È la nostra capacità di utilizzare il linguaggio a renderci umani? Il linguaggio serve a farci capire il mondo; ci dà la possibilità di connetterci. Una lingua franca è una lingua comune che rende possibile la comunicazione tra persone che non condividono la stessa lingua madre. Con i mezzi di comunicazione che stanno cambiando il modo in cui le persone interagiscono tra loro, che influenza ha tutto questo sul nostro modo di relazionarci? Che sia attraverso i social media o le email, siamo ormai connessi tramite internet e media basati sul linguaggio delle macchine. La tecnologia ha rivoluzionato la vita moderna a livello globale, e in particolar modo il linguaggio scritto, dove ha avuto l’impatto maggiore.

L’introduzione di internet ha portato ad un’evoluzione del linguaggio. Ci ha dato la possibilità di comunicare ed è diventata forse la più importante invenzione della comunicazione umana, creandonuove parole e forme alternative di linguaggio. Secondo Crystal “internet è un mezzo sorprendente per le lingue”. Lo slang di internet si è evoluto e ha prodotto una sua lingua franca, ha creato un tipo di linguistica astratta chiamata Netlingo; “termini come lol e g2g fanno parte dell’alfabetizzazione digitale” (Danesi, 2016).

Questo ha dato vita ad una lingua abbreviata che rende la comunicazione più veloce per chiunque sia collegato in rete.È possibile sperimentarla attraverso la messaggistica istantanea o le email, i mezzi con cui la società di oggi comunica. I linguaggi informatici sono linguaggi artificiali che ci permettono di comunicare con le macchine. Sono stati inventati per la comunicazione delle macchine, a differenza della maggior parte di quelli umani che sono emersi naturalmente. Un computer non legge le informazioni come farebbe un essere umano. Oggi esiste un gran numero di linguaggi di programmazione: benché ci siano più di duemila linguaggi informatici, solo pochi sono utilizzati diffusamente.

A prescindere da quale linguaggio informatico si impari, “Hello World” è una frase comune a qualsiasi programmatore. Secondo Langbridge “Hello World” è spesso il primo pezzo di linguaggio di programmazione che chiunque stia apprendendo un linguaggio informatico scriverà. Quindi qual è l’attuale lingua franca dei linguaggi di programmazione? Alcuni direbbero l’HTML (Hyper Text Markup Language), che è un mix tra il linguaggio informatico e il nostro. “L’HTML è la lingua franca per la pubblicazione di un ipertesto sul World Wide Web” (Murphy e Persson, 2009). Allain afferma invece che è il linguaggio di programmazione C ad essere diventato la lingua franca della programmazione, essendo ottimo per esprimere idee generiche.

Un tempo il coding era considerato un linguaggio tecnico ad uso esclusivo dei programmatori. Oggi è riconosciuto dalla società contemporanea come una skill importante, forse una nuova forma di alfabetizzazione digitale. Processing è stato inventato presso il Massachusetts Institute of Technology e sviluppato dai due artisti e tecnologi Casey Reas e Benjamin Fry. Si tratta di un codice di programmazione basato su Java nato come linguaggio di apprendimento per persone interessate al coding, ma che non hanno conoscenze in materia, in particolar modo per gli artisti. Questo software si basa su un linguaggio visivo che si traduce direttamente in un’immagine. In un’intervista, l’inventore Casey Reas spiega di averlo sviluppato con l’obiettivo di permettere ai professionisti delle arti visive di imparare un linguaggio di programmazione.

La tecnologia ha influenzato l’arte e i linguaggi di programmazione hanno avuto il loro peso nella produzione artistica contemporanea. Quest’influenza si è sostanziata nell’arte generativa. Nel 2002 il Whitney Museum of Modern Art ha organizzato una mostra intitolata CODeDOC, che presentava un codice artistico che analizzava il modo in cui gli artisti stavano realizzando opere e processi facendo uso di codici. “Gli artisti hanno codificato un’istruzione specifica in un linguaggio a scelta e sono stati poi invitati a scambiarsi il codice con gli altri per discuterne”.

Diversi artisti inseriscono il coding nella loro pratica; senza conoscere un linguaggio di programmazione, probabilmente rimarreste esclusi dalle mostre di arte digitale, nonostante la nuova curatrice della sezione media Christiane Paul suggerisca che non è necessario essere un programmatore o capire i linguaggi informatici per stabilire delle connessioni tra coding e arte. In certi casi la lettura del codice potenzia la percezione dell’opera; in altri non aggiunge necessariamente qualcosa al progetto. Nella società di oggi dominata dalla tecnologia i linguaggi informatici sono la lingua predominante? La rapida integrazione di internet e del World Wide Web nella vita quotidiana ha arricchito il lessico umano di nuove parole e di forme alternative.

Come affermato da Kleinman, non c’è dubbio che la tecnologia abbia avuto un impatto significativo sul linguaggio. Percepiamo i linguaggi di programmazione in modo diverso da quello umano perché non si sono sviluppati nello stesso modo: l’evoluzione di quello naturale è avvenuta prima ancora che la tecnologia esistesse. Con l’avvento delle tecnologie digitali il pensiero computazionale è diventato una modalità di comprensione. Diventerà fondamentale per il nostro modo di comunicare in un mondo sempre più digitale? Holmquist prevede che il mondo intero passerà ad un nuovo idioma, che permeerà tutto, dalla vita personale all’evoluzione, per creare nuovi significati, e afferma che è già successo: questo linguaggio è il codice informatico.

Con i linguaggi di programmazione che assumono sempre più rilevanza per la cultura contemporanea, il coding sta diventando la nuova lingua franca? Oggi più che mai gli esseri umani comunicano con le macchine, hanno creato sistemi espressivi per trasmettere informazioni alle tecnologie. Si sta sviluppando una linguistica mediata dai computer, siamo connessi con tutto il mondo e questo ci permette di comunicare. Usiamo il linguaggio per esprimere un’idea nello stesso modo in cui un computer esegue un algoritmo.

Il software è stato sviluppato per integrarsi in tutti gli aspetti della vita contemporanea; Christiane Paul afferma che non esiste “un’arte digitale che non abbia una base di codice e algoritmi. Anche se le manifestazioni fisiche e visive dell’arte digitale distolgono da questa base fatta di dati, qualsiasi immagine digitale, in definitiva, è il prodotto delle istruzioni e del software utilizzato per crearla o modificarla”. Nonostante si possa affermare che siano sostanzialmente diversi, ciò che i linguaggi umani e i linguaggi di programmazione hanno in comune è che entrambi sono stati creati per comunicare.


https://whitney.org/Exhibitions/Artport/Commissions/Codedoc

http://www.cprogramming.com/whyc.html

Bibliografia:

Danesi, M. (2016). Language, society, and new media. Routledge.

Murphy, C. and Persson, N. (2009). HTML and CSS Web standards solutions. Berkeley, CA: Friends of ED.