ZKM - Karlsruhe
29 / 06 / 2019 - 27 / 10 / 2019

La mostra Edge of NowThree Rooms è un progetto congiunto sviluppato dal Nam June Paik Art Center della Corea del Sud, il Chronus Art Center di Shanghai e lo ZKM | Karlsruhe, al fine di favorire lo sviluppo degli scambi interculturali tra Cina, Corea del Sud e Germania, nel campo della media art.

La mostra presenta opere degli artisti Yang Jian, dalla Cina, Kim Heecheon, dalla Corea del Sud e Verena Friedrich, dalla Germania. I tre artisti, nominati da una commissione internazionale di esperti e selezionati da tre istituzioni in collaborazione tra loro, riflettono nei loro lavori il modo in cui la società si rapporta alla tecnologia e ai media contemporanei, dove pratiche analogiche e digitali si incontrano.

Dopo il Nam June Paik Art Center e il Chronus Art Center, ora è lo ZKM a ospitare la mostra, che rappresenta il modo in cui giovani artisti provenienti da Cina, Corea del Sud e Germania reagiscono oggi a un mondo in cui degli algoritmi sono diventati elementi fondamentali per l’ordine sociale e dove i media sono diventati il veicolo di qualsiasi forma di espressione estetica.

Le svariate e differenti interazioni tra cultura umana, ambiente naturale e tecnologie globali hanno introdotto una nuova realtà in cui i confini tra soggetto e oggetto, online e offline stanno diventando sempre più confusi.

L’artista cinese Yang Jian (nato nel 1982), che vive a Nanjing e ha studiato presso l’Art Academy di Xiamen, per poi frequentare, grazie a una borsa di studio, il Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam, in Olanda, concentra i propri lavori sulle innovazioni tecnologiche e i loro effetti sulla società e sulla complessa relazione tra uomo e macchina.

La rilevanza delle tecnologie digitali in ogni aspetto della vita umana è il motivo del suo interesse verso il modo in cui le persone si rapportano ai nuovi sviluppi della tecnologia e verso la capacità umana di adattarsi alle condizioni dell’era digitale.

Per la sua installazione Forest of Sensors (2008 – 2019), Yang Jian ha costruito un esteso percorso utilizzando vecchi pezzi d’arredo, piante e altri oggetti provenienti dai magazzini dello ZKM, tutti dotati di sensori che, se toccati, attivano un allarme, in modo da attirare l’attenzione sui concetti di controllo e sorveglianza – sia in spazi fisici che digitali.

Nel suo lavoro Wi-Fi (2013), decine di domande e messaggi ripetitivi appaiono sugli schermi dei cellulari dei visitatori, connessi alla rete WLAN dello ZKM; grazie a queste, l’artista si rivolge direttamente ai visitatori e mette alla prova la loro capacità di gestire il lavoro.

L’artista Kim Heecheon (nato nel 1989) ha studiato architettura presso la Korea National University of Arts, prima di diventare celebre grazie alle sue opere video, che lo hanno reso uno dei protagonisti più noti della cosiddetta “generazione post-Internet” in Corea.

Nei suoi lavori, gioca con la percezione dello spazio e del tempo in realtà fisiche e virtuali basate sulle sue stesse esperienze di vita e con il rapido cambiamento che sta avvenendo tramite il processo di digitalizzazione all’interno della società sudcoreana. All’interno della mostra sono presenti tre opere di Kim Heecheon: Lifting Barbells (2015), Sleigh Ride Chill (2016) e Every Smooth Thing Through Mesher (2018), in cui foto di Seoul, immagini 3D e sequenze prese da alcuni video-game, con l’estetica della realtà virtuale e aumentata, si fondono con video documentazioni post-apocalittiche.

Il design dei video rivela il modo in cui l’artista si cimenta con le forme ibride del pensiero e della percezione, risultato di un’esperienza della realtà plasmata dalle tecnologie digitali, in cui la chiave di accesso per il mondo risiede nell’essere online tutto il tempo.


L’artista Verena Friedrich, residente a Colonia, ha studiato presso la University of Art and Design Offenbach, l’Academy of Fine Arts di Vienna e l’Academy of Media Arts di Colonia, dove al momento lavora come assistente ricercatrice per tecnologie fai-da-te, Bio Art ed EcoArt. Media organici, elettronici e sculturali sono tutti presenti nelle sue installazioni basate sul tempo. Ricerca teorica ed esperimenti pratici sono alla base del suo lavoro artistico.

Utilizzando materiale tecnico, studia i materiali biochimici come portatori di informazioni e crea sistemi fisici e chimici in cui transitorietà e tempo, così come i tentativi della scienza di superarli, vengono messi in mostra in modo poetico. Nella sua installazione THE LONG NOW (2015/2016), una bolla di sapone viene stabilizzata da un apparato tecnico al fine di estenderne la durata il più possibile.

All’interno di questo ambiente artificiale, la bolla di sapone può essere “mantenuta in vita” per un massimo di un’ora di tempo; in ogni caso, la sua durata rimane imprevedibile e instabile, a causa di vari fattori ambientali. Un classico motivo vanitas, la bolla di sapone rimanda a tentativi scientifici attualmente in corso di utilizzare metodi di genetica e biologia molecolare per rallentare il processo di invecchiamento e, come obiettivo finale, sconfiggere la morte.

In maniera esemplare, il lavoro di Verena Friedrich espande la nostra visione e la nostra percezione della tecnologia e dei media e, come i lavori di Yang Jian e Kim Heecheon, contribuisce a esplorare potenziali artistici nuovi e orientati al futuro.

Edge of Now fa parte di una serie di mostre e progetti di collaborazione attraverso i quali lo ZKM, sin dalla sua fondazione, trent’anni fa, ha partecipato attivamente ai molteplici scenari artistici asiatici. Oltre a presentare l’arte asiatica a Karlsruhe all’interno di mostre come Thermocline of Art. New Asian Waves (2007), Move on Asia (2013), New Sensorium (2016) e Datumsoria: The Return of the Real (2017/2018), negli ultimi anni lo ZKM ha aumentato sempre di più la propria presenza in Asia, con mostre come Games and Politics (un progetto in collaborazione con il Goethe – Institut), Open Codes e Art in Motion.

Con Edge of Now, la già longeva relazione dello ZKM con l’Asia – una delle regioni più importanti del mondo per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e artistica – si sviluppa ulteriormente e si espande includendo i trend del momento della media art. Una versione ridotta della mostra verrà presentata dal 6 dicembre 2019 al 16 febbraio 2020 presso la Gallery Damdam, il Korean Cultural Center dell’Ambasciata della Repubblica di Corea a Berlino, in Germania.


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