GOETHEON MAIN - JOHANNESBURG
11 JANUARY - 15 FEBRUARY 2011

Artisti/Participanti : Dineo Seshee Bopape, Tegan Bristow, Reshma Chhiba, Steven Cohen, Hasan and Husain Essop, Gabrielle Goliath, Peter Van Heerden, Dorothee Kreutzfeldt, Gerald Machona, Nomusa Makhubu, Bettina Malcomess, Thando Mama, Zen Marie, Molemo Moiloa, Nontobeko Ntombela, Athi-Patra Ruga, Berni Searle, Lerato Shadi, Fiona Siegenthaler, Minnette Vári, Amy-Jo Windt, Nelisiwe Xaba


Curatore:
Claudia Marion Stemberger

Testo curatoriale

Quando Brian O’Doherty pubblicò per la prima volta nel 1976 il suo famoso saggio Appunti sullo spazio della galleria, mise in discussione in modo provocatorio lo spazio e la struttura della galleria.

Già un anno prima, RoseLee Goldberg, aveva affermato che le forme artistiche allora emergenti, come l’arte concettuale e la performance art, tra le altre, utilizzano lo spazio in maniera del tutto diversa. Trent’anni più tardi, Goldberg ritorna sulla questione affermando che oggi finalmente la performance art ha conquistato i musei, ma è ancora considerata o piuttosto presentata come una sorta di evento all’interno di biennali o mostre d’arte. Goldberg suggerisce di riflettere su come dare a una performance uno spazio e un tempo specifici

Se ciò accadesse al Bag Factory Artists’ Studios e al GoetheonMain di Johannesburg, Sud Africa, entrambi spazi imbiancati, forse verrebbe da pensare al fatto che il “cubo bianco” è molto legato all’arte occidentale (del dopoguerra). In che modo gli spazi di produzione del Bag Factory o gli spazi di progetto del GoethonMain vengono utilizzati per la presentazione della performance art, mentre sia lo studio degli artisti che il cubo bianco all’interno sono pieni di rappresentazioni mitologiche e connotazioni storiche? La performance art ha già interiorizzato il “cubo bianco” o anche la “scatola nera” ? O piuttosto bisognerebbe modificare la relazione tra la nozione di performance in quanto azione effimera e rappresentazione performativa nei media, quali video e fotografia?

Le performance dal vivo, le installazioni video performative, la fotografia performativa, le conferenze, le spiegazioni e i dibattiti, i progetti di mostra impongono le nozioni comuni di performance e performatività, la presunta (in)visibilità delle forme artistiche in Sud Africa e all’estero.

Catalogo: Pubblicato da Claudia Marion Stemberger nel corso del 2011

Supporto: Goethe-Institut South Africa; Bag Factory Artists Studios; National Arts Council of South Africa; Stipendium Förderprogramm Kuratorenreisen, Goethe-Institut Muenchen; Austrian Embassy Pretoria

Progetti partner: SAVAH/CIHA Colloquium: Other views: Art history in (South) Africa and the global south (University of the Witwatersrand, 12-15 January 2011)


Grazie a: Oliewenhuis Art Museum, Bloemfontein; Goodman Gallery, Cape Town; Brodie/Stevenson Gallery, Johannesburg

http://www.artandtheory.net/