Galeria Jaqueline Martins - Sao Paulo
04 / 07 / 2014 - 16 / 08 / 2014

La Galeria Jaqueline Martins presenta la mostra Batalhão de Telegrafistas (Esercito dei Telegrafisti) con lavori di Alexandre Brandão, Almandrade, Andrzej Dudek-Dürer, Charbel-joseph H. Boutros, Chris Marker, Edgard de Souza, Ilene Segalove, John Kelsey, Karin Sander, Mario Ishikawa, Anna Bella Geiger, Moyra Davey, Nadezhda Mendes da Rocha & Serguei Dias, Roberto Winter, Walead Beshty, Ze Frank, Francesca Woodman e lavori selezionati dagli archivi d’arte postale di Gastão de Magalhães, f. marquespenteado e Luis Neto Guardia.

Curata da Fernando Oliva e Tobi Maier, la mostra concepisce l’arte postale come un movimento globale tra artisti dai centri e dai margini del sistema artistico dalla fine degli anni 60 a oggi.

Per molti anni, l’utilizzo dei servizi d’ufficio postale o fax come strategia per creare e condividere arti grafiche e altri progetti artistici è stato alla base della mail art; l’avvento della tecnologia dell’informazione ha spostato i parametri verso il regno digitale. Le idee che si erano diffuse al principio della mail art sono ancora significative nella pratica artistica: networking, accesso all’informazione, movimento libero, distribuzione, partecipazione, procedure di lavoro congiunto e condivisione sono il cuore del quadro concettuale di quest’esibizione.

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In Brasile, l’arte postale si è sviluppata durante la dittatura (1964-1985). Per molti artisti, che vivevano e lavoravano nel Paese in questo periodo, mandare le loro opere via mail era l’unico modo per connettersi personalmente con i colleghi e altri artisti a livello internazionale. In un contesto politico pieno di tensione, la mail art ha rivestito un ruolo di denuncia.

Come punto di partenza, la mostra Batalhão de Telegrafistas utilizza un certo numero di lavori estratti dagli archivi di mail art di artisti brasiliani che allora erano partecipanti attivi nelle diverse reti internazionali. Mentre le reti d’arte postale per come le abbiamo conosciute sono meno vibranti rispetto a com’erano prima dell’avvento di internet, la metodologia dell’utilizzo dell’ufficio postale e dei corrieri come componente inerente alla produzione di sculture, pitture o fotografie, per esempio, continua a risuonare nel lavoro di diversi artisti.

Oggi, con la globalizzazione e l’invasione della tecnologia dell’informazione nella nostra vita, i servizi postali servono sempre più al flusso globale di beni piuttosto che alla comunicazione personale che, a sua volta, svanisce nel regno digitale. Un buon numero di lavori in mostra commentano quindi i modi attraverso cui noi ci relazioniamo tramite l’utilizzo di strumenti portatili che ci fanno connettere grazie a database remoti e metodi in cui questi strumenti connessi siano impiegati per una sorveglianza di massa o persuasione individuale.

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Informazioni sui curatori

Tobi Maier è un curatore e scrittore che vive a San Paolo, dove è stato curatore associato per la XXX edizione della Bienal de São Paulo nel 2012. Precedentemente, ha collaborato al progetto Manifesta 7 a Rovereto, Italia, nel 2008 e lavorato come curatore al Frankfurter Kunstverein a Francoforte sul Meno, Germania, nel 2006-2008 e al Ludlow 38, il satellite del centro città per l’arte contemporanea del Goethe Institut di New York, USA, nel 2008-2011.

Fernando Oliva è un ricercatore, oltre che insegnante e curatore. Ha partecipato alla III Bienal de Bahia: É Tudo Nordeste? nel 2014 e alla Videobrasil Curatorial Commission. Tra i suoi progetti ricordiamo Cover=Reencactment + RepetitionThe Return of the Tamagni Collection—To the Stars Through Difficult Paths (MAM-SP, nel 2008 e 2012), The Communism of Forms (Galeria Vermelho e AGYU, Toronto, nel 2007) e À la Chinoise (Microwave, Hong Kong nel 2007).


http://www.galeriajaquelinemartins.com.br/