Cantor Fitzgerald Gallery, Haverford College - Haverford
27 / 10 / 2017 – 17 / 12 / 2017

In ingegneria, industrial design e architettura il termine “futureproofing” di solito si riferisce alla realizzazione di un oggetto creato in modo da minimizzare o rallentare l’obsolescenza tecnologica. I metodi di futureproofing spesso riflettono le ansie, le aspirazioni e le congetture delle persone riguardo al presente, talvolta agendo come profezie che si realizzano da sole.

In questo senso, richiamano un’altra forma di proofing, quella della dimostrazione matematica, definita da una serie di verità e assiomi accettati. In Futureproof gli artisti si confrontano con le varie malleabili  interpretazioni del futureproofing, attingendo sia dall’elaborazione di scenari di retaggio militare e aziendale sia dall’uso di reperti o archivi semi-fittizi come proof, o traccia, dell’esistenza di cronologie o futuri alternativi.

In un momento in cui ogni giorno sembra portare con sé l’ennesima ondata di incertezze politiche, in cui si dà per scontato che ‘adesso’ voglia dire ‘più che mai’ ed ogni crisi sembra più insostenibile di quella precedente, Futureproof incoraggia i visitatori a riflettere sui sistemi instabili del nostro tempo e immaginare come potrebbero essere diversamente.

Futureproof è a cura di Ingrid Burrington e porta in mostra i lavori di Morehshin Allahyari , Gui Bonsiep and the Cybersyn Project, the United States Department of Energy, Ilona Gaynor , Ayodamola Tanimowo Okunseinde, Shell Corporation, e del  Museum of Art and History di Guantánamo Bay. Futureproof è supportata dal John B. Hurford ’60 Center for the Arts and Humanities.


http://lifewinning.com/

http://www.morehshin.com/

http://www.ilonagaynor.co.uk/

http://www.ayo.io/

http://www.guantanamobaymuseum.org/

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