Un report di Claudio Farina

Dopo mesi di preparazione, settimane di riunioni, giorni troppo corti con le loro 24 h, centinaia di kilometri in giro per l’Italia per le presentazioni, qualche tera di byte occupato tra conversazioni via e­mail, chat su skype ed elaborazione di immagini, foto, video e documenti di vario tipo, finalmente oggi 14 febbraio alle 9.30 è suonata la campanella ed il Master Relational Design è iniziato.

E non è  un caso che il primo Master in Italia incentrato sulla costruzione di relazioni che siano rilevanti per il progetto contemporaneo parta proprio il giorno in cui si celebra la più importante tra le relazioni umane, quella amorosa. Di cosa si tratta? di un Master di primo livello dal formato inedito, itinerante, online/offline, promosso da Abadir in partnership con IdLab , che esplora le trasformazioni in atto nel mondo del progetto e della formazione a seguito dell’avvento pervasivo dei social media. Staccandosi dal format del master verticale e quindi dall’obiettivo di trasferire competenze specifiche legate ad un singolo tema nell’arco di un anno, il Master Relational Design, lungo lo stesso arco temporale, si sviluppa su due piani paralleli.

Da un lato il lavoro svolto con la piattaforma digitale utilizzata per consentire ai partecipanti di interagire e relazionarsi a distanza su 10 temi diversi . Dall’altro l’attività prevista durante i 10 workshop tradizionali, che costituisce il momento di approfondimento e verifica nel mondo fisico dei vari progetti.

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Sostanzialmente gli studenti frequenteranno in 12 mesi 10 moduli didattici e 2 camps. Ogni modulo ha la durata  di 24 giorni ed è composto da 4 unità di 6 giorni. Per ogni unità è prevista una missione da completare, con materiali specifici da consegnare entro la fine della stessa; il grado di difficoltà delle missioni è via via crescente. All’interno di ogni modulo viene organizzato un workshop intensivo di 3­4 giorni presso la sede di uno dei 14 partners di progetto, durante il quale docenti e studenti avranno l’opportunità di incontrarsi fisicamente, interagire e confrontarsi direttamente.

A completare il percorso di lezioni frontali ci saranno un summer camp di 18 giorni a Catania e un winter camp di 10 giorni a Milano. Nella pausa tra la fine di un modulo e l’inizio del successivo sono previste talks online, durante le quali professionisti operanti in diversi campi disciplinari sono invitati a raccontare le proprie esperienze lavorative e a condividere la loro expertise con gli studenti. Davide Agazzi, Gianluca Dettori, Guido Guerzoni, Susanna  Legrenzi, Giannino Malossi, Marco Mancuso, Bertram Niessen, Ivana Pais e Zoe Romano  sono alcuni dei relatori coinvolti.

Come funziona il tutto  tecnicamente? La Piattaforma di Relational Design si compone di tre elementi, tutti visibili e pubblici:  sito web,  Community e  Pagina di Google+. Il sito web raccoglie tutte le informazioni del Master e il materiale didattico. La Community è il luogo effettivo di lavoro. La Pagina di Google+ è il profilo ufficiale del Master che sintetizza tutto quello che avviene nella Community. La Community è composta da categorie di discussione definite con il nome dei moduli didattici, nelle quali i partecipanti al master  pubblicheranno il proprio processo progettuale, visibile da tutti e commentabile da chi richiede l’accesso.

Un tassello fondamentale del master  è costituito dai partners, che hanno contribuito all’elaborazione dei brief di progetto dei singoli moduli e presso le cui sedi si terranno i 10 workshop didattici ed i 2 camps. Questa la lista completa: Casa Netural (Matera), Centrale Fies (Trento),  Centro  Ricerche Fiat ­ CRF (Torino), Confindustria Ceramica (Sassuolo), Eco e Narciso (Torino), Frigoriferi Milanesi (Milano), Frog (Monaco  di Baviera), Gummy  Industries (Brescia), Minove (Trento)  Museo dell’Informatica Funzionante (Palazzolo Acreide), Postmedia Books  (Milano), Snark (Milano­Bologna), U10 (Milano), Viapiranesi (Milano) e Digicult (Milano), media partner del master  Relational Design.

A chi volesse approfondire il tutto consigliamo di scaricarsi e leggere la  brochure con l’introduzione al master di Stefano  Mirti, direttore scientifico dello stesso insieme a Lucia Giuliano.

Si inizia quindi con il primo modulo dal titolo  Mobilità e veicoli. Get out of your car, get into my dreams tenuto da Marco Lampugnani dello studio snark insieme al partner  Centro Ricerche Fiat. Saremo introdotti ad un viaggio vario e divertente per comprendere come sviluppare possibili scenari ed ipotetiche soluzioni per la mobilità nel prossimo futuro, avendo come orizzonte a cui tendere il 2025.

Non vi anticipiano altro per non rovinarvi la sorpresa e vi regaliamo un breve assaggio per rendervi ancora più curiosi, con alcune immagini tratte dai materiali didattici che terranno impegnati gli studenti per le prossime quattro settimane. Noi saremo qui per raccontarvi quanto succederà, fuori e dentro al Master, per tutta la sua durata.

Restate sintonizzati, ne vale la pena.


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