Questa “antologia” è stato concepito e sviluppato dal festival Transmediale di Berlino in occasione del suo trentesimo anniversario, in collaborazione con la Winchester School of Art, Università di Southampton e pubblicato da Transmediale e Sternberg Press, con una veste grafica realizzata dal Laboratorio di Manuel Bürger (Stefanie Ackermann, Manuel Bürger).

“Across & Beyond” raccoglie contributi e saggi di studiosi e media artist quali: Morehshin Allahyari e Daniel Rourke, Jamie Allen e David Gauthier, Clemens Apprich e Ned Rossiter, Tatiana Bazzichelli, Benjamin Bratton, Florian Cramer, Dieter Daniels, Geoffroy de Lagasnerie, Daphne Dragona, Keller Easterling, Olga Goriunova, Louis Henderson, Geraldine Juarez, Olia Lialina, Alessandro Ludovico, Rosa Menkman, Julian Oliver e Danja Vasiliev, Erica Scourti, Cornelia Sollfrank, Telekommunisten (Baruch Gottlieb e Dmytri Kleiner), Tiziana Terranova, YoHa (Graham Harwood e Matsuko Yokokoji).

Questa raccolta di saggi e testi è stata curata da Ryan Bishop, Kristoffer Gansing, Jussi Parikka ed Elvia Wilk. L’originalità di questo testo è il fatto che non sia semplicemente una sorta di catalogo del festival, ma piuttosto un’ulteriore esplorazione teorica dei temi affrontati nell’ultima edizione del festival. Tre sono le principali sezioni di questo libro: Immaginari, Interventi ed Ecologie; ognuna di esse è accompagnata da una breve introduzione ai testi e gli articoli sono presentati in diversi formati.

L’obiettivo di “Across & Beyond” è quello di fornire al pubblico un approccio critico alle questioni e alle sfide contemporanee circa vari ambiti umani, dal sociale al culturale, in particolare nell’ambito del cambiamento di paradigma che stiamo vivendo mentre procediamo verso un’era post-digitale (e post-umana?).

Come si evince dalle parole degli editori, l’antologia di Transmediale: “presenta le risposte che la teoria e l’arte dei media danno a questi cambiamenti, attingendo in particolare all’attivismo, all’archeologia, ai processi critici dei media e alle prospettive (post) antropocentriche, offrendo strategie diverse e complementari per affrontare queste  provocatorie criticità contemporanee”.

Il “passaggio” concettuale dall’analogico al digitale ha certamente sollevato molte questioni tra gli studiosi, ha creato un nuovo scenario per la media art e la cultura si sta attualmente rimodellando da sola, giorno dopo giorno, in parte grazie all’introduzione di nuove tecnologie ma anche grazie alla crescita di pratiche interdisciplinari e zone d’intersezione, un terreno molto fertile per le nuove forme di media art.

Il punto d’incontro della teoria, dell’arte e della tecnologia è il punto di partenza di questo viaggio di ricerca trasversale attraverso il cosiddetto “post-digital landscape”, condotto dal punto di vista critico della teoria dei media, che è la lente focale che ci permette di concettualizzare e capire appieno le nuove pratiche artistiche, gli impieghi della tecnologia e le opere sul campo.

Uno strumento imperdibile per i professionisti e un supporto prezioso per tutte le persone interessate ai dibattiti accademici in corso, ad ulteriori analisi della media art contemporanea e ai problemi e alle sfide poste dalla cultura digitale.


http://www.rampub.com/culture+theory/978-3-95679-289-2

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