Galerie Charlot - Paris
17 / 05 / 2018 – 07 / 07 / 2018

A cura di Valentina Peri

Cosa significa amare nell’era di Internet? In che modo le interfacce digitali stanno ridefinendo le nostre relazioni personali? Quale sarà l’impatto delle nuove tecnologie sulla vita di coppia? In che modo lo schermo condiziona la nostra intimità sessuale? Le nuove modalità di connessione stanno cambiando i vecchi paradigmi della vita adulta?

L’avvento di Internet e degli smartphone ha creato una frattura nella vita sentimentale di milioni di persone, che attualmente abitano sia nel mondo reale che nel loro personale “mondo telefonico”. In termini di romanticismo e intimità sessuale questi fenomeni hanno generato nuove problematiche che stiamo ancora cercando di comprendere.

Riunendo le opere di vari artisti internazionali – quali !Mediengruppe Bitnik, Adam Basanta, Olga Fedorova, Zach Gage, Tom Galle, Thomas Israël, Moises Sanabria, Antoine Schmitt, Jeroen van Loon, Addie Wagenknecht & Pablo Garcia, John Yuyi –  la mostra Data Dating vuole esplorare le ultime tendenze delle storie d’amore: nuove forme di comunicazione intima, la mercificazione dell’amore attraverso i servizi e le app di incontri online, modalità d’incontro e di accoppiamento inedite, la rinegoziazione delle identità sessuali, le pratiche e i tabù dell’eros in continuo mutamento.

Nel secolo scorso la storia delle pratiche di incontro e appuntamento ha mostrato che l’adozione di nuove libertà è spesso accompagnata da sospetti e stereotipi: ciò che sembra inconcepibile ad una generazione viene spesso accettato da quella successiva. A partire dagli algoritmi dei primi computer degli anni ‘60, alle videocamere dei ‘70, ai sistemi BBS (Bulletin Board System) degli anni ‘80, all’Internet degli anni ’90, fino agli smartphone dell’ultimo decennio, ogni coppia formata con la mediazione di un dispositivo elettronico ha dovuto affrontare uno stigma particolare.

Oggi la mancanza di norme largamente condivise sta creando un mondo scisso e bipartito, in cui alcuni vivono in una realtà pre-Internet, mentre altri invece – che hanno costruito la propria identità sessuale prevalentemente online – vedono Internet non come un luogo misterioso dove le persone trovano rifugio per sfuggire al mondo reale, ma come la realtà vera e propria.

Ciò che è cambiato è il “copione sessuale”: i ruoli che le persone considerano alla loro portata grazie al fatto che Internet, forse più di ogni altro mezzo, permette di giocare con il Sé e con la propria identità.

Diversi autori – tra cui Aaron Ben-Ze’eve Laurent Rosewarne– hanno evidenziato che l’universo delle relazioni online sta sconvolgendo la natura monogama delle relazioni e facilita tutta una serie di comportamenti sessuali e sentimentali che alla fine confermano la “profezia” del libro di Herbert Marcuse“Eros e civiltà”(1955).

Secondo uno studio recente, una coppia su cinque si è conosciuta su un sito di incontri: la vasta portata di questo fenomeno testimonia un potenziale enorme in termini di profitto e di raccolta dei dati degli utenti. Nell’Internet del futuro i siti e le app di incontri rappresenteranno il business più redditizio: attualmente infatti hanno conquistato il terzo posto tra i siti a pagamento, superando addirittura la pornografia.

Questo aspetto fa sorgere delle domande sull’obsolescenza programmata che si suppone insita in questo tipo di business: l’idea che i siti di incontri online, avendo un interesse latente nel fallimento degli abbinamenti, considerino la ricerca di un partner come un’attività ricreativa e un prodotto inesauribile.

Come ha affermato Eva Illouz nel suo saggio “Consuming the Romantic Utopia”: “L’amore romantico è un’arena collettiva in cui si inscenano le divergenze sociali e le contraddizioni culturali del capitalismo”.Data Datingintende promuovere il dibattito sui modi in cui la società sta reagendo ad una delle sfide più importanti della contemporaneità: tracciare nuove connessioni tra emozione, desiderio, cultura, tecnologia ed economia considerando Internet come una pratica sociale, un cambiamento della società in generale.

La Galerie Charlot è stata fondata da Valérie Hasson-Benillouche nel 2010 con l’intento di promuovere le pratiche innovative dell’arte contemporanea. La curatrice della mostra Valentina Peri collabora con la galleria dal 2011 e ne è l’attuale direttore associato. Particolarmente attenta alle forme di arte emergenti, la Galerie Charlot si concentra sulla relazione tra arte, tecnologia e scienza.

Nel maggio 2017 ha aperto un secondo spazio a Tel Aviv-Yafo, Israele. Il calendario dello spazio parigino è composto da sei mostre annuali, e quello di Tel Aviv da tre. Arricchiscono il programma espositivo le fiere di arte contemporanea a cui la Galerie partecipa ogni anno.

Le collaborazioni con gallerie d’arte, istituzioni e curatori diffondono il nome della galleria a livello mondiale. La Galerie è un importante riferimento per un pubblico variegato, costituito sia dai collezionisti esperti sia da quelli più giovani, accomunati dalla stessa ammirazione verso la sfida ambiziosa dello spazio a scoprire i talenti di oggi e di domani.


www.galeriecharlot.com