GALLERIA FABIO PARIS - BRESCIA
15 MARCH - 30 APRIL 2008

Gazira Babeli è un’artista che vive e lavora nel mondo virtuale di Second Life, dove è nata il 31 marzo 2006. Come tutti gli abitanti di mondi virtuali, è una costruzione identitaria chiamata “avatar”, ma a differenza di loro, non riconosce nessun “umano” che la manovri.

In breve tempo si è guadagnata attenzione e rispetto con le sue performance provocatorie, che indagano i temi del corpo, dello spazio e dell’identità nei mondi virtuali. Babeli agisce come un virus, scatenando terremoti e tempeste di icone estrapolate dalla cultura pop, o diffondendo epidemie che deformano il corpo degli altri abitanti di Second Life. “Gaz” è diventato un termine plurivalente, entrato nel lessico comune dei residenti. Il mistero che la circonda ne ha fatto in breve una sorta di mito, che ha superato presto i confini di Second Life.

Gazira Babeli è un artista “virtuale”, ma il suo lavoro è “reale”. Parla di corpo, di spazio, di identità. Si confronta con la storia dell’arte. Parla di noi. Ci è vicino, più di quanto pensiamo: delle nostre identità multiple, del nostro modo di rappresentarci, della nostra vita davanti a uno schermo. A chi le chieda che senso abbia vivere in un mondo virtuale, risponde beffarda: “E tu? Come va la vita in Microsoft Office?”. Su queste premesse, il suo lavoro acquista senso ed efficacia anche al di fuori del mondo che lo ha generato, come dimostrano le sue numerose partecipazioni a mostre e festival.

Ora, con la personale presso la Fabio Paris Art Gallery, l’artista propone una selezione di lavori che rispecchiano i due poli fondamentali del suo lavoro: il proprio mondo e la propria identità di artista virtuale. Babeli vive in un mondo simulato, un universo realistico e tridimensionale generato da castelli di codice informatico, eppure “abitato”, vissuto quotidianamente da milioni di persone; il suo lavoro ne esplora le convenzioni e le contraddizioni, lavorando su concetti come il tempo, lo spazio e il corpo attraverso la semplice manipolazione del linguaggio. La sua opera è “performativa” nel senso più puro del termine: il linguaggio genera azione. I corpi si deformano e si animano; torri gigantesche crollano e risorgono dalle loro ceneri; forze misteriose e oggetti prendono possesso di noi. Ma l’opera principale di Babeli è Gazira stessa, di cui l’artista gestisce sapientemente la mitologia: lo dimostrano il trittico video Saint Gaz’ Stylite e il film Gaz’ of the Desert (marzo 2007), il primo film in alta definizione interamente girato in un mondo virtuale. Qui Babeli mescola agiografia e slapstick comedy , surrealismo e musica country per raccontare la sua vita dentro a uno schermo, tra isolamento e socialità, ascetismo e tentazione.

Gazira Babeli ha partecipato a festival e mostre in Italia (Peam 2006 – The Diamond, Pescara 2006; V07, Venezia) e all’estero (Deaf 2007, Rotterdam 2007); e con il collettivo Second Front ha partecipato a Performa 07 (New York). A un anno dalla sua nascita, la retrospettiva Gazira Babeli: [Collateral Damage] (10 aprile – 31 maggio 2007), allestita in Second Life in uno spazio di dimensioni museali, la consacra definitivamente. La mostra attira, nell’arco di due mesi, più di mille visitatori. Il suo lavoro ha suscitato l’attenzione di testate quali El Pais, La Stampa, Liberazione, Exibart, Spiegel e Kunstzeitung. Gazira Babeli è la sua prima mostra personale nel mondo “reale”.

In occasione della mostra, sarà pubblicato il libro Gazira Babeli (a cura di Domenico Quaranta, con testi di Mario Gerosa, Patrick Lichty, Alan Sondheim).

http://gazirababeli.com