“Digital Labor”. The Internet as Playground and Factory
A cura di Trebor Scholz
Routledge, Taylor & Francis Group

Il libro si domanda se la vita su Internet è in gran parte un lavoro, o un passatempo. Si twitta, si taggano le foto, si aggiungono i link, si recensiscono libri, si commentano i blog, s’interagisce con vari media, e si caricano video per creare gran parte del contenuto che costituisce il web. E le grandi imprese traggono profitto dalle nostre attività online, inseguendo gli interessi, le affiliazioni, e le abitudini, per poi raccogliere e vendere i dati. Qual è la natura di questo “lavoro” interattivo, e quali sono le nuove forme di socievolezza digitale che lo rendono tale?

Questa collezione del tutto unica di saggi, offre una visione ad ampio spettro sul contenuto oscuro di Internet. Esso afferma che la distinzione tra il tempo del piacere e del lavoro è scomparso per il fatto che ogni aspetto della nostra vita guida la nuova economia digitale. Il libro rivela l’anatomia del playbor (play/labor), il richiamo dello sfruttamento e il potenziale del senso di potere.

In definitiva, i 14 provocatori capitoli di questo volume, si domandano come gli utenti possono politicizzare la loro complicità, creando alternative pubbliche al social web centralizzato e prosperare.

Contributi di: Mark Andrejevic, Ayhan Aytes, Michel Bauwens, Jonathan Beller, Patricia Ticineto Clough, Sean Cubitt, Jodi Dean, Abigail De Kosnik, Julian Dibbell, Christian Fuchs, Lisa Nakamura, Andrew Ross, Ned Rossiter, Trebor Scholz, Tiziana Terranova, McKenzie Wark, and Soenke Zehl

I collaboratori internazionali e interdisciplinari di Digital Labor sostengono che non esiste più una netta distinzione tra “il personale” e il “lavoro”, poiché ogni aspetto della vita è rivolto all’economia digitale: il desiderio sessuale, la monotonia e la voglia di farsi nuovi amici- e ogni cosa alimenta il profitto speculativo.

Essi affermano, inoltre, che noi viviamo in una società interamente basata sul lavoro, e il modo in cui siamo commercializzati, discriminati e generati è profondamente e seriamente regolamentato dal discorso dominante della cultura digitale.

“Digital Labor” pone una serie di domande sul nostro presente digitale:

– In che modo la crisi globale del capitalismo è connessa al lavoro che sta dietro l’economia digitale?

– Come possiamo affrontare il fatto che gran parte dell’interazione online, sia essa un lavoro o un passatempo, che tragga un profitto o no, si svolga su piattaforme aziendali?

– Come possiamo riconoscere momenti di valorizzazione, senza eliminare l’ottimismo, l’ispirazione, e i vari casi d’intervento politico e finanziario individuale?

In risposta a queste domande, questa raccolta offre nuove definizioni di Digital Labor che affrontano e sfidano le realtà complesse e ibride dell’economia digitale.


http://www.routledge.com/books/details/9780415896955/

http://digitallabor.org/