Secession – Vienna
20 / 11 / 2015 – 31 / 01 / 2016

Vija Celmins è conosciuta dagli anni 70’ per i suoi soggetti indimenticabili: mari, deserti, cieli di notte, ragnatele, che riesce a rappresentare in molti modi differenti. La retrospettiva su di lei, che si tiene al Secession, è la sua prima esibizione singola in Austria, per la quale ha selezionato più di 70 opere d’arte grafica degli ultimi 50 anni. Questa mostra esamina le caratteristiche delle sue opere partendo dai lavori prodotti quando era ancora una studentessa nei primi anni sessanta fino a recenti edizioni mai presentate prima d’ora.

Celmins utilizza immagini prese da fotografie e stampe, elimina le fonti del loro contesto originale e le ricostruisce attraverso un nuovo mezzo.  L’interpretazione ripetitiva di un piccolo numero di motivi caratteristici sposta l’attenzione dall’immagine al materiale per un’esaminazione precisa delle sue qualità specifiche e degli effetti. L’incisione occupa quindi una posizione centrale tra i vari mezzi con cui lavora l’artista, al pari del disegno, della pittura e della scultura.

L’arte della Celmins mantiene un delicato equilibrio tra astrazione e descrizione, tra aspetto e proporzione, tra la suggestione del movimento e l’immobilità. La loro piccola struttura contraddicela loro espansività. Molte delle immagini evocano spazi sconfinati e azioni cristallizzate in forma romanzesca, sia immutabili che fisicamente manifestate.

Vija Celmins 2

Strutturati con un’equivalenza di elementi multipli e senza punti di fuga prospettici, gli spazi illustrati negano qualsiasi tentativo di orientamento, facendo scontrare lo spettatore con l’esperienza totale del mare, del deserto o del cielo stellato.

Un libretto illustrativo di Vija Celmins, che sarà pubblicato in concomitanza della mostra, includerà riproduzioni di lavori selezionati così come un insieme di bozze di poesia e riflessioni sull’estetica mai pubblicate in precedenza e prese dai suoi diari degli ultimi decenni.

Vija Celmins è nata a Riga (Latvia) nel 1938. Alla fine delle Seconda Guerra Mondiale, la sua famiglia si è trasferita prima in Germania e poi negli Stati Uniti. Celmins ha vissuto e lavorato a Los Angeles dal 1962 al 1981 prima di trasferirsi a New York.

Vija Celmins 3

 Julia Haller sfida le convenzioni e la storia della pittura, cercando di oltrepassarle e di negarle nei suoi lavori. Discreti segnali di rifiuto e ribellione modellano il repertorio estetico dell’artista, che ha studiato scultura con Heimo Zobernig all’Accademia delle Belle Arti di Vienna.

Alla mostra del 2012 Phataal Cologne’s Reisebürogalerie, tutte le tele erano stranamente distorte, come se il materiale fosse troppo teso. Separato fisicamente dalle mura, hanno messo in scena un oggetto in grado di contraddire la piattezza della pittura.

Sulle tele, spesso senza base, Haller dipinge delle fantasie con forme basate sulla geometria con colori principalmente trasparenti e leggeri o superfici che emergono dal loro sfondo senza colore per rivelare scarabocchi astratti. I materiali usati variano da ossa, colla di pelle di coniglio, gommalacca, pittura acrilica e guazzo fino a pigmenti di ossido di ferro.

Vija Celmins 4

Vija Celmins 5

Nella piccola collezione Ohne Titel (Untitled 2014), una tela completamente nera d’ossido di ferro dietro un vetro generava una superficie riflettente, che oscillava dal viola al blu, dove le superfici e i disegni iniziano a svelarsi gradualmente, quasi come non volessero essere scoperti.

Per la sua prima esibizione ufficiale in Austria, Julia Haller ha prodotto una nuova serie di opere. La percezione delle sale in cui presenterà questi nuovi lavori è stata modificata grazie a piccoli interventi.


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