Nel panorama della musica elettronica internazionale l’etichetta Tectonic (http://tectonicrecordings.com/) di Bristol è sempre stata molto attenta nella selezione dei suoi artisti. Pinch alias Rob Ellis “the godfather of dubstep” e fondatore della label nel 2005, non concede a tutti la sua benedizione.

L’ultimo a entrare nella variopinta famiglia è DECiBEL, dj e produttore nato a Londra (vero nome Jay Fontaine) e cresciuto all’insegna della contaminazione culturale. Così la sua musica non può che prendere forma dalla stessa varietà di stili e suoni, lasciandosi influenzare da tutto quello che sembra avere senso oltre le mere definizioni di genere. Hip hop, crunk, dubstep, juke, hardcore, electro, pop, glitch e tanto altro si mescolano nelle sue produzioni, delle quali la Tectonic ha appena pubblicato un primo assaggio con un ep omonimo.

E questo appare chiaro anche da una risposta data ad un’intervista sul sito della Tectonic: “I love reading so there’s a lot to choose from, but the best would be the book I’ve just finished.  I asked on twitter (@itsDecibel) if there were any good DJ autobiographies? Someone recommended “Superstar DJs Here We Go!: The Rise and Fall of the Superstar DJ. Although it centers mostly on Trance and Sasha its an amazing read, the early 90’s parties sound insane. They really had it all and almost blew it all, I think its only recently with the rise of “EDM” (I HATE THAT WORD) in the US that we’re starting to see something similar but them guys were the originators”.

Claudia Galal: Raccontaci la tua storia: come hai iniziato a fare musica e cosa ti ha spinto a diventare un dj?

DECiBEL: Ero soltanto un ragazzino appassionato di musica garage e sognavo di mettere in piedi una radio pirata. Dopo che la mia ragazza mi aveva lasciato, ho deciso di usare i soldi del suo regalo di Natale per comprarmi due piastre e un pagarmi un corso alla scuola per dj Point Blank a Londra. Io non avevo nessuna intenzione di fare seriamente musica, mi piaceva semplicemente mettere dischi. Ma quando arriva il momento in cui cerchi disperatamente la canzone perfetta per il tuo set e non riesci a trovarla, non hai scelta se non quella di farla tu. Così ho chiesto al mio amico Devon di insegnarmi le basi della produzione musicale e ho passato un sacco di tempo a guardare tutorial video su YouTube.

Claudia Galal: Dove sei nato e cresciuto? E dove vivi e lavori attualmente? Questi posti ti hanno influenzato in qualche modo?

DECiBEL: Sono nato a Mile End, nell’East London, ma adesso vivo a Belfast e lavoro nei club della città. L’East London è un melting pot di culture e idee, così direi che mi ha decisamente influenzato, specialmente considerando che mi viene naturale mischiare e sovrapporre differenti stili insieme. Ricordo che tutti avevano la mania di ascoltare le radio pirata (per esempio, De Ja Vu e Storm & Rinse FM), perciò sono cresciuto ascoltando musica underground ed elettronica. Mi è stato fatto una specie di lavaggio del cervello in direzione della dj culture fin da piccolo.

Claudia Galal: Qual è il tuo modo di lavorare, per esempio quando crei una nuova traccia o realizzi un remix?

DECiBEL: Se si tratta di una nuova traccia, generalmente parto sempre da un’idea di quello che voglio fare. A volte mi capita di sentire una melodia o una linea percussiva in qualche disco oppure alla radio e, se cattura la mia attenzione, mi viene voglia di spingere su questo spunto o di espanderlo. Così comincio da uno spunto di questo tipo e poi sto a vedere quello che succede: nove volte su dieci il risultato finale è completamente differente dall’idea originale. Mi piace molto fare musica quando viaggio, mi sembra che il tempo voli, e secondo me tutte le mie tracce migliori sono state realizzate on the road.

Invece, se si tratta di fare un remix, solitamente non ascolto mai il pezzo originale nella sua interezza, ma ascolto tutte le tracce strumentali separate per individuare i suoni che mi interessano e mi piacciono di più. Costruisco il mio remix intorno a pochi suoni chiave, tralasciando quelli che mi sembrano superflui. Naturalmente il mio studio è essenziale: i miei microfoni Beyerdynamics, il mio Mac Book Pro con Ableton Live e il mio divano.

Claudia Galal: Il tuo universo sonoro appare come una sorta di collage di generi e sottogeneri: dove trovi l’ispirazione per costruirlo?

