MARCH 2008 - DECEMBER 2008

L’Australian Network for Art & Technology (ANAT), annuncia la sua ultima iniziativa: una e-list di discussione moderata sulle collaborazioni tra arte contemporanea a scienza nei campi della bioarte, dell’intelligenza artificiale, della robotica, del cambio climatico e dello spazio. A partire da marzo fino a dicembre 2008, ogni discussione mensile sarà guidata da specialisti internazionali del settore.

Per dare un assaggio dell’attività, ecco alcune delle prime riflessioni dei partecipanti alla discussione sulla Bioarte, attiva dal 3 marzo..

Oron Catts è artista, ricercatore e curatore. È co-fondatore e direttore di SymbioticA, che ha vinto il 2007 Prix Ars Electronica Golden Nica nella categoria Hybrid Art. Oron commenta, “la crescente tensione tra “essenza della vita” e approcci contemporanei all’ingegneria della vita è dove si trovano le più interessanti opere di bioarte”.

Monika Bakke è Assistant Professor di Aesthetics all’Adam Mickiewicz University in Polonia. Ha un interesse particolare nel postumanesimo, nelle prospettive cross-culturali e di genere nell’arte e nelle estetiche contemporanee. Monika è convinta che “la Bioarte evoca questioni di appartenenza, identità e sostenibilità, che sottolineano il bisogno di muoversi oltre l’antropocentrismo per riconoscere in modo completo vite di ogni genere incrementate, modificate e supportate tecnologicamente”.

Il lavoro di George Gessert si focalizza sulla sovrapposizione di arte e genetica. Ha esposto in numerose occasioni ed i suoi scritti sono apparsi in svariati volumi e pubblicazioni, incluso Best American Essays 2007. George nota “ho prodotto ed esposto lavori di bioarte da oltre 20 anni, durante i quali ho cercato di mantenere a fuoco l’estetica più che la politica. Infine, comunque, mi sono chiesto: qual è la rilevanza della bioarte sul cambiamento climatico?”.

Kathy High è a capo del dipartimento Arts al Rensselaer Polytechnic Institute, (USA). Come artista le sue opere investono la medicina, la bioscienza, la science fiction e le collaborazioni con animale e interspecie. Kathy commenta “sono coinvolta nello sviluppo di un nuovo strumento di ricerca animale e mi chiedo quali metodi gli artisti abbiano usato per “umanizzare” il coinvolgimento con soggetti non umani”.

Jens Hauser è un curatore con base a Parigi, è uno scrittore ed un videomaker concentrato sulle interazioni tra arte e tecnologia, e su estetiche trans-genere e contestuali. Ha organizzato L’Art Biotech (2003) France Still, Living (2007) Australia e, più recentemente, sk-interfaces (2008) UK.

www.synapse.net.au