ASKIOMA PROJECT SPACE - LJUBLJANA
4 - 22 APRIL 2011

Dopo quasi dieci anni di vita l’Istituto d’arte contemporanea Aksioma di Lubiana inaugura uno Project Space nel centro della capitale slovena. Questo spazio dovrà collegare e agevolare la produzione dell’istituto stesso così come studi artistici e diversi progetti di new-media art che hanno bisogno di uno spazio espositivo.

Il fulcro del programma sarà incentrato su un’operazione di hacking del ruolo dei mass media nella società contemporanea per mezzo di vari mezzi artistici che interpretano le sue narrazioni in modo ironico, critico e sovversivo. Siamo molto stimolati dal giocare il ruolo di galleria d’arte in un mondo dove l’accesso alle tecnologie digitali offre un radicale ripensamento di tali istituzioni, promuovendo un’esperienza dell’arte immediata e in tempo reale dove il Project Space funga idealmente soltanto come uno spazio fisico in cui le cose diventano visibili e non sono necessariamente il prodotto finale dell’articolazione artistica.

Trevor Paglen
A Hidden Landscape

Trevor Paglen firma l’inaugurazione del nuovo Project Space dell’istituto Aksioma con una breve mostra di quattro progetti tratti dalla sua estesa ricerca artistica sui paesaggi e i fenomeni che rimangono nascosti all’opinione pubblica e lavorano negli interessi eterogenei dell’apparato statale. L’artista esporrà una selezione tratta dal lavoro Symbology (2006), in cui ha riunito un’ampia gamma di simboli e insegne strani che indicano operazioni militari segrete, varie unità, appartenenze a un dato comando e programmi militari. Per mezzo di questi simboli i membri dei programmi prima menzionati riescono a identificarsi a vicenda.

I distintivi rappresentano una nota cultura militare, segnata da un esplicito cattivo gusto, in cui “il “black world” del Pentagono abbonda del ricco linguaggio simbolico che caratterizza altre, e meno oscure, attività militari”.

La seconda opera della mostra, Missing persons (2006), presenta un altro sotto-prodotto derivante da attività segrete, che porta a insinuazioni sulle attività estremamente dubbie della CIA, per la quale è stata creata una lunga lista di nomi falsi allo scopo di coprire le tracce dei loro agenti. Sin dalla metà degli anni Novanta, la CIA è stata febbrilmente attiva nel rapire, detenere e torturare persone, provenienti da tutto il mondo, che erano sospettate di essere terroristi. Costoro venivano portati in prigioni segrete a cui si faceva riferimento con il termine “siti neri”. Per le sue attività, la CIA ha utilizzato aerei senza scritte di proprietà di società di comodo (front companies) i cui consigli di amministrazione sono composti da persone inesistenti. Missing Persons è una raccolta delle firme dei detenuti nelle carceri della CIA ottenute da documenti e archivi aziendali e prenotazioni aeree.

Il progetto Code Names è legato a queste due opere. Consiste in un elenco di parole, termini ed espressioni che designano programmi militari attivi la cui esistenza o il cui scopo è stato segretato, e che vanno dai programmi di intelligence alle operazioni militari, passando per le identità segrete e le aziende false.

Infine, il quarto progetto presenta opere selezionate tratte dalla serie fotografica Limit Telephotography, che rivelano le geografie delle basi e delle attrezzature militari che sono ad accesso interdetto al pubblico. In quest’opera, dove viene usata una tecnologia fotografica altamente ingrandita che ricorda molto da vicino la fotografia spaziale, l’artista rivela immagini sfocate di geografie isolate, che sembrano così lontane come se non appartenessero alla stessa dimensione.

Crediti

Autore: Trevor Paglen
Donatore delle opere: Galerie Thomas Zander
Direttore Artistico: Janez Janša
Tecnico: Valter Udovičić

Produzione e Organizzazione: Aksioma | Institute for Contemporary Art, Ljubljana, 2011
Produttore Esecutivo: Marcela Okretič and Janez Janša

Con il supporto del Ministero della Cultura Sloveno e della Città di Lubiana – Dipartimento della Cultura
Ringraziamenti: Marco Deseriis, Marko Peljhan, Christina Mey

http://www.aksioma.org/hidden-landscape/index.html