LABoral Art and Industrial Creation Centre - Gijon
15 / 03 / 2013 - 08 / 09 / 2013

“Elastic Reality” apre quasi 20 anni dopo gli inizi di internet e circa 15 anni dopo l’avvento della telefonia mobile sul mercato di massa. Queste due innovazioni tecnologiche hanno cambiato profondamente la nostra percezione del mondo in cui viviamo.

Infatti, oggi viviamo connessi permanentemente, in un tempo/spazio che è costantemente ridefinito – una sorta di periodo immaginario nel quale questa percezione evolve con il flusso sempre più veloce di informazioni trasmesse da dovunque, e i cui autori, sia che siano conosciuti che non, sono professionisti ed quanto lo può essere il nostro vicino della porta a fianco, o un hacker comodamente seduto di fronte al suo schermo: partecipiamo alla creazione di un regno collettivo che è divenuto globale, e frammentato.

Questo ambiente sempre più complesso mescola il virtuale e il reale,  il flusso di dati con il paesaggio. Premesso che per descrivere questo stato delle cose vengono coniati regolarmente nuovi termini, nessuno incarna veramente la società pluristratificata che abitiamo. Da qui, il concetto di realtà elastica, che è ispirato dalle opere esposte in questa mostra. Gli artisti che partecipano non solo giocano con queste distorsioni del “reale”, ma aprono anche la strada a nuovi modi di interagire con la loro opera. L’esplorazione formale delle nuove interfacce fa parte delle loro preoccupazioni quanto il contenuto della loro opera e i commenti dello stato attuale della realtà in cui viviamo.

“Elastic Reality” fa parte di Beyond the Exhibition, un progetto che comprende una residenza, due cicli di proiezioni e un seminario. In generale, affronta il tema della nascita di nuove abitudini culturali dalla rivoluzione digitale e come queste hanno cambiato l’accesso alle opere d’arte. Per le nuove generazioni di “Nativi digitali” lo schermo, come mezzo di comunicazione dominante, è diventato lo strumento preferito nel loro rapporto con la cultura.  Analogamente, saranno analizzate l’evoluzione di forme artistiche, associate normalmente al concetto di interattività, e pratiche che tendono ad essere formalmente instabili e di natura effimera.

Artisti e opere: Théodora Barat, Dead End; Véronique Béland, This is Major Tom to Ground Control; Pierre-Yves Boisramé, Sans titre; Vincent Ciciliato, Tempo scaduto; Maya Da-Rin, Event Horizon #Camouflage; Ryoichi Kurokawa, Mol; Joachim Olender, Tarnac. Le chaos et la grâce; Zahra Poonawala, Tutti; David Rokeby, Hand-held e Dorothée Smith, Cellulairement

Curato da Benjamin Weil, Direttore artistico del Centro LABoral di arte e creazione industriale.

Coprodotto da Centro LABoral di arte e creazione industriale (Spagna), Le fresnoy Studio National des Arts Contemporains (Francia), Contemporary Art Centre, CAC (Lituania).


http://www.laboralcentrodearte.org