CORNERHOUSE - MANCHESTER
02 OCTOBER 2010 - 09 JANUARY 2011

In occasione del 25° anniversario dell’istituzione del centro Cornerhouse e nell’ambito del festival Abandon Normal Devices, i curatori, Andrew Bracey e Dave Griffiths, presentano la mostra UnSpooling – Artists & Cinema, una vasta e ambiziosa esposizione che coniuga due universi come l’arte e il cinema e a cui è prevista la partecipazione di 19 artisti di fama internazionale: Michaël Borremans, Cartune Xprez, David Claerbout, Sally Golding, Ben Gwilliam & Matt Wand, Roman Kirschner, Kerry Laitala, Wayne Lloyd, Sheena Macrae, Elizabeth McAlpine, Juhana Moisander, Alex Pearl, Greg Pope, Mario Rossi, Gebhard Sengmüller, Harald Smykla, Ming Wong and Stefan Zeyen.

La mostra si propone di presentare le più recenti riflessioni e interpretazioni sul cinema di alcuni artisti contemporanei che criticandolo, elaborando percorsi personali o strizzando l’occhio alle sue caratteristiche e diverse espressioni, presentano forme di applicazione delle immagini in movimento del tutto inaspettate, mettendo in luce come un’esperienza tanto intima sia diventata invece così penetrante. UnSpooling – Artists & Cinema prevede non solo l’esibizione di una grande collezione di opere che analizzano testo, immagine, suono, chimica, gesto e parola attraverso quadri, disegni, film e video dell’ultimo decennio, ma anche numerose performance, rielaborazioni, interventi su edifici e aree pubbliche, e un ricco programma di proiezioni cinematografiche.

Tali rivisitazioni catturano l’essenza del cinema e ne fanno emergere il lato più anarchico: Stefan Zeyen, ad esempio, nell’opera Weekend (2010) presenta una serie di poster che ricostruiscono il memorabile lunghissimo piano sequenza del film Weekend di Jean-Luc Godard che verrà proiettato proprio sulle pareti esterne di Cornerhouse. Alex Pearl presenta Pearville (2010), una serie di film in presa diretta a bassa risoluzione girati giornalmente nella sua temporanea casa di produzione che si sposterà a Islington Mill, Salford, all’inizio di Agosto. Wayne Lloyd reinterpreta il celebre poliziesco di Val Guest ambientato nella Manchester degli anni 60, Hell is a City (L’assassino è alla porta), nella sua opera omonima che, con parole straordinarie e una performance di disegno, inaugurerà la manifestazione. E mentre Juhana Moisander riaccende il folklore di Cornerhouse con una serie di video inquietanti, la nuova pensilina da ristorante di Mario Rossi, Thief of Baghdad (2010), ridefinisce l’edificio come un’immaginaria porta d’ingresso verso il fantastico.

l cinema subisce così un grande lavoro di riciclo e rimaneggiamento: l’acclamato artista Ming Wong, originario di Singapore, crea il suo personale “mondo cinematografico” nell’opera Life and Death in Venice (2009), nella quale il film girato da Luchino Visconti nel 1971 viene rivisitato in chiave guerrigliera. In questo modo Wong, che interpreta da solo i due protagonisti (pur avendo 20 anni di differenza con entrambi) proietta lo spettatore in uno spazio e un tempo indefiniti. Questa videoinstallazione, allestita dopo l’anteprima presso il Third Floor di Singapore e la 17° Biennale di Sidney, è costituita da una grande scatola trasparente che pubblicizza l’opera con poster cinematografici disegnati a mano.

ll cortometraggio di Stefan Zeyen Farewell (2009) mostra l’immagine di una donna che ci rivolge lo sguardo dal sedile anteriore di una decappottabile mentre lentamente scompare: per quanto ci appaia immobile, la distanza dell’immagine aumenta progressivamente e, seguendo un movimento contrario, ne provoca a poco a poco la sgranatura; un allontanamento immobile che neutralizza, appunto, l’addio. L’opera Hyena Stomp (2006) di Elizabeth McAlpine si compone di fotogrammi di diversi film in cui gli attori chiudono gli occhi e, ritraendo le ripetizioni e i gesti tipici dei mezzi di comunicazione più popolari, fornisce una versione rivisitata del quadro iconico di Frank Stella. Odyssey (2006) di Sheena Macrae presenta un remix del capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, che viene reinterpretato attraverso l’utilizzo di slit scan astratte, giocando con le intenzioni originali del film di pseudo speculazioni, a metà tra scienza e finzione, su infinità ed eternità. L’artista austriaco Gebhard Sengmüller presenta Slide Movie (2006), un’installazione dalle sonorità infernali costituita da 24 proiettori che trasmettono una sequenza tratta dal film di Sam Peckinpah’s Voglio la testa di Garcia, attraverso singoli fotogrammi montati su slide statiche.

