ZKM Media Lounge – Karlsruhe, Germany
04 / 12 / 2015 – 17 / 01 / 2015

Le macchine obsolete sono come mostri, nessuno riesce più a comprenderne le componenti interne – incomprensibili e spaventose. Una volta che smettono di funzionare è necessario lo sforzo congiunto di intelletto e arte ingegneristica per riportarli in vita.

Monster Resurrection, un’installazione video dell’artista e teorico David Link, presenta quattro ingegneri e curatori britannici che si sono occupati di archeologia dei media molto prima che le discipline umanistiche scoprissero questo tema. Christopher P. Burton, John Harper, Tony Sale e Doron Swade hanno lavorato assiduamente per molti anni alla ricostruzione di quattro macchine, che rappresentano alcune delle pietre miliari della storia di machine informatiche.

Le interviste raccontano la ricostruzione della Difference Engine No. 2, che è stata sviluppata da Charles Babbage a metà del diciannovesimo secolo e del Manchester Baby, il primo computer al mondo che è stato sviluppato a Manchester nel 1948.

Monster resurrection 2

Monster resurrection 3

Gli ingegneri riportano anche la ricostruzione della Turing Bomb e del Colossus, due macchine che sono state sviluppate durante la Seconda Guerra Mondiale con la massima segretezza a Bletchley Park in Inghilterra, dove scienziati come Alan Turing sono riusciti a decodificare il criptaggio delle forze armate tedesche.

Poiché le apparecchiature sono state distrutte oppure non sono state terminate, è stato necessario ricostruirle da zero utilizzando i progetti e le fotografie originarie. I progetti di archeologia dei media come questo sono essenziali perché solo basandosi su questi la storia di tali macchine e degli algoritmi eseguiti su di esse può essere scritta in modo affidabile.

La raccolta di interviste in Monster Resurrection segue i team leader di questi quattro progetti, le loro carriere, la nascita dell’interesse verso vecchie apparecchiature e il completamento del progetto di ricostruzione in dettaglio.

Monster resurrection 4

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Quali sono stati i fattori che hanno permesso di rispettare l’autenticità del progetto originale? E come sono state identificate le parti delle macchine quando ciò non è stato possibile? Le interviste sono integrate con dimostrazioni delle quattro riproduzioni, che permettono di comprendere come funzionano.


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