Kunstverein Hannover – Hannover
04 / 05 / 2019 – 30 / 06 / 2019

L’intelligenza artificiale (AI) è diventata ormai una parola chiave per il progresso tecnologico, nonché una vaga minaccia per lo stesso. La sua fusione con l’arte è cominciata negli anni Settanta e gli ultimi sviluppi tecnologici in questo campo hanno aperto non solo nuovi sbocchi per l’arte, ma anche nuovi modi di produrre l’arte in quanto tale.

La mostra Artistic Intelligence al Kunstverein Hannover sta esplorando fino a che punto gli artisti si avvalgono dell’intelligenza artificiale nelle loro opere. Mentre le reti neurali artificiali conosciute come GAN (Generative Adversarial Neural Networks) e i procedimenti algoritmici, che permettono “l’apprendimento automatico”, vengono da tempo utilizzati nel settore industriale, arrivando a dominare vita umana di tutti i giorni, i vantaggi e gli svantaggi associato a questi processi vengono controbilanciati da forme di censure e sorveglianza.

La mostra porta alla luce undici problematiche che, nel caso dei lavori di Harun Farocki e Anne-Mie Van Kerckhoven, hanno a lungo analizzato le tecnologie e l’uso delle macchine in senso più lato. L’ipotizzata autonomia delle macchine e l’onnipresenza dell’intelligenza artificiale sono visibili nelle opere di Sougwen Chung, Arcangelo Sassolino, Miao Ying e Julia Zabowska, mentre l’accesso a grandi pool di dati come prerequisito per i metodi di apprendimento generati dal computer porta ad una straordinaria resa dell’immagine nei contributi di Sofia Crespo, Mario Klingemann and Anna Ridler.

Il lavoro di Matthew Plummer-Fernandez guarda alle importanti conseguenze della censura e della sorveglianza, mentre Helen Knowles esamina le future problematiche che potrebbero affiorare con la classificazione legale e la gestione morale dell’intelligenza artificiale.

La Artistic Intelligence del Kunstverein Hannove continua una linea investigativa cominciata da altre esposizioni che hanno messo in evidenza l’influenza del cambiamento digitale sugli artisti e i loro lavori: nel 2015 l’esposizione Digital Conditions ha riunito le posizioni artistiche chiave che riguardano la digitalizzazione tra cui Pierre Huyghe, Lorna Mills, Jon Rafman, Avery Singer, Hito Steyerl e altri;  Digital Archives nel 2016 si è concentrata su artisti che hanno esplorato nuove tecniche di sorveglianza e controllo del loro lavoro. Tra gli artisti partecipanti c’erano Ingo Günther, Mediengruppe Bitnik, Ryoji Ikeda e Trevor Paglen.

Mario Klingemann – un cosiddetto artista IA leader con tre opere in mostra – discuterà la pratica artistica con algoritmi e reti neuronali artificiali in un programma completo che accompagna la mostra Artistic Intelligence. Come si prospetta il nostro futuro con le nuove possibilità che l’intelligenza artificiale sta offrendo? Jürgen Rink, fisico ed editor del C’t Magazin, risponderà a questa domanda durante la sua lezione a Kunstverein.

Oswald Wiener, uno dei più famosi pionieri dell’intelligenza artificiale, farà una lezione filosofico-artistica sul concetto di “Intelligence e intelligence per principianti”. Durante due giorni, scienziati, artisti e autori celeberrimi si pronunceranno sull’argomento “Artificial Intelligence in Art and Culture.”

In aggiunta, sono previsti una serie di film a tema in collaborazione con il vicino cinema (Kommunales Kino) che si trova, come il Kunstverein, nel palazzo di Künstlerhaus. Si proietteranno film che spaziano da Metropolis (1927) a Hi, A.I. (2019). Un’edizione di The Trial of Superdebthunterbot Artist Book dell’artista Helen Knowles sarà disponibile sulla pagina web del Kunstverein Hannover.


Link:

www.kunstverein-hannover.de