PAV/LIVING ART PARK - TURIN
04-05 FEBRUARY 2011

PAV- Parco Arte Vivente è lieto di annunciare Body Nature, la doppia personale di Marta De Menezes e Dario Neira, curata da Claudio Cravero all’interno dell’Art Program diretto da Piero Gilardi.

Il binomio Body Nature si riferisce alla natura intesa come corpo, ma anche al corpo inteso in senso proprio, fatto di natura e immerso in essa: un agente che vive e comunica nel mondo. Così i lavori esposti si caratterizzano per l’impiego, quasi esclusivo, di materiale biologico (DNA, proteine, cellule, batteri) inteso come mezzo. Rifacendosi alle ricerche biotecnologiche più recenti, Neira e De Menezes mirano a evidenziare quanto il corpo sia accomunato al resto del mondo vivente, grazie alla comune componente organica. Se l’uomo e il mondo condividono la stessa natura, il corpo non è altro che un filtro che mette in comunicazione l’interno con l’esterno.

Fino a poco tempo fa, gli artisti usavano la biologia e la biotecnologia, con gli ultimi sviluppi della chirurgia plastica e dell’ingegneria tissutale, con intento provocatorio (Stelarc, Orlan). Oggi, invece, queste discipline costituiscono semplicemente uno strumento attraverso il quale esprimere se stesse, piuttosto che il fulcro dei loro lavori. Filtrata attraverso strumenti da laboratorio, tipici dello scienziato, la visione del mondo che presentano è una narrazione che parla dell’esistenza, dell’essere- attraverso il corpo biologico- in un contesto preciso. Proteic Portrait, la principale installazione di Marta De Menezes (1975, Lisbona; alla sua prima mostra in Italia) si presenta come un atelier d’artista, un luogo di creazione e sperimentazione.

Si tratta di un vero e proprio laboratorio in cui l’esperienza artistica incontra quella scientifica, e ciascuna si rivela funzionale all’altra per la creazione di mArta, un ritratto proteico dell’artista. Lo studio dei meccanismi chimici e organici è anche alla base di Functional Portrait, immagini registrate dalla risonanza magnetica del cervello dell’artista mentre è impegnata in una determinata attività.

Altro scan-selfportrait, sempre realizzato utilizzando strumenti medici quali l’RMN, è anche Somato Landscape di Dario Neira (1963, Torino) che offre un’immagine di sé ridotta “all’osso”, essenziale e organica, eppure ancora capace di raccontare emozioni, intimità e psiche del soggetto. Sulla stessa scia, i lavori di Neira parlano di una terza natura, una dimensione che è il punto di contatto tra arte, scienza e sacro, poiché gli esseri umani, consapevoli dei processi e dei meccanismi del loro corpo, si sono sempre interrogati sul mistero dell’esistenza e della morte. Ed è così, che alla corte di PAV, nasce Claustrum, un’installazione sonora sul mondo dello spirito che, conservato nel corpo e nella mente, si sviluppa artisticamente attraverso la narrazione frammentata, un percorso emotivo segnato da parole tratte da Le Ceneri di Gramsci, lette dallo stesso Pasolini.

Nella serra, spazio principale del PAV, i lavori di De Menezes e Neira vengono affiancati come se provenissero da una matrice comune, un’ affinità che va oltre gli strumenti e i soggetti che, apparentemente simili, smussano le categorie di genere. La loro stretta relazione è da ricercarsi nella loro visione della realtà, tanto attenta quanto critica, che spinge entrambi a indagare i problemi etici che derivano dalle tecniche mediche e scientifiche utilizzate e, più in generale, dal modo in cui esse entrano a far parte della società.

Marta De Menezes, sabato 5 febbraio 2011, guiderà i visitatori del PAV nel Workshop_19/Coltivare Cultura, un laboratorio sperimentale alla scoperta del territorio della materia organica, per molti nuovo e per certi versi inquietante, su cui il corpo si fonda. Il workshop rientra in una serie di attività, organizzate da Orietta Brombin. Si tratta di progetti in cui gli artisti sono coinvolti insieme ai partecipanti.

Durante tutto il periodo di esposizione, lo staff educativo del PAV terrà anche TATTOO, un laboratorio per scuole e gruppi. Tale attività, che riscopre le analogie tra i segni naturali e i motivi stilistici del tatuaggio tradizionale, offre l’opportunità di avvicinarsi ai temi centrali della mostra: lab@parcoartevivente.it.

http://www.parcoartevivente.it/