Banner Repeater - London
11 / 03 / 2018 – 20 / 05 / 2018

Una de-leb; una dead celebrity, ha più potere sui propri dati rispetto a coloro che sono ancora vivi. de-leb è una mostra collettiva che si interroga sull’accumulo di valore tramite l’analisi dei dati del quantified self da parte di aziende come Cambridge Analytica. Mentre l’accesso gratuito ai dati degli utenti deriva dalla partecipazione a social media come Facebook, il riutilizzo di questi dati acquista valore in un’infinità di modi opachi.

La mostra ospita un workshop di scrittura, che riflette sulle possibilità di negoziare i propri dati personali attraverso la blockchain, tramite un esperimento di scrittura collettiva: una fantascienza basata sui fatti, datata tramite un contratto intelligente sulla blockchain. All’evento partecipano artisti, esperti di tecnologie e scrittori: Marija Bozinovska Jones, Megan Snowe, Huw Lemmey e Michael Oswell, Caroline Sinders e Ami Clarke.

Nuove interfacce come IVR e chatbot colmano il divario tra l’uomo e il computer attraverso il linguaggio, combinandosi nella ricerca dell’esperienza finale dell’utente, mentre la tecnologia indossabile interagisce senza problemi con la mente e con il corpo a diversi gradi di prossimità. Tutti questi dispositivi promettono a vario titolo di migliorare la nostra vita quotidiana, ma mentre lo fanno estraggono un plusvalore sotto forma di dati.

Una moltitudine di dati viene raccolta in più punti di contatto, a volte tramite più interfacce contemporaneamente, alcune delle quali sono chiaramente definite, attraverso complessi dispositivi di acquisizione. Rifacendosi al “dividuale” come banca di dati, il potere agisce sottilmente, come “agenti autonomi che interiorizzano le loro direttive”, in una logica di costante auto-modulazione. Man mano che i giganti della tecnologia diventano sempre più potenti, le interpretazioni di “misurazioni” guidate solo da esigenze commerciali, richiamano ad altre storiche forme di misurazione che agivano come metodi di controllo, nelle loro interpretazioni normative e discriminatorie della materia.

New gradients of measure di Marija Bozinovska Jones esplora i legami tra architetture sociali, computazionali e neurali riflettendo sulla formazione dell’identità, scandagliando il sé come se fosse un’identità fatta di dati e diffusa. La EMO docking station (unità di connessione) che ha realizzato per de-leb cattura e visualizza l’eccitazione emotiva attraverso varie misurazioni del respiro e della pelle, letta poi dal suo proxy MBJ Wetware: Intelligence Assistance, simulando la sua voce nello spazio.

Immagini dal suo Instagram C22H37NO2 – la formula chimica dell’Anandamide: un acido grasso neurotrasmettitore collegato ai livelli di ansia e depressione – indagano la biopolitica dell’auto-miglioramento, confondendo i confini tra potere femminile e sessualizzazione tra un imperativo per guadagnare ‘autocoscienza’ attraverso i numeri.

Il tascabile “Emotional Labor Union (ELU)”, di Megan Snowe, edito da Banner Repeater, è un manuale per i membri che tutela i diritti di tutti coloro che si dedicano al lavoro emotivo, spesso considerato una risorsa naturale e personale da ottimizzare e monetizzare. Rappresentando i diritti dei lavoratori in quanto partecipi della più grande economia emotiva e globale, il suo lavoro si interroga su come comprendere, rendere strategiche e quantificare le nostre esperienze di vita immateriali ed emotive creando opere speculative che non si allontanano molto dai confini dei paradigmi esistenti.

Caroline Sinders è un’artista e ricercatrice designer/user nel campo del machine learning, il suo lavoro si concentra sulle intersezioni tra elaborazione del linguaggio naturale, intelligenza artificiale, e molestie online sui social media. La sua richiesta di contributi per accrescere il suo database femminista durante il periodo della mostra, mira a produrre una serie di dati per intervenire sia nelle reti pubbliche che private.

Il progetto esplora il modo in cui interfacce come chatbot e servizi di riconoscimento vocale automatico possono dare vita a cambiamenti all’interno dei sistemi di apprendimento automatico utilizzati quotidianamente sia da settori pubblici che privati. Attualmente Sinders è ricercatrice presso BuzzFeed/Eyebeam Open Labs dove sta prototipando un sistema di apprendimento automatico per limitare le molestie online.

Il film di Huw Lemmey e Michael Oswell: Assemble Everything, attinge sia alla qualità libidinosa del “Choose Life” di Trainspotting, che al “Capitale” di Marx, per uscire da una critica liberale e proporre un punto di attrazione alternativo, che sostenga e spinga verso i picchi utopici della politica rivoluzionaria come valida alternativa.

Ami Clarke opera all’interno dei nuovi comportamenti che emergono dal codice e dal linguaggio di una cultura costantemente in rete, con un focus sulle interdipendenze tra linguaggio ed economia. Clarke svilupperà una dashboard in forma di saggio critico per tutto che si accrescerà lungo il periodo della mostra attingendo alla sua esperienza di adolescente presso la Tall Girls Clinic, l’ospedale Great Ormond per bambini di strada, tra nuove “letture” del suo codice biologico tramite il test online del DNA 23andme.

Diversi agenti di riconoscimento vocale possono essere ascoltati mentre imparano la lingua attraverso abilità di negoziazione, servendosi di forme di misurazione storiche un tempo utilizzate per calcolare, quando presenti, il grado di diritti riconosciuti al soggetto, tra future proiezioni di nuovi gradienti di misura all’interno del promettente paesaggio tecno-capitalista.

Mentre la blockchain appare principalmente ancora come un test di Rorschach, e molte cose diverse a seconda delle persone, centrale in queste affermazioni è la proposta di nuovi modi di lavorare attraverso reti autonome distribuite, eliminando la necessità di una fonte attendibile, come una banca, o addirittura, un governo.

 Banner Repeater è uno spazio d’arte contemporanea gestito da artisti e un’organizzazione no-profit: una sala di lettura e uno spazio progettuale sperimentale, fondato da Ami Clarke nel 2009. Sviluppa nuovi lavori in collaborazione con artisti attraverso un programma espositivo ambizioso, in uno spazio progettuale altamente visibile e accessibile, e un programma di eventi, conferenze e performance, al fine di stimolare discussioni e incoraggiare il dibattito sui temi chiave dell’arte di oggi.


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