Pi Artworks London - London
14 / 10 / 2014 - 22 / 11 / 2014

Pi Artworks London è lieta di presentare la terza personale di Susan Hefuna in collaborazione con la galleria. Cairotraces include una nuova serie di opere su carta, insieme ad un’installazione di legno di palma, tutte ispirate dalle strade di una città, influenza ricorrente nel suo lavoro.

Al centro del lavoro della Hefuna c’è la sua attrazione verso le reti e le strutture di connessione che si trovano negli spazi pubblici, che diventano la struttura delle interazioni interpersonali. È particolarmente interessata a come queste reti siano diventate visibili e come siano state influenzate dai modelli architettonici e dalla pianificazione urbanistica. Per la Hefuna questi spazi pubblici, in particolare i centri urbani, sono il punto di intersezione di politica, architettura, storia, e modellano la formazione di diverse identità sociali.

Questo interesse deriva sia dalla sua eredità conflittuale tedesco-egiziana, che le ha permesso di osservare paesi e città di due culture che sono per lei sia straniere sia familiari, così come dalla sua vita di artista nomade che si immerge nella vita delle diverse nazioni nelle quali lavora ed espone le sue opere.

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A partire dalla fine degli anni ’90, Hefuna ha utilizzato le forme strutturali delle finestre mashrabiya, che osservò per la prima volta nel Cairo, per raffigurare la sua indagine antropologica negli spazi pubblici. Le mashrabiya sono le tipiche finestre chiuse da un graticolato formato da pomelli e bastoncini intrecciati che creano fantasie ininterrotte e ombreggianti; abbelliscono i palazzi e allo stesso tempo proteggono i loro abitanti dalla luce troppo forte del sole. Per l’artista, queste finestre rispecchiano molte delle questioni fondamentali che riguardano le interazioni che lei osserva su base giornaliera: la divisione tra lo spazio pubblico e privato, l’utilizzo del velo, e il voyerismo. I motivi fatti da punti e linee intrecciati delle mashrabiya di Hefuna, spesso connessi con parole o frasi, sono un modello attraverso il quale reificare le intangibili reti e strutture di connessione che si trovano negli spazi pubblici e che sono diventati la struttura delle interazioni interpersonali.

L’attuale opera di Hefuna implica anche altre strutture intrecciate, come il DNA, il ricamo, la tappezzeria, le strutture molecolari e soprattutto gli edifici e le mappe. Lo spettatore non è ingenuo e legge l’opera in maniera diversa a seconda del contesto socio-culturale di appartenenza.

Subito dopo essere arrivata in una nuova località, Hefuna passa alcune giornate a vagare per le strade e le piazze fino a quando questo processo calmante la culla verso uno stato mentale nel quale si sente pronta per comporre un’opera che catturerà l’atmosfera della località. Di solito la sua prima reazione artistica è una serie di delicati disegni creati a penna e a matita. Si compongono da un singolo punto e una linea che si dispiega in una sola sessione, senza che la punta della penna o della matita abbandoni mai il foglio. Con la loro modesta e austera natura, queste strutture richiamano gli esperimenti di disegno dei Minimalisti Americani. Tuttavia non sono soggette a sistemi strettamente predeterminati, in quanto sono intuitivamente composte e aperte a cambiamenti e sovversioni ispirati alla località in cui l’artista si trova. Ogni pezzo finito si collega a un posto, una città, un corpo, una storia, un ricordo, e combina lo sperimentale con l’astratto, senza mai sottomettere l’uno all’altro.

Ad accompagnare questi disegni ci saranno una serie di strutture cubiche di legno di palma, analogamente concepite e costruite nella capitale egiziana. Queste fungono da rappresentazioni tridimensionali dei dipinti esposti. Sia le opere bidimensionali che quelle tridimensionali condividono lo stesso strato ombreggiante, ma le seconde possono essere osservate da diverse prospettive. Questo permette allo spettatore di sperimentare l’interazione tra luce e ombra che cambia durante il giorno, e che quindi rispecchiano più letteralmente le risonanze architettoniche nel lavoro di Hefana.

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Note sull’artista

Hefuna ha presentato esibizioni soliste nel 2014 alla The Sharjah Art Foundation, a Sharjah, Emirati Arabi Uniti; al Osthaus Museum, a Hagen, Germania;in entrambe le sedi di Pi Artworks; e alla Rhona Hoffman Gallery, a Chicago, USA. Altre esposizioni soliste comprendono Notationsnotation al Drawing Centre a New York, USA (2013); Susan Hefuna at Rose Issa Projects, Londra (2013); Vantages al MAD Museum a New York City, USA (2012-13); Susan Hefuna at Rhona Hoffman Gallery a Chicago, USA (2012); e I Love Egypt – A Temporary Learning Camp, una commissione collaborative della The Serpentine Gallery, Londra, Regno Unito e Townhouse, Cairo, Egitto, che si tenne al London’s Speaker’s Corner nel 2011.

Hefuna nel 2013 è stata la vincitrice del Contemporary Drawing Prize della Daniel & Florence Guerlain Art Foundation a Parigi. Inoltre le sue opera vennero esposte al Fare Mondi com parte della 53esima Biennale di Venezia nel 2009. Le collezioni pubbliche comprendono il Centre Pompidou, a Parigi, Francia; LACMA, a Los Angeles, USA; British Museum, a Londra, Regno Unito; MoMA, New York, USA; Farjam Collection, a Dubai; Institut du Monde Arabe, a Parigi, Francia; Victoria and Albert Museum, a Londra, Regno Unito; Staatsgalerie, a Stuttgart, Germania; Collection HH Sheika Salama, ad Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti; Sharjah Art Foundation, a Sharjah, Emirati Arabi Uniti, Foundation Louis Vuitton, a Parigi,Francia. Hefuna ha collaboration pubblicazioni che comprendono la serie Pars Pro Toto con Hans Ulrich Obrist, il cui terzo volume è stato lanciato all’Art Dubai all’inizio del 2014.