EPFL Pavilions – Lausanne, Switzerland
17 / 09 / 2021 – 06 / 02 / 2022

Deep Fakes: Art and Its Double solleva questioni cruciali riguardanti la capacità delle repliche digitali di appassionare il pubblico tramite incontri emozionanti con tesori d’arte universali. Questa mostra si oppone all’utilizzo dei “deepfake” per la manipolazione e la disinformazione, per esplorare prospettive molto differenti, reinventando oggetti mediante tecniche computazionali avanzate.

Decenni di informatica e di ingegneria hanno rivoluzionato i principi della verosimiglianza e della rappresentazione. Oggi, il “pixel perfect” si fonde con tecniche di imaging progettate per replicare manufatti culturali con estrema accuratezza. L’apprendimento automatico, con la sua tendenza alla visione periferica, ha accresciuto i possibili sviluppi per le pratiche curatoriali e artistiche, contrastando nozioni obsolete riguardo l’autorità, l’autenticità e l’accesso. I deep fake culturali generano continuamente nuovi materiali archivistici, allo stesso tempo con e senza forma, utilizzando approcci che sfruttino l’intelligenza artificiale per la riproduzione artistica. Intanto, mentre gli algoritmi e la visione artificiale svolgono e rielaborano il digitally visible, mostrano l’inconscio ottico dell’arte, chiamandoci a rianalizzare, ancora una volta, l’oggettivazione.

Le problematiche principali per questa esposizione includono come il criptaggio degli equivalenti digitali al posto degli originali stia incrementando i sistemi e i codici di proprietà, di custodia e di rimpatrio. I duplicati digitali decolonizzano la materia in quanto si oppongono alle narrazioni egemoniche, aiutando a liberare ogni cosa dalle trappole coloniali, affrontando discorsi autorevoli, la sedimentazione storica e relazioni sociali indiscusse. Nei casi in cui il patrimonio sia a rischio a causa di un conflitto, dell’iconoclastia e di una catastrofe climatica, le copie digitali hanno permesso alle comunità di far fronte alle perdite. Forniscono anche fonti di memoria culturale e strumenti per coloro che sono sul punto di rispondere ai loro oppressori.

Nel frattempo, l’accumulo e lo sfruttamento del patrimonio digitale e del capitale culturale da parte dell’élite della tecnologia, rinnovano in maniera inquietante le strutture coloniali. Nel mentre, nuove forme di controllo criptografico, come i non-fungible token, vengono abilitate per una rete di circolazione dell’arte. Promuovere la blockchain come potenziale dominio del valore arbitrario è l’emblema dell’intensificazione dell’ultimo investimento del tardo capitalismo per i suoi oggetti culturali coinvolti, piuttosto che la loro “depropriazione” tramite la gente comune.

Deep Fakes: Art and Its Double è una narrazione cumulativa che attraversa il simulacro, i mirror world, i digital twin, la criptovaluta e la machine intelligence, mentre si occupa delle questioni della mimesi, della rievocazione, della memoria e della decolonizzazione. Le installazioni della mostra ci fanno attraversare ciclicamente alcune delle antitesi del vero e del falso attorno a cui la storia dell’arte è stata circoscritta. Come il postmodernismo ha messo in dubbio il presunto significato delle cose, i deep fake culturali sono diventati il fulcro per dare un nuovo valore agli oggetti. Riconoscere la loro importanza apre la strada per ridefinire la logica tecno-culturale dominante della nostra era contemporanea.

Le installazioni ripresentano oggetti fondamentali provenienti da tutto il mondo, rimediati attraverso interfacce partecipative, come le realtà mista, aumentata e virtuale, Deep Fakes: Art and Its Double crea nuove piattaforme performative per gli archetipi complessi che emergono dalle pratiche computazionali mentre si intersecano con il patrimonio artistico. Allo stesso modo, l’esposizione si concentra sull’affermazione e attivazione delle esperienze sensoriali dei visitatori, mentre lotta anche con le implicazioni critiche delle materialità digitali che gli oggetti possiedono nella forma post-originale.


https://epfl-pavilions.ch/exhibitions/deep-fakes-art-and-its-double