Shanghai Ming Contemporary Art Museum - Shangai
12 / 12 / 2020 – 28 / 03 / 2021

Gli esseri umani hanno imparato a giocare, rincorrendosi, prima ancora di imparare a camminare eretti. Una volta padroneggiato l’uso degli strumenti, abbiamo trasformato il cubo più semplice in una forma di gioco più estesa. Per un breve periodo, il rapporto tra gioco e uomo si è allontanato dall’evoluzione degli strumenti e delle tecnologie, e si è orientato verso la costruzione di un campo formativo di pensieri sulle tavole da gioco. Invece di rincorrersi, le persone hanno iniziato a inseguire la gloria della vittoria, e poi, cos’altro?

“Il giocatore controlla il tubo catodico regolando le manopole, che modificano la traiettoria del punto del fascio laser sul display, che rappresenta il proiettile di artiglieria. I bersagli di plastica sovrapposti sullo schermo rappresentano oggetti come gli aeroplani. Entro un limite di tempo, il giocatore spara il punto del fascio laser che si inarca verso gli aeroplani. Se il tubo catodico colpisce una delle coordinate del bersaglio, allora si sfoca, rappresentando l’esplosione dell’aereo”.

-Dispositivo di divertimento a tubo catodico 1947

Quando fu inventato il primo videogioco, il dispositivo di divertimento a tubo catodico, i computer erano ancora in una fase di lettura dei nastri perforati; mentre le manopole e i fasci catodici ci fornivano già l’arcaica struttura interattiva costituita da un display e da un dispositivo di input. La Magnavox Odyssey, uscita nel 1972, portò per la prima volta i videogiochi da giganteschi mainframe nelle sale macchine ai salotti delle persone. Cinque anni dopo, il Macintosh, nato in un garage, e l’Atari 2600, che uscì nello stesso anno, diedero inizio a una rivalità senza fine nell’industria del gioco tra “Console vs. PC”. E da allora il videogioco è diventato parte della nostra vita.

Prima di analizzare il rapporto tra gioco, uomo e società, è essenziale osservare l’interfaccia di gioco che è progredita insieme all’evoluzione della tecnologia. Dal dispositivo di divertimento a tubo catodico, al Pong, fino alle epic war, la gente sembra ossessionata dal rappresentare accuratamente il nostro mondo su uno schermo bidimensionale. I comuni pixel sono stati sviluppati con il ray tracing in tempo reale attraverso la computer grafica 3D. Dalla manopola e dal pulsante monodimensionali, al mouse e al joystick bidimensionali, al sensore di movimento tridimensionale, l’evoluzione di questi dispositivi interattivi riflette un persistente desiderio di accorciare il divario tra la realtà e il mondo del gioco.

Districandoci nel gioco tra vari sistemi di coordinate, fantastichiamo l’ignoto e rivisitiamo scene storiche; alleniamo le nostre tattiche e strategie, ma a volte scatena ulteriormente la nostra ansia e lo stress. Sotto la luce tremolante degli schermi, il gioco è diventato un ponte, che collega le persone tra di sé e a tutto il resto. Attivando la cultura tradizionale attraverso la lente delle nuove tecnologie, il gioco ci porta a rompere i confini del tempo. Dalla dimensione astratta del tempo al vasto territorio della terra, il gioco ci permette di attirare l’attenzione sulle connessioni sociali spesso trascurate, e alimenta la nostra compassione. Gli inseguitori di sogni che hanno lasciato la loro città natale possono farsi nuovi amici nel gioco, recuperare i vecchi e ritrovare la loro terra di origine. Oltre alla vittoria e alla sconfitta, i giocatori imparano a percepire il mondo e a prendere coscienza di sé stessi attraverso il puro piacere del gioco, e il gioco diventa gradualmente un modo per guarire.


Link: mcam.io