online group exhibition
14 / 0 5 / 2020 - 31 / 12 / 2020

Antropocene (/ænˈθrɒp.əˌsiːn) è stato diffuso come termine ambientale all’alba del ventunesimo secolo dall’olandese Paul Crutzen, vincitore del premio Nobel e pioniere della chimica dell’atmosfera. Questo termine definisce un’epoca geologica suggerita che inizia con il primo impatto rilevante dell’uomo sulla geologia e sugli ecosistemi della Terra, compreso il cambiamento climatico provocato dall’attività dell’uomo.

L’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente dichiarato l’attacco da parte di un nuovo virus pandemico denominato Covid-19. Questa minaccia invisibile è costata cara tanto in termini di vite umane e sicurezza quanto in termini di economia globale e impegno collettivo, forzando l’isolamento o l’accesso ristretto alle aree pubbliche come misure precauzionali. In mezzo al disagio sociale, all’incertezza finanziaria e alla crisi climatica, strade e città vuote e desolate fanno eco al vuoto urbano e all’urgenza di rimanere vigili e socialmente attenti.

In questi momenti di disagio provocati dalla pandemia globale e dai lockdown nazionali, che sembrano usciti da un racconto distopico, cosa significa per la terra e l’antropocene rimanere in sospeso? Quali sono le sfide e le preoccupazioni ambientali sollevate da un artista? Come possono il distanziamento sociale e la quarantena rimodellare le pratiche artistiche e le narrazioni ambientali? In quali modi il Covid-19 può incidere sulla crisi ambientale e sulla nostra generale percezione del problema?

In risposta a questa situazione urgente e senza precedenti e al costo in termini di benessere e sicurezza del pianeta, in occasione della mostra Anthropocene On Hold la PCAI ha invitato 20 artisti visivi internazionali per rappresentare la gravità della pandemia globale e il suo impatto sull’impegno e la produzione artistica così come la resilienza e la sostenibilità della terra.

James Bridle, Ionian Bisai & Sotiris Tsiganos, Matthias Fritsch, Kyriaki Goni, Markus Hanakam & Roswitha Schuller, Hypercomf, Rindon Johnson, Evi Kalogiropoulou, Lito Kattou, Bianca Kennedy e the Swan Collective, Marcin Liminowicz & Trang Ha, Charly Nijensohn, Kosmas Nikolaou, Ira Schneider, Andrew Norman Wilson partecipano alla prima mostra collettiva online della PCAI curata da Kika Kyriakakou: un progetto digitale attualmente in corso che sarà trasmesso dal 14 maggio al 31 dicembre 2020 sul canale YouTube della PCAI.

Approfondimenti sulla PCAI

Polyeco Contemporary Art Initiative (PCAI) è stata fondata nel 2014 da Athanasios Polychronopoulos, presidente esecutivo del Polyeco Group, come mezzo per far crescere la consapevolezza ambientale attraverso video e arte contemporanei. L’organizzazione vuole raggiungere i suoi obiettivi in tre aree di attività: la sua principale collezione artistica su commissione, i suoi progetti e il suo supporto. Dal 2018 la PCAI ha fatto parte dell’Associazione Internazionale delle Collezioni Corporate di Arte Contemporanea (IACCCA) ed è stata premiata per i suoi progetti artistici, programmi educativi e partnership.

Kika Kyriakakou, direttore artistico della PCAI, ha avviato nel 2019 il programma artist-in-residence, incentrato sull’interazione tra arte contemporanea e coscienza ambientale. Il comitato di selezione delle residenze d’artista, composto da Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della galleria Serpentine, da Krist Gruijthuijsen, direttore del KW Institute for Contemporary Art, e dai direttori della PCAI, ha scelto gli artisti Rindon Johnson e Lito Kattou per partecipare al programma che si svolgerà nel 2020.