Ma anche il cinematografico esplode dalla piatta fissità dello schermo per esplorare nuove possibilità durante lo spettacolare evento, della durata di quattro ore, Kinematic – UnSpooling Projectors. Alla manifestazione prenderanno parte infatti i più grandi esponenti di cinema live, espanso e improvvisato, e l’evento prevede inoltre l’anteprima mondiale delle nuove opere di cinema live e del pezzo I Married a Foley Footstep! (2010) di Ben Gwilliam & Matt Wand, commissionato dal Teatro Clwyd. Così mentre Sally Golding e Kerry Laitala giocano con le convenzioni cinematografiche in una nuova performance di cinema espanso, e Greg Pope con Cipher Screen debutta nel Regno Unito, Cartune Xprez si esibisce in una surreale combinazione di animazione, video, teatro e una generale follia psichedelica.

Altrove, gli artisti si uniscono con maggior evidenza al cinematografico: Harald Smykla aggiungerà alla sua serie ora in corso Movie Protocol, una performance live e un durational drawing di un film speciale, che sarà rivelato al lancio della mostra. Roots di Roman Kirschner, (2005-06) è una scultura cinematografica fantastica, composta da cristalli di ferro che appaiono in un processo ciclico di crescita e dissolvenza. Basata sul modello di computer chimico ideato da Gordon Pask nei primi anni cinquanta, Roots è un riferimento alle prime realizzazioni di immagini e suoni. The German, di Michael Borreman (2004-07) rispecchia una misteriosa “Weltanschauung” (letteralmente “visione del mondo”) nel suo modello in scala di una “black box”, utilizzando il linguaggio del palcoscenico e del cinema. In loop costante, Bordeaux Piece di David Claerbout (2004) fa immergere i visitatori in un lungometraggio che rappresenta un drammatico episodio domestico, composto da sequenze di 12 minuti quasi identiche ma comunque separate, dove la trama e i personaggi sono oltrepassati da mutamenti impercettibili della luce o del tempo atmosferico, che corrisponderanno alla luce e alle condizioni meteorologiche al momento dell’apertura della galleria.

 

Residenze: Alex Pearl e Juhana Moisander si assumeranno l’incarico relativo alle residenze degli artisti da lunedì 2 agosto a venerdì 3 agosto 2010. Juhana Moisander sarà di sede presso Cornerhouse e Alex Pearl predisporrà uno studio a Islington Mill per produrre nuove commissioni per la mostra

Artisti: Michaël Borremans (Belgium) / David Claerbout (Belgium) / Cartune Xprez (USA) / Ben Gwilliam & Matt Wand (UK) / Roman Kirschner (Austria) / Sally Golding (AUS) / Kerry Laitala (USA) / Wayne Lloyd (UK) / Sheena Macrae (Canada) / Elizabeth McAlpine (UK) / Juhana Moisander (Finland) / Alex Pearl (UK) / Greg Pope (UK/Norway) / Mario Rossi (UK) / Gebhard Sengmüller (Austria) / Harald Smykla (Germany/UK) / Ming Wong (Singapore) / Stefan Zeyen (Germany)

La mostra è prodotta da Cornerhouse, ome parte di Abandon Normal Devices, un nuovo festival ispirato al 2012, fondato da Legacy Trust UK e parte di WE PLAY, il programma nordoccidentale per il patrimonio culturale, per i giochi olimpici e paraolimpici di Londra 2012. AND è presentata da Cornerhouse (Manchester), Fact (Liverpool) e Folly (Lancaster), ed è un festival innovativo per le arti e il dibattito culturale per il Nordovest.

Publicazione: La mostra sarà accompagnata dal catalogo UnSpooling, redatto da Andrew Bracey e Dave Griffiths, e includerà i testi dei curatori accanto ai contributi del professore Steve Hawley (Manchester Metropolitan University) e della dott.ssa Janet Harbord (Goldsmiths).

Supporto: Austrian Cultural Forum, The Finnish Institute, Finnish Embassy, Flemish Government, FRAME, MMU, University of Lincoln, The University of Manchester (ICP/RICC) and City Inn.

Creative Tourist è un periodico online, nonchè una serie di guide cittadine realizzato da Manchester Museum Consortium, un gruppo di nove musei e gallerie di Manchester. Creativetourist.com, con il suo insieme di servizi, interviste, news relative al mondo dell’arte e guide cittadine permette ai lettori di sapere di più riguardo a ciò che succede in città, di scoprire il suo eccezionale programma culturale e le collezioni e forse di appassionarsi a Manchester quanto i suoi abitanti. Manchester Museums’ Consortium è Cornerhouse, Imperial War Museum North, The Lowry, Manchester Art Gallery, The Manchester Museum, (MOSI) Museum of Science and Industry, People’s History Museum, Urbis and The Whitworth Art Gallery. Tra il 2009 e il 2011, questi luoghi lavoreranno insieme per realizzare uno straordinario programma collegato di mostre, inaugurazioni ed eventi internazionali. Saranno in grado di farlo grazie al supporto finanziario della Northwest Regional Development Agency, che finanzia il Consortium grazie al suo programma Raising the Game, uno schema di investimenti regionale che sostiene lo sviluppo di prodotti e servizi, per stimolare il turismo e aumentare la sostenibilità. Manchester Museum Consortium è inoltre supportato da Renaissance Northwest, come parte dello schema nazionale di Renaissance in the Regions, the Museums e Libraries & Archives Council per trasformare i musei regionali d’Inghilterra, mentre fa affidamento anche all’aiuto di Visit Manchester per diffondere il suo programma più ampio di comunicazioni sul turismo.

 

 

 

http://unspooling.org/