DECiBEL:  Mi sento molto fortunato a essere un resident dj e non un dj perennemente in tour, costretto a preparare un set di un’ora o poco più. Io suono tutta la notte dalle dieci di sera fino alle tre del mattino e credo che mi ucciderei se dovessi attingere a un unico genere musicale per tutta la notte. Quando suono pesco da tonnellate di generi a tutti i BPM, così anche quando produco la mia musica e mi muovo tra i 140 e 150 BPM sono influenzato da tutti i diversi generi di musica che mi capita di mettere nei miei set.

Claudia Galal: In generale quali sono le tue influenze principali?

DECiBEL:  Fra i dj, ammiro molto dj AM: potrebbe ribaltare la situazione in qualsiasi parte del mondo e “spaccare” a qualsiasi party. Dj EZ è un altro al quale mi sono sempre ispirato: vorrei mixare come lui. E poi c’è Carl Cox; quel tipo è una leggenda, la sua selezione è sempre fantastica e ha grandissime doti tecniche. Parlando di musica in generale, la mia top 5 comprende Pharrel, Q-Tip, Wookie, Todd Edwards e Swizz Beats.

Claudia Galal: Come potresti definire la tua musica e il tuo suono?

DECiBEL:  Odio dare definizioni alla musica e all’infinita serie di sotto-generi che spuntano ovunque ogni settimana. Io la chiamerei semplicemente “bassy music” e spero che alla gente piaccia.

Claudia Galal: Cosa significa “originalità” per te?

DECiBEL: “Originalità” corrisponde alla creazione o alla nascita di qualcosa di completamente nuovo e mai sentito, come quando è emersa la dubstep o quando i Daft Punk hanno realizzato Homework. Penso che l’originalità sia un po’ latente in questo periodo, i produttori tendono a cavalcare le tendenze e a fare quasi tutti le stesse cose. Se ora è il momento del Trap e del Moombahton, vanno tutti in quella direzione.

Claudia Galal: Come ti prepari per un dj set? Come scegli i dischi da suonare?

DECiBEL: Prima di una serata mi stresso e mi preoccupo di aver preparato tutto (visto che dimentico e perdo qualsiasi cosa), ma in realtà non preparo nulla. Salgo semplicemente in console e suono quello che mi va e che la gente sembra apprezzare. Per scegliere le tracce da suonare ho un metodo molto semplice: quando ascolto un pezzo gli do una valutazione da 1 a 5 e quelli che ottengono il punteggio massimo sono quelli che porto con me.

Claudia Galal: Qual è la tua venue ideale?

DECiBEL: Io preferisco i piccoli club con colonne di fumo e illuminazione essenziale. Mi basta solo una luce strobo che controllo io stesso.

Claudia Galal: La Tectonic è un’etichetta molto interessante nel panorama internazionale della musica elettronica. Come sei venuto a contatto con Pinch e la sua label? Cos’hai in comune con gli altri artisti della Tectonic?

DECiBEL: Ogni artista della Tectonic ha un proprio suono, diverso da quello degli altri, così mi auguro di non avere nulla in comune con nessuno di loro. Penso che sia questa la caratteristica che permette all’etichetta di suonare così fresca e originale. Ho conosciuto Pinch perché qualcuno ha passato un paio dei miei pezzi (While G.A.P. e Miss) alla sua fidanzata, che a sua volta li ha fatti sentire a lui.

Claudia Galal: E qual è il tuo sogno più grande, parlando del tuo lavoro e della tua carriera artistica?

DECiBEL: Produrre un album, che è il sogno di ogni produttore, e in particolare fare musica per le maestà dell’hip hop come Nas, Jay-Z, Kanye West e, se si riformassero, A Tribe Called Quest.

Claudia Galal: Secondo te dove accadono le cose più interessanti della scena clubbing internazionale?

DECiBEL:  In UK!! Succede lo stesso per la cucina e per la musica: l’amore britannico abbraccia tutto e permette alle cose di svilupparsi… Come altro potresti spiegare qualcosa come un Tikka Masala o patatine e curry?!

I britannici amano l’innovazione, basta guardare tutti i generi che sono emersi e tutte le differenti culture che hanno preso a modello, mescolandole e mettendoci il loro tocco personale. Si può tracciare una linea temporale che passa dal Northern Soul alla Disco alla House alla Trance alla Techno alla Happy House all’Hardcore al Breakbeat alla Jungle allo Speed Garage al Bassline alla 2step Garage al Grime al Dubstep…

Trovo abbastanza comico che gli Americani impazziscano per la EDM come se l’avessero inventata loro… L’hanno presa da Inghilterra e Europa e poi gliel’hanno rivenduta.

http://www.myspace.com/tectonicrecordings

http://tectonicrecordings.com/