ARCO FAIR - MADRID
10 - 11 FEBRUARY 2006

Il mondo contemporaneo è inequivocabilmente transdisciplinare. così tanto che l’interazione tra arte, scienza, tecnologia e società è accettata sia come un sentiero genuino per l’esplorazione di innovazioni e invenzioni nel territorio delle arti, sia come un percorso di dibattito per anticipare e criticare un futuro possibile.

Al fianco di questo percorso, una serie enorme di prospettive incominciano ad emergere. Abbiamo infatti oggi la nanotecnologia (Victoria Vesna), la genomica (Eduardo Kac), la robotica (Stelarc), i sistemi algoritmici neuronali e la bioologia molecolare (la genetica, l’ibridizzazione, ecc…), che sono fuse sui legami tra modelli della mente e coscienza.

Allo stesso tempo quindi in cui la modificazione del corpo è stata istituzionalizzata, in un momento in cui la procreazione assistita, la terapia genetica e la clonazione (così come il concetto analogo di cyborg) stanno invadendo gradualmente l’immaginario collettivo e il linguaggio quotidiano, le biotecnologie che ne stanno alla base sono soggette alla sperimentazione artistica di frontiera.

Le biotecnologie si sono concretizzate quindi nella Biotechnological Art o BioArt, portando il concetto di virtuale nella vita reale e ponendo alcune importanti domande: come saranno realmente applicate le innovazioni biotecnologiche nel campo dell’arte nei prossimi tempi? Quale è il luogo nel mondo di oggi in cui potrebbero vivere le chimere sognate dai bio artisti, che incarnano le paure e le speranze di ua società sempre più coinvolta nel discorso bioetico? Quale responsabilità si potrà assegnare agli artisti coinvolti? A prescindere da tutte queste risposte, appare chiaro che la Bio Art è arrivata per restare

Arriverà quindi il tempo in cui gli artisti decideranno di cambiare i loro studi con laboratori medici, di cambiare i loro supporti artistici con pelle umana, ovuli e anche cellule di DNA, allo scpo ultimo di decmporre gli esseri viventi per trasformali in qualcosa di nuovo

Tra questi pionieri c’è sicuramente il Brasiliano Eduardo Kac, il cui coniglio transgenico Alba è stato ottenuto da una medusa e un embrione di coniglio. The Worry Dolls di SymbioticA (Oron Catts and Lonat Zurr) utilizza la biologia molecolare per produrre arte da organismi semi-viventi. Da un laboratorio in Olanda, la pittrice portoghese Marta de Menezes disegna vari motivi sulle ali degli insetti, creando quindi farfalle con pattern sule ali modificati. Oppure Joe Davis che sta lavorando in chiave artistica su uno dei massimi tabù delal nostra epoca: il codice del DNA

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