Le possibilità tra l’interazione di codice e tecnologia e l’emergenza di tecnologie perturbatrici stanno creando un’infrastruttura che sostituirà il bisogno di mano d’opera altamente specializzata e collocherà la conoscenza nelle mani della comunità, degli artisti e dei consumatori finali. Ora come ora, i prodotti sono realizzati in laboratori e studi congiunti che conducono a esperienze interattive in gallerie d’arte musei.

Malcom Ferris – curatore di Marking Futures afferma che c’è: “un ritorno trasformativo alla creazione su piccola scala” e prodotti e accessori così nuovi possono essere facilmente inviati tramite supporti digitali e venire poi riprodotti. La terza rivoluzione industriale sta permettendo a designer e produttori di creare prodotti innovativi che possono essere condivisi e trasformati dai consumatori.

Varvara Guljajeva e Mar Canet sono artisti contemporanei innovativi che spaziano tra il mondo fisico e quello digitale. L’anno scorso ho avuto il piacere di curare l’esibizione Spam Poetry alla Contemporary Gallery Maribor dov’era esposto Knitic, l’opera di Mar e Varvara – che spazia dal processo di sviluppo e hacking di una macchina Brother che usa Arduino a Neurokitting, un progetto che ha il compito di mostrare l’attività celebrale unendo tecnologia e attività.

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Tuttavia la coppia estone-ispanica crea molte altre opere e la loro abitudine va ben oltre questo progetto. Solo nell’ultimo anno, hanno avuto due mostre e un’esibizione a Londra. La loro prossima destinazione è la Russia dove creeranno un’azienda tessile sperimentale, una piattaforma per l’esposizione e l’istruzione, Dallas and Malmö. E quando non saranno in tour, si divertiranno a creare nuove opere d’arte nel loro studio a Tallinn, in Estonia. Ho avuto la possibilità di intervistare Varvara durante il V&A Digital Design Weekend, parte del London Design Festival, in corso il 26 e 27 settembre 2015.

Jerneja Rebernak:Solamente in questo mese avete vinto il terzo premio al FabAwards e ora siete qui al V&A Digital Design Weekend, dove presenterete il Circular Knitting. Da dove è arrivata l’ispirazione per una macchina da cucire?

Varvara Guljajeva and Mar Canet:Lavoriamo in questo ambito e con le macchine da cucire già dal 2012 e abbiamo sempre portato avanti una visione contemporanea di questo genere di strumento, una visione che segue i principi della fabbricazione digitale, ovvero che sia replicabile e che utilizzi tecnologie open source.

Abbiamo iniziato le nostre ricerche sulle macchine per cucire nel 2012 violando e sviluppando una nuova interfaccia per la macchina da cucire elettrica Brother. Abbiamo sviluppato un sistema chiamato Knitic che permette il controllo di macchine obsolete e dei modelli per maglia attraverso un computer.

La nostra idea è diventata realtà verso la fine del 2014 quando abbiamo realizzato il Circular Knitic, che dimostra che le stampanti 3D sono in grado di stampare altre macchine oltre alla stampante 3D stessa. Non vediamo l’ora di vedere come questo progetto evolverà. E abbiamo potuto vedere un effetto forte sulla comunità maglierista.

Una boutique neozelandese ha comprato una macchina, con l’intenzione di produrre la collezione invernale con essa. Il Chicago Art and Design University e l’MIT hanno anche costruito il Circular Knitic. Per essere più precisi, Circular Knitic è un altro esempio del nostro obiettivo d’integrare la manifattura tessile nella moderna cultura dei produttori. A noi piace definirla come una fabbricazione digitale morbida. Il Circular Knitic si appoggia su un progetto open source e sulla fabbricazione digitale.

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Jerneja Rebernak:Hai notato usi differenti del Knitic dopo aver caricato i file open source su GitHub e cosa è cambiato nel mondo delle stampe 3D da quando hai iniziato a farne parte?

Varvara Guljajeva and Mar Canet:Ci sono molto benefici in questo nuovo settore, solo per nominarne alcune direi: fabbricazione desktop o il lavoro a maglia è ancora un’area poco conosciuta; non dimentichiamoci del settore della moda, dove gli stilisti non vedono l’ora di lavorare con indumenti fatti a mano e creare capi unici, ma siccome tutto questo è molto costoso, la fabbricazione digitale cambia le carte in tavola. È incredibile come il mondo della moda stia iniziando ad usare massivamente questa tecnologia, per creare scarpe molto artistiche e scultoree, al giorno d’oggi anche i vestiti sono creati con la stampante 3D.

L’innovazione è una costante in questo campo. Gli spazi DIY come i Fablab e i makerspace si concentrano sulla produzione di oggetti rigidi, mentre il primo strumento di fabbricazione digitale, la macchina da cucito elettronica, risale al 1976 ma oggi è stata dimenticata ed è fuori produzione. Crediamo fortemente che le tecniche artigianali possano trarre beneficio dalle tecnologie contemporanee e, viceversa, riteniamo che la produzione tessile abbia grandi potenzialità innovative.

È un peccato che ci stiamo scordando conoscenze così basilari. La produzione di vestiti e la preparazione di cibi crea un ponte tra generazioni e generi diversi tramite queste semplici arti manuali. Nel loro utilizzo, alcuni vedono l’innovazione mentre altri la memoria.

