The Museum of Modern Art - New York
11 / 10 / 2014 – 22 / 03 / 2015

Cut to Swipe presenta una serie di recenti acquisizioni del Department of Media and Performance Art del MoMa, fra le quali la storica installazione PM Magazine di Dara Birnbaum del 1982 e le ultime opere di Kevin Beasley, Ken Okiishi, Luther Price, James Richards e Hito Steyerl. La mostra riserva uno spazio anche alla rivista provocatoria ZG di Rosetta Brooks (1980-1988) e all’installazione Inner Time of Television, una collaborazione tra The Otolith Group e Chris Marker.

I progetti proposti segnano il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale attraverso una serie di risposte alla rapida evoluzione dei sistemi di produzione e circolazione delle immagini. Presentando artisti che utilizzano e riadattano il materiale fornito dai mass media come la televisione, il cinema, l’industria discografica e Internet, la mostra prende in considerazione la rapida evoluzione delle immagini, insieme ai supporti e agli spazi della loro proliferazione.

Cut to Swipe include opere chiave risalenti ai primi anni Ottanta, che hanno visto l’avvento dei videoregistratori domestici, della CNN, di MTV e del database ENQUIRE, predecessore del World Wide Web. Il PM Magazine di Birnbaum riflette un primo tentativo di “dislocare” e “smontare” il filmato televisivo, “rispondendo ai media” appropriandosi direttamente del loro vocabolario attraverso un processo laborioso che seleziona ed edita nuovamente le videocassette.

2

Altri lavori più recenti riflettono le strategie generate dalla fluidità e dalla velocità dei software di montaggio digitale, nonché la diversificazione smisurata di schermi, scale e formati attraverso i quali le immagini e i suoni circolano ininterrottamente. Con l’avvento della tecnologia touchscreen, l’interesse degli artisti è sempre più rivolto all’interfaccia che si interpone tra il mondo fisico delle superfici e il mondo immateriale delle immagini digitali.

Ritagliandosi uno spazio per la riflessione personale e politica in mezzo al flusso incessante di informazioni, Cut to Swipe dimostra come gli artisti si impegnino a definire nuove forme di materialità e nuovi approcci critici in un mondo sempre più virtuale. Se “cut” significa collage e montaggio, le strategie artistiche fondanti del XX secolo, “swipe” suggerisce una condizione del XXI secolo in cui le immagini sono uscite dallo schermo, e un lieve tocco di dita le fa circolare in ogni angolo della vita quotidiana.


http://www.moma.org/