Bastione Sangallo – Loreto (Italy)
05 / 09 / 2020 – 31 / 10 / 2020

Molte stelle sono precipitate,

Una parte del sistema planetario è in frantumi,

Poiché il mio corpo è così lacerato

E. de Martino, Il mondo magico, Boringhieri, 1973

Crepuscolo (TRAMONTO) è una mostra collettiva che raccoglie racconti secolari e pratiche artistiche contemporanee. Il progetto curatoriale ripercorre la leggenda della traduzione della Santa Casa di Loreto (attraversata da angeli in volo da Nazareth verso la città di Loreto) utilizzandola come un bacino di racconti e immagini con l’intento di analizzare la supremazia tecnologica delle vedute aeree all’interno di una società orientata al capitale e contro-generare nuove pratiche magiche e rituali. Una visione eterea ed elevata che si trasforma in un mondo notturno fatto di carne e rituali.

Il mondo magico è fatto di credenze, gesti rituali e immagini torbide. La nostra incapacità di comprenderlo e controllarlo lo rende una fonte di pericolo. La magia popolare vede il mondo come un essere animato: ogni essere, vivente e non, possiede una determinata forza che lo anima. Questa visione è stata identificata come un ostacolo per lo sviluppo della ragione. Il mondo necessitava quindi di essere “disincantato” per poter essere dominato: perciò il corpo è stato privato di quelle forze occulte che lo rendevano ingovernabile e la sua capacità di osservazione è stata alimentata e sfruttata dallo sviluppo tecnologico per incrementare i punti di osservazione e di controllo (satelliti, aerei e droni). Lo sguardo endoscopico sviluppato dalle avanzate società capitalistiche studia la mobilità dei corpi in modo da identificarli e isolarli: i corpi, da soggetti che osservano, diventano oggetto d’osservazione.

La mostra è stata installata nel cinquecentesco bastione fortificato recentemente restaurato, progettato da Antonio da Sangallo (1484-1546). L’esposizione di materiali d’archivio, realizzata da (ab)Normal, è situata al centro dell’edificio semicircolare ed è un percorso tra i vari racconti legati alla città di Loreto: il fogarò (incendi) che divampò nella notte tra il 9 e il 10 dicembre per celebrare l’arrivo della Santa Casa, le cui braci furono raccolte e conservate nelle case o nei vestiti come potenti talismani capaci di allontanare maledizioni e streghe; la nomina della Beata Vergine di Loreto come “Aeronautarum Patrona” nel 1920, grazie a cui la Madonna di Loreto è divenuta il simbolo protettore dell’Aereonautica Militare Italiana; il trasporto e l’utilizzo della stessa Madonna sui primi aerei da guerra, sulle basi militari italiane, nell’aeropittura futurista e sulla Stazione Spaziale Internazionale; la tradizione dei tatuaggi a Loreto (disegnati a mano, per secoli, dai marcatori sulla pelle dei pellegrini) e della produzione di rosari pagati a cottimo alle donne che li realizzavano in casa, collegando ogni grano e vendendoli ai pellegrini.

L’archivio include materiali storici e documenti che risalgono al periodo tra il XVIII e il XXI secolo e contributi apportati da Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Olivo Barbieri, Antonio Biasiucci, Angelo Mezzanotte, Bruno da Osimo e Valeriano Trubbiani.

Tra gli artisti invitati ad avviare un dialogo con queste storie, Harun Farocki risuona sulle tecniche di elaborazione delle immagini operative, come il riconoscimento di oggetti, la sorveglianza elettronica e i dispositivi militari telecomandati, in modo da analizzare da vicino il rapporto tra uomo, macchina e mondo moderno.

Raphaela Vogel analizza i rapporti tra lo sguardo tecno-patriarcale delle vedute aeree riprese dai droni e la fisicità dei corpi femminili. Le immagini personali e profondamente stratificate di Athena Papadopoulos attaccano con violenza i punti di vista comuni sulla sessualità, i corpi e i processi di decomposizione. Enrico Boccioletti affronta con il proprio corpo i substrati spirituali-tecnologici al centro della società dell’informazione attraverso la copresenza di aspetti rituali, fisici e tecnologici.

I rituali di Raffaella Naldi Rossano – per lo sviluppo di una comunità androgina – cercano di superare l’opposizione e la sessualizzazione della dualità uomo/donna al fine di raggiungere una storia diversa e ancora non scritta, nella quale si possono utilizzare le pratiche collettive e sviluppare spazi transitori di riflessione ecologica e sociale.

I diversi significati dell’acronimo W.I.T.C.H. – diffuso negli anni ’60 dai gruppi di protesta delle femministe americane – ispirano l’artista Anna Bunting-Branch a creare un universo alternativo delle relazioni all’interno della narrativa femminista. Giulia Crispiani riscrive le tradizioni e le culture orali locali, utilizzandole in pratiche emotive e animate al fine di trasmettere racconti di guarigione, cura, malocchi e miracoli che evidenziano il nostro senso comune del mondo e modificano i gesti e i linguaggi.

Crepuscolo si svolge nella luminosità incerta della luce che scompare nell’oscurità della notte: si tratta di momenti che implicano una mutazione nel cielo e nei nostri corpi. Crepuscolo è un appello alle braci incandescenti dei fuochi delle festività di Loreto, alle vedute aeree in caduta libera, alle gesta e alle credenze popolari racchiuse nelle pratiche degli artisti.

Organizzato da: Marche Arte Viva and Comune di Loreto

Con il sostegno di: Regione Marche, System Retail, Fondazione Opere Laiche, Marchegiani, Banco Marchigiano, Il Crogiolo, Bieffe-Industriagrafica.

Con la collaborazione di: Collezione Valentini, Emalin, Tisot Art Collection Trust, BQgallery, Comune di Recanati, Diocesi di Macerata, Biblioteca Benedettucci- Recanati, Pasticceria Picchio, Jona-Tatuaggi lauretani.

Assicurazione: Big Ciaccio Art Insurance.

Progettazione grafica: Roberto Vito D’Amico.

Esposizione: (ab)Normal.

Media Partner: Phroom Agency.