Per quanto riguarda l’innovazione nella stampa 3D, i macchinari odierni sono più resistenti e affidabili a livello tecnologico e anche più economici. Inoltre, c’è un’ampia gamma di materiali tra cui scegliere e molte aziende che utilizzano la stampa 3D. Gli utenti stanno scoprendo vari strumenti, come la creazione di protesi con la stampante 3D.

Jerneja Rebernak:L’anno scorso avete vinto il prestigioso Google DevArt. È stato impegnativo produrre un’opera per la mostra “Digital Revolution” presentata al Barbican Centre di Londra?

Varvara Guljajeva and Mar Canet:Google ci ha commissionato un’opera d’arte, che adesso sta facendo il giro del mondo, come parte della mostra del Barbican Centre che, a Londra, è stata definita come “la presentazione più esaustiva sulla creatività digitale che sia mai stata esposta nel Regno Unito”; quindi Wishing Wall rappresenta una svolta decisiva nel nostro lavoro.

La fase di sviluppo di quest’opera è durata 9 mesi e abbiamo dovuto tener conto di varie opinioni dato che il processo di produzione è stato molto diverso da quello a cui eravamo abituati prima. Siamo molto felici del risultato finale e l’opera influenza la concettualizzazione e gli sviluppi futuri del nostro lavoro.

Wishing Wall impiega tecnologie che sono molto costose e c’è bisogno di un tipo privato di opportunità di finanziamento per produrre il lavoro che abbiamo concettualizzato e immaginato. Lavoriamo da un paio di mesi alla ricerca e alla messa in pratica di Wishing wall e ci siamo goduti il processo.

Jerneja Rebernak:Avete recentemente presentato la Speed of Markets all’ArtFair Art15 a Londra e all’ArtBasel Miami. Quali opportunità offre oggigiorno il mercato dell’arte per gli artisti digitali?

Varvara Guljajeva and Mar Canet:Siamo rappresentati da Priveekollektie Contemporary Art and Design Gallery. Si tratta di un investimento molto diverso per noi, specialmente perché la galleria espone il nostro lavoro soltanto da un anno e ci vuole più tempo per ricevere riconoscimenti da parte dei collezionisti. Bisogna cominciare a vendere per vedere i risultati.

Il mondo del mercato dell’arte lavora diversamente dall’allestimento di una mostra in un museo, ha valori differenti ed è totalmente diverso dall’arte pubblica. L’opera d’arte necessita di essere vendibile e in tutti gli aspetti soddisfacente per gli acquirenti. Quindi stiamo imparando molto, anche facendo degli errori ovviamente, e spendendo / investendo una somma piuttosto considerevole di denaro in questo progetto. Ma lo facciamo perché vogliamo esplorare nuovi modi per rendere sostenibile il nostro lavoro.

Il lavoro che esponiamo è chiamato Speed of Markets, è un’opera d’arte molto particolare in termini di materiali usati: lavoriamo con effettivi dati finanziari in tempo reale. L’installazione artistica tratta del volume delle transazioni nei mercati azionari. Siamo abituati a vedere i prezzi delle azioni e il modo in cui sono cambiati durante il tempo. Tuttavia, questa informazione non ci dice tutto sul mercato finanziario.

Nell’età di modelli finanziari innovativi, la negoziazione si svolge con contratti futuri. Perciò, un mercato finanziario può essere molto animato ma i prezzi delle merci sono stabili. Abbiamo quindi pensato di utilizzare i dati relativi al volume dei mercati azionari per evidenziale la situazione attuale e i flussi finanziari.

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Speed of Market si serve di “big data” in grado di fornirci informazioni sui ritmi dei mercati azionari. Abbiamo collegato dei metronomi a un codice che importa automaticamente il livello delle transazioni secondo per secondo, accelerando o diminuendo così i movimenti del metronomo a secondo della velocità di transazione. Vorremmo ringraziare Bloomberg per la gentile collaborazione a questo progetto.

Jerneja Rebernak:Pochi anni fa FACT Liverpool vi ha commissionato un’installazione digitale pubblica all’interno del grande progetto europeo di cooperazione Connecting Cities. In cosa differiscono le commissioni pubbliche da quelle private?

Varvara Guljajeva and Mar Canet:Nelle commissioni pubbliche si lavora più intensamente, ma sono permanenti, in quanto l’installazione dura almeno vent’anni e il suo raggio d’azione è vastissimo. Si tratta di qualcosa veramente importante nella carriera di un artista. Al momento la città di Sidney sta commissionando nuovi lavori per uno spazio verde, e solo nove progetti sono stati ammessi alla seconda fase del concorso: questo traguardo è stato una grande sorpresa per noi.

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Non ce l’aspettavamo, e siamo già soddisfatti di questo risultato. Stiamo entrando nel mondo dell’architettura, all’interno del quale le idee si disegnano in scala, complete di tutti i dettagli; un mondo in cui bisogna pianificare con largo anticipo e con precisione quale materiale utilizzare e quale impresa edile assumere, cercando di rispettare il budget.

Mentre cinque anni fa eravamo noi a inviare molte richieste di lavoro, oggi il 70% dei progetti ci arriva su invito, sebbene ovviamente partecipiamo ancora ai bandi per le gare d’appalto. Al giorno d’oggi nel campo dell’arte e della cultura non ci si può far scappare nessuna opportunità. Le grandi opere d’arte sono costose, all’avanguardia tecnologica, e noi siamo sempre alla ricerca di nuove occasioni di finanziamento.


http://makingfutures.plymouthart.ac.uk/

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http://www.mcanet.info/blog/

http://www.priveekollektie.com/