M+, West Kowloon Cultural District - Hong Kong

M+ presenta Hardcore Digital Detox, un’opera di Miao Ying, artista che vive sia a Shanghai sia a New York, appositamente commissionata per la piattaforma online M+ Stories. L’opera esplora la ristretta rete internet cinese – comunemente nota come “Chinternet” – ed è uno “strumento di consulenza strategica per lo stile di vita” con la premessa all’apparenza illogica di offrire un rifugio online dal mondo digitale.

Questo #ritirospiritualenelchinternet (#spiritualretreatinchinternet) mette in ridicolo la diffusa mercificazione del “benessere” delle società occidentali, così come la crescente domanda di esperienze post-materialiste legate ad autenticità e natura tra i consumatori facoltosi – che rendono perfetti i post di Instagram.


Miao ritiene di avere una “doppia cittadinanza”, nel Chinternet e nel World Wide Web, e Hardcore Digital Detox opera simultaneamente in entrambi i campi, mettendo i convenzionali utenti di internet contro i censori cinesi insegnando in modo scherzoso agli utenti come impostare i loro VPN (Virtual Private Network) verso la Cina continentale, dove siti e app popolari come Google, Apple, Facebook, Twitter, Instagram, Netflix, eBay, WhatsApp, Vimeo e Amazon sono soggetti a restrizioni.

Per Miao, le immagini e le idee bloccate dal Grande Firewall cinese sono simili al liu bai (spazio negativo) della tradizionale pittura ad inchiostro cinese, poiché entrambi sono paradossalmente spazi negativi produttivi che stimolano l’immaginazione. Lontana dal vedere la restrizione della rete internet come una mancanza, la Sindrome di Stoccolma del Chinternet che l’artista si è auto-diagnosticata celebra l’ingenuità, l’umorismo e l’intelligenza degli utenti di internet in Cina e la ricca cultura visiva che hanno coltivato dietro al firewall.

Hardcore Digital Detox adotta molti di questi espedienti creativi degli utenti, strategie che Miao descrive come “autocensura” in senso positivo. L’opera accompagna il suo progetto Chinternet Plus del 2016, commissionato da Rhizome e The New Museum.


Hardcore Digital Detox è la prima opera nella nuova serie di commissioni digitali di M+ e esplora le pratiche online creative che si trovano all’incrocio tra cultura visiva e tecnologia. La serie si impegna con una serie di argomenti legati al digitale, inclusi data visualisation, interactive design, gamification e iperconnettività.

Miao Ying è un’artista che risiede sia a Shanghai sia a New York e si fa strada tra le possibilità disponibili nell’ambito ristretto della rete internet cinese, riflettendo sulla censura in modo sia critico sia leggero. Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Gwangju (2018); al Museo di Arte Contemporanea di Kumamoto (2018); alla Photographers’ Gallery di Londra (2018); alla K11 Art Foundation e al MoMA PS1 (2017); all’Ullens Center for Contemporary Art (2017); al KW Institute for Contemporary Art (2016); e alla Biennale di Venezia (2015).

M+ è un museo dedicato alla collezione, all’esposizione e all’interpretazione di visual art, design e architecture, immagine in movimento e cultura visiva di Hong Kong del 20esimo e 21esimo secolo. Al West Kowloon Cultural District di Hong Kong stiamo costruendo uno dei più grandi musei di cultura visiva moderna e contemporanea al mondo, con la forte ambizione d’imporci come una delle principali istituzioni culturali nel mondo.


Il nostro obiettivo è quello di creare una nuova tipologia di museo che rifletta il nostro tempo e luogo unici, un museo costruito sullo storico equilibrio di Hong Kong tra locale ed internazionale per definire una voce distinta ed innovativa per l’Asia del 21esimo secolo.

Situato sul Victoria Harbour di Hong Kong, il West Kowloon Cultural District è uno dei più grandi progetti culturali al mondo. La sua idea è quella di creare un nuovo quartiere culturale vivace per Hong Kong. Con un complesso di teatri, spazi dedicati alle performance e musei, il West Kowloon Cultural District produrrà ed ospiterà mostre, performance ed eventi culturali di livello mondiale, così come offrirà 23 ettari di spazio pubblico all’aperto, compresa una passeggiata lungomare di due chilometri.


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