallele; non c’è dunque nessuna azione live sul video. Il suono è in larga parte progettato, sia da un punto di vista musicale – soundtrack, che in termini di sound design; ed è completato dal vivo con un’amplificazione separata e dislocata rispetto all’impianto generale di sala. Abbiamo costruito degli interstizi, degli interventi defilati per disegnare in modo differente lo spazio d’ascolto. Questi costituiranno l’aspetto più dichiaratamente live, i cui elementi non saranno sconnessi dal resto del dispositivo, e pertanto ampiamente progettati e slegati da aspetti improvvisativi.

www.invernomuto.info

www.ffwdmag.info