Serpentine Gallery - London
03 / 10 / 2018 - 10 / 02 / 2019

Pierre Huyghe, uno dei maggiori artisti concettuali a livello globale, conosciuto in particolare per la creazione di ecosistemi immersivi complessi, torna questo autunno alla Serpentine con una nuova importante mostra. La Gallery si trasforma in un ambiente permeabile e contingente che ospita diverse forme di conoscenza, intelligenze emergenti, riproduzioni biologiche e comportamenti istintivi.

Grandi schermi LED posizionati in tutta la Gallery mostrano immagini che sono originate dalla mente di un essere umano. L’attività cerebrale è fotografata nel momento in cui la persona sta immaginando una situazione specifica che gli viene suggerita. Uno alla volta, una rete neurale profonda ricostruisce ciascun pensiero e le immagini create sono esposte nella Gallery, dove saranno costantemente ricostruite e modificate senza sosta da fattori esterni come luce, temperatura, livelli di umidità, presenza di insetti e lo sguardo dei visitatori.

L’edificio della Serpentine Gallery è stato abilmente modificato per influire sulle condizioni dell’ambiente della mostra. Le pareti sono state levigate e la polvere delle vernici utilizzate nelle mostre precedenti è per terra. La Gallery centrale, trasformata in un’incubatrice, dà la vita a migliaia di mosche che migrano verso il centro del soffitto.

Pierre Huyghe, nato a Parigi nel 1962, vive a New York e lavora con situazioni che spesso si basano su modelli speculativi. Gli ambienti che crea sono sistemi complessi in cui agenti interdipendenti, biotici e abiotici, reali e simbolici, si organizzano in autonomia, coevolvono in una struttura dinamica e instabile. A questo scopo è importante che le diverse forme di esistenza e di intelligenza coinvolte siano spesso impercettibili agli occhi dei visitatori che si imbattono in esse.

Questa nuova mostra della Serpentine segue i recenti progetti acclamati di Huyghe, tra cui: After ALife Ahead per Skulptur Projekte Münster, 2017; Untilled per dOCUMENTA(13), 2012 e The Host and the Cloud, 2010.

L’intelligenza artificiale era un tema centrale della Guest, Ghost, Host Machine: Marathon del 2017, mentre nella primavera del 2018 questa ha ospitato mostre degli artisti Sondra Perry, che esplora la nerezza come tecnologia, e Ian Cheng, creatore dell’opera d’arte BOB, un’innovativa IA che si è evoluta nel corso della mostra alla Serpentine.

Nel 2018, durante una conversazione con Hans Ulrich Obrist, Pierre Huyghe ha affermato: “Quando ciò che è stato realizzato non sarà per forza lavoro dell’artista in quanto unico operatore, ossia l’unica persona che ha generato intenzioni, e sarà invece un insieme di intelligenze, di entità biotiche o abiotiche, che andrà oltre la portata umana, quando la situazione presente non avrà durata, non sarà rivolta a nessuno ma sarà indifferente, allora forse il rituale della mostra potrà essere autoesplicativo”.


 https://www.serpentinegalleries.org/