Parco Arte Vivente - Turin
13 / 06 / 2015 – 18 / 10 / 2015

All’interno del programma artistico 2015 del PAV di Torino, Grow It Yourself è la seconda mostra collettiva a cura di Marco Scotini. Dopo il successo del progetto Vegetation as a political agent, che voleva restituire una storia politica al mondo vegetale, Grow It Yourself si focalizza su alcune recenti esperienze internazionali di forme cooperative di riproduzione sociale e comune: dalle pratiche collettive di coltivazionealle organizzazioni comunitarie, dai sistemi delle fattorie al crescente movimento degli orti urbani, la mostra raccoglie una serie di esperimenti nei quali la produzione agricola, autogestendo le risorse naturali e le sue conseguenze sulle politiche alimentari, definisce un rapporto costitutivo tra pratiche artistiche e abilità sociali.

In un periodo di crisi dei sistemi di vita come quello attuale è possibile non essere subordinati ai rapporti neoliberisti di produzione ed evitare il controllo da parte dell’economia monetaria e di mercato? In altre parole, è possibile utilizzare le risorse naturali in maniera non capitalistica, opporsi al modello di sviluppo espropriativo ed estrattivo imposto in ogni angolo del mondo? Come dovremmo reagire, per esempio, davanti alla recente approvazione del Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) tra Stati Uniti e Unione Europea? L’esperienza dei Commons può essere vista come fondamenta per un nuovo metodo di produzione?

Gli esperimenti sociali raccolti nella mostra Grow It Yourself affermano, nelle loro articolazioni e nell’uso di micropolitiche in bilico tra pratiche artistiche e arti rurali,che l’odierna agricoltura può diventare un terreno di resistenza a partire dal quale stabilire soggettività collettive. La mostra è stata sviluppata a partire dalle ricerche effettuate dai collettivi Futurefarmers, Myvillages, Inland-Campo Adentro (creato da Fernando Garcia-Dory con la partecipazione di vari artisti) e, infine, da un contributo inedito di Piero Gilardi.

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Queste esperienze, in bilico tra pratiche artistiche e agricole, si propongono volontariamente come alternative ai modelli dominanti del capitale e alla logica consumistica del mercato neoliberale, della distribuzione su vasta scala e i loro effetti sulla società contemporanea e l’ambiente, sul piano fisico e sociale, fino all’affermazione di una “sovranità alimentare”, in un processo di unione tra la terra e “l’urbanizzazione rurale”. Infatti, all’interno di Grow It Yourself sono studiate le politiche agroalimentari e le dinamiche di produzione, in quanto sono i rapporti di potere che regolano i metodi e le forme attuali attraverso i quali i prodotti della terra possono diventare alimenti.

Ovviamente, l’educazione alimentare e la salute individuale e collettiva non sfuggono alla prospettiva conflittuale sui beni comuni. È questo lo spazio nel quale si colloca Grow It Yourself e nel quale, a partire dall’etica e dalle pratiche del fai-da-te, contesta le dinamiche monopolistiche della grande distribuzione agricola, favorendo l’autoproduzione come pratica indispensabile, se desideriamo riconquistare il controllo sulla produzione alimentare, rigenerare l’ambiente e provvedere alla sussistenza.

Il collettivo Myvillages (un’iniziativa di ispirazione internazionale creata da Kathrin Böhm, Wapke Feenstra e Antjie Schiffers nel 2003) partecipa all’esposizione con i risultati di autentici lavori collettivi e con le opere Made in Zvizzchi, Company. Movements, Deals and Drinks, I like being a farmer and I would like to stay one. Ci sarà anche un’esposizione dei prodotti acquistabili nei “punti vendita” delle serie The International Village Shop, un progetto in cui la creazione artistica interviene direttamente nell’intreccio della relazione tra produzione e commercio.

Futurefarmers (Amy Franceschini, Anya Kamenskaya, Stijn Schiffeleers, Michael Swaine e Lode Vranken) presenta una video documentazione di alcune opere create sul posto nel corso degli anni. L’esposizione ospiterà Erratum: Brief Interruptions in the Waste Stream, Soil Kitchen, Annual Harvest e This is Not a Trojan Horse, presentati in forma sia video sia di scultura, creati grazie alla collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Grow It Yourself

Fernando Garcia-Dory presenta il lavoro fatto in Spagna come parte del progetto Inland – Campo Adentro, nato dal bisogno di stimolare un dibattito, all’interno del contesto metropolitano, sul soggetto e le necessità dell’ambiente rurale. L’esplorazione del territorio spagnolo è diventato lo stimolo per l’elaborazione di nuove strategie di vita in città e in campagna, abbattendo la visione dicotomica che caratterizza il loro rapporto. La pratica artistica, in questo senso, mira a essere la chiave per la transizione della società verso un futuro più sostenibile. Fernando Garcia-Dory ha elaborato una panoramica di questo progetto articolato in modo particolare per Grow It Yourself, dove saranno presenti i lavori di Mario Garcia Torres e Susana Velasco.

Infine, Piero Gilardi presenta Ecoagorà, un piccolo anfiteatro ottagonale in legno, luogo per discussioni e dibattiti, che ospiterà, oltre alle persone, oggetti simbolici di riconversione ecologica (attrezzi per l’agricoltura biologica, cibo e oggetti creativi) rappresentanti immagini emblematiche di un disastro ambientale. Ecoagorà non si limita soltanto alla pura rappresentazione ma sarà anche teatro delle discussioni che la struttura stimola.

Infatti, nel corso dell’estate, il PAV ospiterà intellettuali, artisti e altre personalità provenienti dal mondo rurale (tra questi Christian Marazzi, Silvia Federici ecc.) in una successione di momenti per la riflessione stimolata dagli argomenti affrontati dalle opere della mostra.

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All’interno della mostra Grow It Yourself, venerdì 24 e sabato 25 luglio, i Futurefarmers terranno il Workshop_44, a continuazione della cooperazione iniziata con il gruppo di giovani artisti e studenti di Tecniche di Scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che ha realizzato un’opera del collettivo. Sempre all’interno dell’esposizione, ci sarà un laboratorio aperto al pubblico: Agripittura, un neologismo che indica un’arte creata con materiali parte del paesaggio, come la terra, l’erba e altri prodotti naturali o coltivati.


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